La sconfitta segna, la sconfitta insegna

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“Non è colpa mia se nella vita si perde, succede, è successo a tutti, anche ai migliori, figuriamoci se non può capitare a voi, basta trasformare la sconfitta in occasione, per riflettere, che sia opportunità narrativa scriveteci un racconto! Il fallimento tempra, insegnando ai nostri figli che l’essere umano viene fuori dalle sconfitte, non dalle vittorie.”

Queste le parole di Teresa Ciabatti partecipante e finalista di uno dei più importanti premi letterari italiani: il Premio Strega 2017. Si è aggiudicato la vittoria Paolo Cognetti con il suo primo vero romanzo “Le otto montagne” edito da Einaudi. Queste parte di alcune parole che l’autrice Ciabatti ha voluto rilasciare a seguito della serata di premiazione svoltasi al Ninfeo, dopo che qualcuno ha esultato per la sua “Non vittoria”. Parole forti e di grande speranza soprattutto per la nuova gioventù sempre più fragile, come del resto, ha sottolineato un altro grande artista della cultura italiana: Toni Servillo. L’attore italiano ospite a Benevento in occasione del BCT (Benevento Cinema e Teatro) festival di cultura e spettacolo ha sottolineato la paura di fallire insita nella società odierna. Il messaggio che deve arrivare al lettore, ai giovani e meno giovani è che il fallimento ci rende più forti. Da questo nascono le parole, le storie e le emozioni più vere. Per raggiungere i propri obiettivi è fondamentale cadere, perdere e rialzarsi. Nessuno è realmente degno di essere stimato se ha reso poco nella sua esistenza, raggiungendo con “facilità” i suoi sogni.
Bisogna scegliere con cautela i propri idoli e allontanarsi dal pensiero che vincere sia semplice. Il sacrificio paga sempre, ma specie INSEGNA.
Toni-Servillo

Articolo realizzato da Marika Carolla