heather parisi si raccontaHeather Parisi si racconta (foto gentilmente concessa dall'artista) kosmomagazine.it

Heather Parisi ha avuto una carriera incredibile ed è diventata, nel corso degli anni, un vero esempio per le future generazioni.

Erano quasi gli anni ’80 quando il suo volto apparve per la prima volta nel piccolo schermo e, da allora, è diventata un simbolo della danza contemporanea e televisiva, tanto da essere apprezzata in tutto il mondo per il suo straordinario talento. L’artista vive oggi in Cina con il marito e i due figli, ma non dimentica affatto le emozioni che ha vissuto nelle sale prove italiane, dove salire sulle punte era come viaggiare. Si è raccontata ai microfoni di Kosmo Magazine, a cui ha raccontato aneddoti del passato ed eventi di un presente in cui lei si definisce soprattutto – e semplicemente – “una donna serena“.


Sei un vero punto di riferimento per la televisione italiana e un esempio per molte generazioni, ma chi sei nella vita di tutti i giorni? Come ti definiresti?

Oggi mi definisco una mamma, moglie, casalinga, intervistatrice per un canale televisivo ma, soprattutto, sono una persona serena. Anni fa non lo ero, mentre adesso ho raggiunto la serenità. Un’altra cosa di cui sono molto orgogliosa è che i miei gemelli, che oggi hanno 13 anni, studiano a casa da quando avevano 8 anni. Studiano mandarino 2-3 volte a settimana, parlano 3 lingue e leggono molto.

Dagli Stati Uniti all’Italia: ti sei trasferita da giovanissima nel Bel Paese, e qui hai trovato la chiave del tuo successo. Quali sono le principali differenze che hai riscontrato il mondo della danza americano e quello italiano?

Non posso dire che si studi meglio negli Stati Uniti, perché altrimenti non esisterebbero Carla Fracci o Alessandra Ferri. Carla è stata una mia grandissima amica, e abbiamo anche lavorato assieme: era una straordinaria danzatrice. Io ho studiato molto con i professori russi e sono stata anche molto fortunata perché ho incontrato Victor Litvinov, che è un insegnante russo che lavora in Italia e che è arrivato dalla danza classica di San Francisco Ballet. Mentre facevo le trasmissioni televisive, ho avuto lui come insegnante e ho potuto quindi mantenere il livello che avevo raggiunto negli Stati Uniti. A lui non interessava chi era l’allieva che aveva davanti, ma era importante tirar fuori il meglio di ciascuno. E’ sempre stato un grandissimo insegnante.

La tua prima apparizione televisiva è avvenuta nel 1979, quando hai partecipato al programma Apriti Sabato. Qual è stata la prima emozione che hai provato quel giorno e quali erano le tue aspettative?

Quella è stata una semplice comparsa, ma la mia prima – vera e propria – apparizione è stata a Domenica In con Corrado. Il mio vero debutto è stato però, secondo me, Luna Park, che è stata per me un’esperienza incredibile. Eravamo tutti giovanissimi: Tina Turner aveva appena lasciato gli Stati Uniti ed era venuta a fare una trasmissione con noi, c’erano anche Beppe Grillo, Fioretta Mari, Tullio Solenghi, Massimo Troisi. E’ stato bellissimo perché c’è stato tanto divertimento: era tutto nuovo e io, per la danza classica, ho dovuto mettere i tacchi e mi sono divertita moltissimo. Abbiamo lavorato tantissimo, stavamo per 15 ore in sala prove.

I giovani di oggi non sanno cosa vuol dire sacrificio e la gavetta. Io sono stata fortunata e sono andata direttamente al Sabato Sera con Pippo Baudo, Beppe Grillo, Loretta Goggi, Sandra Mondaini, Raimondo Vianello, Gigi Proietti. Ho studiato tantissimo nel corso degli anni: non hai idea di quante ore abbia trascorso in sala prove. Quello che manca oggi è invece l’umiltà: i ragazzi non sanno essere umili, e se hanno qualche followers sui social media sentono di essere chissà cosa. In realtà non è così, perché i followers restano per qualche mese, ma la gente si dimentica molto facilmente. Io ho fatto grande gavetta: è fondamentale l’umiltà, che oggi manca in generale.

Parlando invece di Carla Fracci, qual è il ricordo più prezioso che hai di questa grande ballerina italiana?

Ricordo la disponibilità e l’umiltà. Quando ho fatto sapere ai miei amici che Fracci sarebbe venuta nella mia trasmissione, erano tutti senza parole perché era anche il loro idolo. Carla era molto altruista, non c’era rivalità, era sempre molto umana e gentile. Guardava dritto negli occhi, consigliava, ascoltava i consigli degli altri. Io la prendevo in giro perché non era snodata come me, però lei aveva le braccia che erano una cosa indescrivibile. Chi conosce bene Carla, sa che lei era un’attrice sulle punte. Aveva una bravura impressionante.

Pippo Baudo è stato invece una figura molto importante nel corso della tua carriera. Cosa ha rappresentato per te e come sono i vostri rapporti oggi?

Il rapporto con Pippo è sempre stato di grandissima professionalità. Lui è anche molto preciso, meticoloso come me, sempre pronto a conoscere nuovi talenti, a spingere avanti e a rischiare. Nel programma Luna Park, io non ero nessuno ma solo una semplice ragazza che era venuta con gli amici in Italia in vacanza. Lui ha rischiato tanto per una persona sconosciuta: ci ha creduto e credo che il risultato si sia visto.

Cosa consiglieresti ai giovani che vorrebbero, appunto, lavorare in questo ambito? Qual è il modo migliore per intraprendere, oggi, il percorso della danza?

Studiare, rimboccarsi le maniche ma essere contenti. Andare sempre avanti a migliorarsi, e ricordarsi che lo specchio è il tuo migliore amico, perché ti fa vedere veramente quello che sei. E’ fondamentale insistere e stare lì ore ed ore: non basta avere il seno grande oppure andare a letto con qualcuno, ma molto di più.

Oggi vivi in Cina con la tua famiglia: come definiresti la cultura cinese? Senti nostalgia dell’Italia?

Vengo in Italia 2-3 volte all’anno, ma non sento nostalgia. Adoro l’Asia, viviamo qui da ormai 13 anni. Siamo venuti qui quando i miei bimbi avevano 3 mesi, e questa è per me casa. Adora l’Italia, l’arte e il cibo italiani, ma mi piace semplicemente come turista. Torno per rilassarmi, per andare a trovare i nostri figli più grandi, per fare talvolta qualche ospitata televisiva. Non mi piace viverci, preferisco Hong Kong perché è una città “easy“. E’ facile vivere qui, ti rende la vita molto facile. Non c’è quasi nessuna difficoltà.

Futuri progetti?

Il futuro è vivere come sto vivendo in questo momento, insegnare il mondo futuro ai nostri figli, fare la mia trasmissione televisiva che va in onda anche su Youtube. Quando i bimbi saranno più grandi, il nostro sogno sarebbe quello di vivere in Cambogia. Mi piacerebbe insegnare l’inglese e anche la danza ai bambini che non possono permetterselo.

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