Lukaku, per il ritorno all’Inter mancano solo le formalità

DiMarco Mele

Giu 22, 2022

Oggi è una giornata importante per le trattative Mkhitaryan e Lukaku. Nella mattinata, infatti, sono iniziate le visite mediche di Mkhitaryan nella clinica di Rozzano, che saranno seguite dalle visite al CONI. Inoltre, proprio nella giornata di oggi, sono iniziate le formalità burocratiche per il passaggio di Romelu Lukaku dal Chelsea all’Inter.

L’attaccante belga aveva percorso il viaggio inverso ad agosto del 2021, dopo aver concluso una stagione da vero trascinatore per la squadra allora allenata da Antonio Conte. Nonostante le dichiarazioni d’amore ai tifosi e ai colori nerazzurri, però, Lukaku non seppe resistere alla tentazione di tornare nella squadra che lo aveva lanciato nel grande calcio e che gli aveva promesso uno stipendio raddoppiato rispetto a quello percepito all’Inter. BigRom, però, non ha mai trovato il feeling con l’allenatore dei blues Tuchel, trascorrendo gran parte della stagione in panchina.

Così, già da gennaio, lo stesso Lukaku ha iniziato a muoversi in prima persona per tornare in Italia. Primo tassello di questa trattativa è stata la disponibilità dell’attaccante a ridursi notevolmente lo stipendio (passerà dai 12 milioni di euro a stagione agli 8,5 milioni). Inoltre lo stesso Lukaku si è mosso in prima persona con il nuovo proprietario del Chelsea per aprire ad una cessione in prestito. Quest’operazione, in particolare, non è stata semplice, considerando che gli inglesi avevano acquistato il cartellino del belga a 115 milioni di euro meno di un anno fa.

Considerando le prestazioni della stagione appena passata, però, Todd Boehly ha preferito evitare un’importante minusvalenza, concedendo un prestito oneroso per 8 milioni di euro. Il prestito, inoltre, potrà essere rinnovato per un altro anno, in modo da abbassare notevolmente l’eventuale prezzo d’acquisto per i nerazzurri.

E’ solo questione di tempo, quindi, per i tifosi interisti per poter riabbracciare BigRom, che dovrà però farsi perdonare sul campo dopo l’addio burrascoso dell’anno scorso.

A cura di Marco Mele

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