Vina Rose si racconta tra presente e futuro | Sul nuovo singolo dice: “E’ bello parlare senza timori”

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Ciò che spesso si esprime attraverso forme artistiche, come ad esempio può essere la musica, è il raccontarsi, comunicare qualcosa che in altro modo ci sarebbe stato completamente impossibile. Ed è in questi casi che l’arte si trasforma in vita ed essenza, qualcosa di estremamente necessario alla quale si è legati quasi in maniera indissolubile. E’ quel momento che l’arte fa parte completamente di noi, farci conoscere ed esprimerci in un modo unicamente nostro e far si che chiunque possa comprendere quello che stiamo sentendo e attraversando. E’ questo il ruolo di un’artista. Oggi conosceremo un’artista che ha fatto della sua musica una forma di arte. Figlia d’arte, Vina Rose, ha cominciato la propria carriera artistica nella scena locale catanese ad appena 14 anni, per poi trasferirsi a Milano, dove si è diplomata in Musica e Arti Performative all’Accademia “M.A.S”, oltre che laurearsi in Comunicazione all’Università degli Studi di Milano.

Vina può vantare numerose collaborazioni con importanti nomi del panorama musicale italiano ed internazionale (Giorgia, Alexia, Andrea Bocelli, per citarne alcuni) oltre che la partecipazione a diverse trasmissioni televisive nazionali (da “Ballando con le stelle” a “Vietato Funari”, “Che tempo che fa”, “Festivalbar”, “Top of the Pop”) e collaborazioni con l’Orchestra di Sanremo, Radio Italia, Radio 105 e Radio 2. Dal 2006 al 2016 è stata stabilmente nel cast di Maurizio Crozza (“Crozza Italia/Crozza nel paese delle meraviglie” in onda su La7 dove riveste il ruolo di cantante e vocal coach dello show televisivo.

Dopo diversi anni di collaborazione con musicisti e produttori musicali inglesi, nel 2017 Vina si è trasferita a Londra per perseguire la propria carriera artistica e si è esibita in club e prestigiosi locali della scena londinese riscuotendo molto successo. Nel 2019 è uscito il singolo d’esordio dell’artista catanese dal titolo “Breathe Again”, brano che è stato masterizzato nei famosi Abbey Road Studios di Londra dal leggendario Geoff Pesche, riscuotendo molto consenso, tanto da essere stato trasmesso in diverse radio italiane ed estere, oltre a numerose pubblicazioni giornalistiche, una provocatoria introduzione per il suo EP dal titolo “Crossroads”, che ha visto la pubblicazione nella primavera del 2020. Vina è inoltre apparsa come attrice in diverse pubblicità, serie tv, shows e documentari sulle reti nazionali inglesi “BBC e ITV”, come “Victoria & Albert –The Royal Wedding”, dove ha recitato nelle vesti della Duchessa di Sutherland. All’inizio dell’anno 2022 Vina si veste di una nuova grande soddisfazione musicale. Con il brano “Sweet Denial”, da Lei scritto e composto a Londra, si è qualificata al sesto posto alla prima edizione di Una Voce per San Marino, manifestazione che ha visto primeggiare Achille Lauro per rappresentare la Repubblica di San Marino al prossimo Eurovision Song Contest.


Come nasce la passione per la musica?

Direi che la mia passione per la musica è innata, avendola acquisita sin da prima di venire al mondo: mia madre mi racconta sempre di come lei, incinta di me, insieme con mio padre cantavano in tour, e quindi credo di aver avuto la musica dentro di me da tutta la vita.

Cosa rappresentava in passato per te la musica e cosa rappresenta ad oggi?

Per rispondere in poche parole, la musica per me in passato ha rappresentato evasione e divertimento, ma anche lavoro e passione; oggi è necessità, consapevolezza e comunicazione. Fa parte di me ed è un elemento imprescindibile per la mia personalità e introspezione.

Quali credi siano i tratti distintivi della tua musica per chi non ha avuto ancora il piacere di poterla ascoltare?

La mia musica è onesta, passionale e piena di energia; ha degli elementi cinematografici, è molto emotiva e significativa e vuole far riflettere nei testi e significati.

Come nasce l’idea del tuo ultimo singolo “Sweet denial”? Raccontaci da cosa prende ispirazione.

Il mio ultimo singolo nasce dalla volontà di voler raccontare di alcune dinamiche sentimentali un po’ difficili e scomode da affrontare, ma non per questo meno importanti ed incisive nella vita di tutti i giorni. Trovo sia fondamentale affrontare i problemi che non ci fanno stare bene e parlarne senza pregiudizi o timori di essere giudicati

Raccontaci la storia del videoclip del singolo.

Il videoclip si articola in 4 scene principali, che descrivono la relazione tra un uomo e una donna e, in modo metaforico, il loro rapporto di dipendenza emotiva dal quale risulta difficile staccarsi: nella prima scena ci sono delle interazioni uomo-donna all’interno di veli, scena che poi culminerà alla fine del video, dove la donna fuori dal velo taglia con delle forbici quello del partner, a simboleggiare la realtà della relazione, ovvero l’essere ossessionati da questo rapporto un po’ malato. Nella seconda scena, si dà fuoco ad un mazzo di rose, a simboleggiare questo rapporto molto passionale e di forte desiderio (da qui l’elemento del fuoco). Nella terza scena, la donna è sdraiata a terra in catene (metafora di questa prigione emotiva). Nell’ultima scena c’è infine una lotta con le katane a simboleggiare ancora una volta questo rapporto uomo-donna tormentato.

Quali sono altri lati di te che vorresti il pubblico possa scoprire attraverso le tue canzoni?

Vulnerabilità, empatia, lealtà e coraggio.

Nel tuo percorso ci sono numerose collaborazioni. Cosa ti hanno lasciato tutte le persone che hai avuto modo di incontrare in ambito musicale?

Mi hanno lasciato la consapevolezza dell’essere una professionista che fa questo mestiere con passione, tanto lavoro e spirito di sacrificio.

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C’è una collaborazione che invece sogni di poter realizzare?

Sogno di poter duettare con Sia o Adele; essere poi un giorno prodotta da Quincy Jones non mi dispiacerebbe affatto.

Quali sono i tuoi futuri progetti?

Sono molto  impegnata in studio nella registrazione di nuovi brani, quindi tanta nuova musica in arrivo e impegni cinematografici in cantiere.

Intervista a cura di Manuela Ratti