Juno osserva un vortice su Giove: è largo 2000 km

DiFabio Meneghella

Set 9, 2022

La sonda Juno della NASA, giunta nell’orbita polare di Giove nel 2016, ha osservato una tempesta ciclonica larga 2000 km nell’atmosfera gioviana, durante il suo 23° sorvolo ravvicinato del pianeta. Il maestoso e scenografico vortice è situato nella regione chiamata “North North North North Temperate Belt” (NNNNTB), nonché una delle numerose bande di nubi persistenti del pianeta gigante gassoso.

Per osservare e scaricare l’immagine in alta definizione, è possibile consultare il sito internet della NASA dedicato alla missione Juno (CLICCA Qui).

Lo scienziato Kevin M. Gill ha creato questa immagine utilizzando i dati dell’imager JunoCam della navicella spaziale Juno. L’immagine è stata scattata il 3 novembre 2019 alle 14:08 PST (17:08 EST). In quel momento il veicolo spaziale si trovava a circa 5.300 miglia (8.500 chilometri) dalle cime delle nubi di Giove.
Credits: Image data: NASA/JPL-Caltech/SwRI/MSSS / Image processing by Kevin M. Gill, © CC BY
Questa animazione porta lo spettatore in un viaggio simulato nelle esotiche tempeste elettriche ad alta quota di Giove. Le più piccole nuvole bianche “pop-up” in cima al Nautilus sono larghe circa 100 km. Il viaggio prosegue attraverso gli imponenti temporali di Giove, schivando gli spruzzi di pioggia di ammoniaca e lampi di luce poco profondi. A queste altitudini – troppo fredde per l’uscita di acqua liquida pura – il gas di ammoniaca agisce come un antigelo che scioglie i cristalli di ghiaccio d’acqua, lanciati a queste altezze dalle potenti tempeste di Giove – dando a Giove un’inaspettata nuvola di ammoniaca che può elettrizzare il cielo. L’animazione è stata creata combinando un’immagine di nuvole d’alta quota della JunoCam di Juno della NASA, con un’animazione generata dal computer.
Credits: Animation: Koji Kuramura / Music: Vangelis / NASA/JPL-Caltech/SwRI/MSSS/Kevin M. Gill

LEGGI ANCHE –> INTERVISTA: Il Dr Alessandro Mura, ricercatore INAF-IAPS, risponde alle nostre domande sullo strumento Jiram della sonda Juno

Giove è composto principalmente da idrogeno ed elio, ma parte del colore delle sue nuvole potrebbe dipendere dai pennacchi di gas contenenti zolfo e fosforo, i quali provengono dalla zona più calda e interna del pianeta.

MISSIONE JUNO

Le scoperte della sonda Juno (lanciata nel 2011 e giunta nel 2016) hanno rivoluzionato la nostra comprensione di Giove e della formazione del sistema solare. Durante le 35 orbite previste nella missione principale, Juno ha raccolto più di 3 terabit (375 gigabyte) di dati scientifici, e ha fornito viste mozzafiato di Giove e dei suoi satelliti. Le numerose indagini compiute dalla navicella spaziale della NASA hanno cambiato la nostra visione dell’atmosfera e dell’interno di Giove, mostrandoci uno strato atmosferico che si estende ben oltre le sue nuvole.

E non solo: Juno ha compiuto scoperte anche sulla struttura interna del pianeta, sul campo magnetico gioviano, sull’atmosfera (compresi i cicloni polari, l’atmosfera profonda e le aurore) e sulla magnetosfera.

Attualmente la missione Juno è stata estesa fino al settembre 2025.

Per chi volesse scoprire tutti i segreti di Giove e, al contempo, divertirsi con viste in 3D del nostro Sistema Solare, può consultare il sito internet “solarsystem.nasa.gov” (CLICCA Qui).

  • Image cover credits: Image data: NASA/JPL-Caltech/SwRI/MSSS / Image processing by Kevin M. Gill, © CC BY

Articolo a cura di Fabio Meneghella

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *