La nuova immagine del James Webb

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Credits: NASA, ESA, CSA, STScI

Il telescopio spaziale James Webb, realizzato grazie alla partnership tra NASA, ESA (Agenzia Spaziale Europea) e CSA (Agenzia Spaziale Canadese), ha rilasciato la sua nuova immagine: la galassia Ruota di Carro (Cartwheel Galaxy) con le due galassie più piccole a sinistra.

La grande galassia Ruota di Carro di colore rosa a destra, e le due piccole galassie a sinistra. Immagine agli infrarossi scattata dal telescopio James Webb.
Credits: NASA, ESA, CSA, STScI

Per osservare e scaricare l’immagine in alta definizione, è possibile consultare il sito internet della missione (Clicca QUI).

Il telescopio spaziale James Webb ha scrutato nel caos della galassia Cartwheel, rivelando nuovi dettagli sulla formazione stellare e sul buco nero situato al centro.

La galassia Ruota di Carro, situata a circa 500 milioni di anni luce di distanza nella costellazione dello Scultore, è uno spettacolo raro. Il suo aspetto, molto simile a quello della ruota di un carro, è il risultato di un evento intenso: una collisione ad alta velocità tra una grande galassia a spirale e una galassia più piccola non visibile in questa immagine. Le collisioni di proporzioni galattiche causano una cascata di eventi diversi e minori tra le galassie coinvolte.

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Galassia Ruota di Carro vista dal telescopio James Webb. Video in 4K.
Credits: Space.com | footage courtesy: NASA, ESA, CSA, STScI, K. Borne (STScI) | edited by Steve Spaleta (https://twitter.com/stevespaleta)

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La collisione ha influenzato in particolare la forma e la struttura della galassia. La suddetta galassia sfoggia due anelli: un anello interno luminoso e un anello colorato circostante. Questi due anelli si espandono verso l’esterno dal centro della collisione, come le increspature in uno stagno dopo che una pietra vi è stata lanciata.

Il nucleo luminoso contiene un’enorme quantità di polvere calda, la quale ospita giganteschi giovani ammassi stellari. L’anello esterno, che si espande per 400 milioni di anni luce, è dominato dalla formazione stellare e dalle supernove.

Articolo a cura di Fabio Meneghella