Marte: raccolto il primo campione dal delta del fiume

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Campione marziano prelevato su Marte. Credits: NASA/JPL-Caltech

Il rover Perseverance della NASA, atterrato su Marte il 18 febbraio 2021 e giunto al delta del fiume ad aprile 2022, ha raccolto il suo nono campione marziano (il primo dal delta del fiume).

Il delta del cratere Jezero, dal quale 2,5-3 miliardi di anni fa sfociava l’acqua, è un vero e proprio “paradiso geologico”, soprattutto per il fiume che in passato ha modellato il paesaggio.

L’obiettivo primario del rover è prelevare dei campioni dalle rocce marziane e, successivamente, conservarli in speciali contenitori. Questi ultimi saranno prelevati e spediti verso la Terra entro il 2033, attraverso una seconda missione interplanetaria della NASA e dell’ESA, chiamata “Mars Sample Return”.

Il braccio del rover Perseverance mentre esegue un carotaggio sulla roccia marziana al delta del fiume.
Credits: NASA/JPL-Caltech
Foro sulla roccia marziana dopo il carotaggio.
Credits: NASA/JPL-Caltech

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COME FARANNO A PORTARE SULLA TERRA I CAMPIONI MARZIANI?

I frammenti prelevati dal rover Perseverance vengono conservati all’interno di speciali tubi in titanio, alti 15 cm (attualmente il rover ne ha già riempiti 9 su 43, grazie ai carotaggi eseguiti anche in altri siti visitati in precedenza).

I suddetti tubi, una volta riempiti, verranno depositati sul suolo marziano, in attesa della successiva missione NASA/ESAMars Sample Return”.

Il Fetch Rover dell’ESA, che atterrerà su Marte verso il 2026, avrà il compito di cercare e prelevare i tubi in titanio. In seguito, sulla superficie marziana atterrerà anche un lander, contenente un piccolo razzo della NASA, chiamato MAV, il quale avrà l’obiettivo di portare i tubi in titanio pieni di frammenti rocciosi nell’orbita marziana (il MAV compirà il primo decollo su un altro pianeta, per un viaggio di ritorno verso la Terra).

Una volta giunto nell’orbita marziana, il piccolo razzo MAV rilascerà il contenitore contenente i tubi in titanio e, in seguito, la sonda NASA/ESA Earth Return Orbiter avrà l’arduo compito di “acchiapparlo” in orbita. La stessa sonda lo porterà sulla Terra entro il 2033.

Rocce marziane presso il delta del fiume.
Credits: NASA/JPL-Caltech/ASU

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Attualmente la missione “Mars Sample Return” sta subendo molte modifiche, a causa della guerra tra Russia e Ucraina. Si pensa infatti che, la mansione che dovrebbe eseguire il Fetch Rover dell’ESA, possa essere eseguita dal rover Rosalind Franklin della missione ExoMars dell’ESA (che è stata posticipata a causa della guerra).

Articolo a cura di Fabio Meneghella