Pamela Villoresi torna in tv con Don Matteo 13: “Matrimoni in vista” | Poi parla della sua Elisa

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Com’è ormai noto, l’attesissima tredicesima stagione di Don Matteo sta per iniziare: il 31 marzo andranno infatti in onda le nuove puntate. Qualche new entry e molte conferme: tra queste ci sarà la bravissima Pamela Villoresi, che interpreta il ruolo di Elisa Olivieri.

La Villoresi ha così deciso di incontrarci, e ci ha parlato di cos’hanno in serbo per i fans queste nuove puntate. Non solo: ci ha anche raccontato il suo percorso artistico e la sua carriera, che si destreggia tra cinema, teatro e televisione.


Com’è avvenuto il suo primo approccio alla recitazione? Quando ha compreso che sarebbe stata la sua strada?

Da sempre, in realtà. Mi piaceva sin da quando era piccola: ho provato a disegnare le mie emozioni, ma non mi è mai riuscito bene. Così raccontavo delle storie alla mia famiglia, recitando e tirando fuori tutte le mie emozioni. Andando a scuola, nelle recite di fine anno, interpretavo sempre la protagonista: in quei momenti ho deciso che avrei voluto fare l’attrice. All’inizio i miei genitori ci ridevano un po’ su, perché tutti i bambini in un momento della loro vita decidono che da grandi vorrebbero fare gli attori. Poi, alla fine delle scuole medie, ho chiesto ai miei genitori di frequentare l’Accademia di Arte Drammatica, ma non avevo ancora l’età. Allora, iniziai a frequentare la scuola di ragioneria, ma il caso volle che in quel periodo aprirono un teatro-studio al teatro della mia città. Io mi ci iscrissi immediatamente, e così iniziai ad andare a scuola di teatro.

Sta per ritornare nel piccolo schermo con la serie tv Don Matteo. Ci sarà un cambiamento nel personaggio di Elisa Olivieri? Può anticiparci qualcosa?

C’è sicuramente un cambiamento: ci sarà Raoul Bova. L’impegno era diventato un po’ troppo importante per Terence Hill; il cambiamento è stato molto ben articolato. Nel corso delle varie puntate tutti i personaggi, che erano legati con don Matteo, ce l’hanno con il nuovo parroco. In questo modo, il pubblico a casa potrebbe affezionarsi prima a don Massimo e arriverebbe quasi a difenderlo. Potrebbero inoltre esserci dei matrimoni in vista, ma non aggiungo altro.

Cosa le ha insegnato più di tutto il personaggio di Elisa? Ci sono aspetti che vi rendono simili?

Non tanto. La signora è molto borghese, al contrario mio. È abbastanza invadente, e forse questa è una cosa che abbiamo in parte in comune. Devo dire che il personaggio è però stato molto sviluppato: da essere una rompiscatole (come appariva soprattutto all’inizio), inizia ad avere anche un ruolo saggio. Il personaggio sta diventando una persona che sa attraversare la vita senza pesantezze, che la alleggerisce anche per gli altri. È uno sviluppo per cui ringrazio gli autori. Ma è anche un consiglio di vita per tutti, per cercare di affrontare la vita nel miglior modo possibile.

Parliamo invece delle sue attività teatrali. Tra qualche giorno, andrà in scena uno spettacolo dedicato a Frida Khalo. Com’è stato interpretare il ruolo di questa grande pittrice? Qual è il messaggio principale che vuole trasmettere questo evento?

È stato lo spettacolo doc per la pandemia. Si è tanto parlato di resilienza in questo periodo, cioè di trasformare un evento negativo in un’opportunità. Frida Khalo, dopo l’incidente che l’ha resa invalida, ha iniziato a dipingere diventando immortale. Ci ha fatto un po’ da guida, perché ci ha indicato la strada.

La sua carriera si destreggia tra cinema, televisione e teatro. Qual è il suo primo amore? Cosa preferisce tra questi tre ambiti?

Sicuramente il teatro! Da un lato devo dire che al teatro arriva gente un po’ più intenditrice, che è capace di difendersi dai prodotti di qualità minore. Quando recito per la tv, sapendo che entrerò nelle case di tutti, sento quasi una responsabilità più grande.

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Quali sono i suoi futuri progetti? Può anticiparci qualcosa?

Ora farò un film a tema spirituale con Paolo D’Amosto, con il quale avevo già fatto un film e in cui interpreterò una figura femminile molto forte.

Intervista a cura di Stefania Meneghella