Antonella Attili torna in tv con Màkari: “Il ristorante? La mia casa” | Poi parla dei suoi progetti

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Abbiamo conosciuto Antonella Attili in svariate occasioni e, in ognuna di queste, l’abbiamo ritenuta una grande attrice. In questi giorni, sta entrando nelle nostre case interpretando ancora una volta il ruolo di Marilù: un personaggio, il suo, che è stato sin dall’inizio di grande impatto nella serie tv ‘Màkari‘ (attualmente in onda su Rai 1 con la sua seconda stagione).

La Attili ha così accettato di incontrarci e, durante la nostra chiacchierata telefonica, ha aperto le porte del proprio mondo e ci ha fatto amorevolmente entrare. L’artista ci ha così parlato della sua partecipazione all’acclamata soap opera ‘Il Paradiso delle Signore‘ (nel quale interpreta il personaggio di Agnese) e, tra le altre cose, anche delle sue esperienze umanitarie con l’associazione Terre des Hommes (in difesa dei diritti dei bambini). Soprattutto però, ci ha fatto comprendere un aspetto ben più importante del suo lavoro: la passione e la dedizione sono per lei fondamentali, e l’hanno aiutata a raggiungere tutti i suoi obiettivi.


Ciao Antonella, e benvenuta tra le nostre pagine. Partiamo dalla tua partecipazione ne ‘Il Paradiso delle Signore’, la nota soap opera che avete recentemente terminato di girare. Cosa succederà al personaggio di Agnese nelle prossime puntate? Ci sono delle anticipazioni che puoi rivelare?

Non ci sono grandi variazioni nel personaggio di Agnese. Lei inizia a vivere più serenamente la sua storia d’amore adulta con Armando, e cerca di rasserenare gli animi di questi figli turbolenti. E’ una donna che ha preso consapevolezza del fallimento del suo matrimonio, e ha preso coraggio per vivere finalmente con libertà un amore nuovo e diverso (che arriva in modo completamente inaspettato). Sembra che lei abbia trovato il modo di potersi permettere questo amore, e di farlo accettare anche agli altri (compresi i suoi figli).

Ti stiamo vedendo nel piccolo schermo con la fiction ‘Makari’. Com’è stato interpretare il personaggio di Marilù?

Marilù è una donna che esiste davvero. E’ la proprietaria di un ristorante di Macari, in cui siamo stati ed è assolutamente un posto meraviglioso. Questi tipi di donne fanno ormai parte della mia conoscenza: sono donne meravigliose, che sanno fare molte cose. Lei stessa faceva l’attrice, poi ha aperto questo ristorante, e si è reinventata tante volte. Marilù è così: è una donna che controlla Saverio Lamanna con fare materno ma anche dandogli delle ‘strigliate‘. Per me è stata una vacanza: il luogo in cui noi giriamo è un posto magico. Considero la mia partecipazione a questa fiction appunto come una sorta di vacanza; mi piace anche stare con tutti gli attori (che io stimo moltissimo). Quando siamo lì, siamo un po’ isolati dal mondo: il ristorante diventa la mia casa, ed è molto facile per me interpretare quel ruolo. Io amo anche cucinare, e quindi so quello che faccio.

Credit: Ph. Azzurra Primavera

Ci sarà una prossima stagione? Puoi anticiparci qualcosa?

Non sono mai curiosa di sapere quello che farò, perché vorrei essere sorpresa anche io dallo sceneggiatore. Leggo al massimo quello che devo fare nell’arco di una settimana. Non mi piace leggere quello che farò tra un mese, tra due mesi. Faccio questo per non perdere la sorpresa e l’attinenza con il qui e ora, che per me è molto importante. Essendo stato un grandissimo successo, possiamo dire che ci sarà la prossima stagione e che io ci sarò. Speriamo che ci saranno tante belle storie da raccontare, com’è accaduto finora.

Sei ambasciatrice di Terre des Hommes, in difesa dei diritti dei bambini. Come descriveresti questa esperienza? Cosa ti sta lasciando dal punto di vista umanitario?

E’ un’esperienza che ho fortemente cercato e voluto: non mi interessa fare della mia vita solo un piccolo quadratino, nel quale io faccio l’attrice e mi occupo solo di questo. Ho capito che ci sono tante cose che non conosco, e di cui sono venuta a conoscenza tramite Terre des Hommes: la sofferenza di questi bambini, che soffrono di gravi deficit dell’attenzione, guerre, violenze, carestie. Io volevo immergermi in altri mondi, e cercare di essere utile per questi bambini. Siamo in una riserva protetta: siamo molto esposti ma siamo anche molto concentrati su di noi. Volevo vedere da vicino chi aveva veramente bisogno di aiuto. A volte, ci capita anche di voltare lo sguardo perché ci fa impressione, ci dispiace, ci commuoviamo: per questo, è molto difficile intervenire in queste situazioni. Servono azioni concrete: è importante anche parlarne, sollecitare, far conoscere queste realtà e cercare di solleticare le coscienze. Non per elemosina, ma proprio per coinvolgere. E’ importante far sapere che ci sono persone che si occupano di questo, perché vanno sostenute e supportate.

Nel 2021, hai vinto il premio Ugo Tognazzi come Miglior attrice dell’anno. Com’è stato ricevere un riconoscimento così importante? Te lo saresti mai aspettata?

No, ma sono molto fiera di averlo ricevuto. Ugo Tognazzi era uno degli attori che io amavo. Io ho vissuto tutta la mia infanzia e adolescenza in un villaggio, al mare, che si chiama appunto ‘Villaggio Tognazzi‘. Tutte le estati, andavo lì e vedevo tutte le personalità del mondo dello spettacolo che lui ospitava nella sua casa. Quando ho vinto questo premio, ho pensato sicuramente a qualche scherzo del destino.

Credit: Ph. Azzurra Primavera

Cosa ti riserverà il futuro? C’è già qualche progetto in ballo?

Adesso sto girando il film ‘Castel rotto‘, di un giovane regista che si chiama Damiano Giacomelli. Ci sarà anche un collega che io stimo moltissimo, Giorgio Colangeli, e altri attori. Il regista è un esordiente, e io amo dare fiducia a questi giovani con ottime idee. Salgo sulla sua nave!

A tal proposito, cosa consiglieresti ai giovani che stanno per approcciarsi a questo mondo?

Ho avuto la fortuna di avere dei genitori che mi hanno lasciata libera: mi sono iscritta all’Accademia Nazionale di Arte Drammatica. Non è andata benissimo, sono stata bocciata. Non mi sono però data per vinta, perché questo era quello che volevo veramente fare. A un giovane che sogna di entrare in questo mondo, io dico: “Provaci!“. Adesso, le strade di approccio sono difficili, purché un attore abbia successo. La caratteristica fondamentale è avere un carattere resistente: bisogna avere resistenza ai rifiuti. Si è esposti continuamente al giudizio degli altri (che può essere positivo o negativo). Essere resistenti nelle proprie convinzioni, al di là di quello che il mondo restituisce. Se si ha la determinazione e la convinzione, bisogna provarci fino in fondo. La resistenza è fondamentale.

Intervista a cura di Stefania Meneghella