I Naive omaggiano Bojack Horseman: “Siamo come personaggi dei cartoon” | La band presenta il nuovo singolo

Peperita dopo Bake Off Italia: “Adoro ciò che è colorato, elegante e gustoso”
3 Giugno 2022
Perisic, la fine della telenovela sul rinnovo del contratto
3 Giugno 2022

I Naive tornano sulla scena musicale presentando il nuovo brano Bojack Horseman: una canzone, questa, che rappresenta un vero e proprio omaggio alla celebre serie di animazione Netflix. In collaborazione con Kamahatma (giovane cantante folk che è da poco stato in finale a Musicultura 2022), il singolo unisce il rap e il college rock di ispirazione statunitense con un’esplosione sonora urban pop. Il brano racconta la storia di tutti noi: quante volte ci siamo sentirsi persi, inadeguati come il protagonista del cartoon? La band ha così accettato di incontrarci, parlandoci di tutti i loro progetti tra presente e futuro.


Com’è nato il vostro incontro? Quando avete compreso che avreste potuto diventare una band?

La band si è creata nel giro di qualche anno, i primi del gruppo sono stati Eclypso e Panda che producevano già brani insieme; successivamente hanno tirato dentro Colangeles per suonare delle parti di chitarra in alcuni pezzi. Successivamente tramite Colo è arrivato Jack, che aveva chiesto di collaborare per fare qualche brano. L’idea della band è nata a maggio 2021, perché ci avevano contattati per X-Factor, anche se poi non se ne fece nulla, ma è stata l’occasione che ci ha fatto dire “ok, vogliamo presentarci come una band e lavorare insieme?”. Mancava solo la batteria. Fortunatamente Colo conosceva Ciolo, bravissimo batterista, ed è riuscito a reclutarlo. A settembre 2021 quindi la formazione Naive era al completo.

Parliamo del vostro ultimo singolo Bojack Horseman. La prima domanda viene spontanea: siete fans della nota serie TV Netflix? Dove nasce l’idea di omaggiarla?

Siamo tutti fan sfegatati di Bojack Horseman, conosciamo quasi ogni battuta a memoria e ci fa ridere il fatto che ognuno di noi si identifichi in un personaggio della serie. Vedi questo cavallo pieno di crisi esistenziali che commette errori su errori cercando di rimediare i precedenti e peggiorando solo le situazioni. Onestamente: chi non ci si rivede, soprattutto alla nostra età in cui ci sentiamo ancora un po’ ragazzi ma siamo già uomini fatti e finiti?

Il brano parla di come tutti noi, prima o poi, ci siamo sentiti come i protagonisti di un cartoon. Secondo voi, qual è il segreto per ritrovare sé stessi e per non sentirsi persi?

Secondo noi il trucco è proprio fare come Bojack; tutti ci sentiamo un po’ soli ma poi ti accorgi che è solo una tua impressione, come il nostro protagonista alla fine abbiamo tutti un Tod o una Diane che ti sostengono, da solo nessuno esce dalle sabbie mobili. Parlando tra noi, una sera, è venuto fuori che tutti nella band avevano provato questa situazione, ed è proprio provando a parlarne che si è risolta. Sembra banale, ma non lo è. Ci vuole coraggio a raccontare le nostre paure, Bojack in questo senso è molto coraggioso, se ci pensi. Anche la nostra canzone, attraverso l’ironia, mette in campo del coraggio: in fin dei conti in un mondo dove tutti cercano soltanto di mostrarsi il più possibile sicuri di sé, noi invece di dire quanto siamo fighi elenchiamo tutto ciò che ci piace fare e che non è figo: non saperci fare con le ragazze, stare in casa nel weekend, non avere fisici scolpiti e in generale le nostre inadeguatezze.

Il vostro stile musicale è molto originale, ma cosa c’è dietro tutto questo? Chi sono stati i vostri maestri musicali?

Il bello della band è che abbiamo quasi tutti influenze diverse e che spaziano molto tra i vari generi. Diciamo che tutti nel gruppo ascoltano dal rap alla musica elettronica ma anche metal, rock, punk, c’è davvero un frullato di gusti tra noi. Questo ovviamente influisce tanto sulle nostre produzioni, che valicano i confini dei vari generi. Infatti noi amiamo definirci “urban pop”.

Per la creazione di questo brano, avete collaborato con il giovane cantante folk Kamahatma. Com’è stato lavorare insieme e cosa vi ha insegnato lui professionalmente parlando?

Sia noi che Kamahatma siamo esordienti, non sappiamo se qualcuno ha veramente imparato qualcosa dall’altro, abbiamo semplicemente messo insieme le idee e il risultato per ora sembra piacere. È bello esserci spalleggiarsi quando si sta iniziando e soprattutto quando si viene dalla stessa zona, la provincia cronica come la nostra che sembra blindare ogni orizzonte. Però sicuramente una cosa l’abbiamo imparata: il montone è d’obbligo se vuoi avere stile. In questo Kama è il guru assoluto. 

LEGGI ANCHE –> Piero Sidoti presenta il nuovo album: “E’ un invito all’imperfezione” | Poi parla di Lucio Dalla

Quali sono i vostri futuri progetti? Potete anticiparci qualcosa?

Abbiamo tanta nuova musica da far uscire e che uscirà nei prossimi mesi; quindi vi consigliamo di rimanere aggiornati e seguirci sui social, se non volete perdetevi niente. Se volete sentire qualche spoiler però potete sempre venire a sentirci ai live. Quest’estate ne faremo un po’, a partire dal Tanta Robba Festival a Cremona il 9 luglio, un appuntamento importante perché saremo sul palco che ospiterà gente come La Rappresentante Di Lista, La Sad, Dargen D’Amico… siamo gasati!

Intervista a cura di Stefania Meneghella