I Kaufman raccontano l’amore: “Non riusciamo a razionalizzarlo” | Il nuovo singolo della band

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I Kaufman pubblicano il loro nuovo singolo Siddharta, disponibile su tutte le piattaforme digitali da venerdì 20 maggio. La band decide infatti di tornare sulla scena musicale con un brano tipicamente primaverile, che porta energia e spensieratezza. Ma non solo: si parla anche di conflitti interiori e degli sbalzi d’umore che si presentano nella quotidianità. Il gruppo ha così accettato di incontrarci e ci ha raccontato il proprio mondo fatto di sogni e nuovi progetti.


Com’è nato il vostro incontro? Quando avete compreso che avreste potuto diventare un gruppo musicale?

Eravamo tutti amici; Lorenzo aveva scritto delle canzoni nel 2017. Le ha così fatte sentire agli altri, e ci siamo trovati insieme per suonarle. E’ nato tutto tra amici.

Parliamo del vostro ultimo singolo Siddharta: dove nasce l’idea per questo brano?

Le nostre canzoni parlano sempre di rapporti sentimentali tra persone. In questo caso, è un rapporto tra due persone incompatibili. Spesso non riusciamo a razionalizzare l’amore: si sta con qualcuno nonostante l’incompatibilità, e questo può finire bene o male. Il brano rappresenta un po’ questo: le tante sfaccettature dei rapporti sentimentali con un clima ironico.

Questa canzone inculca sicuramente una ventata di positività nelle persone. Secondo voi, soprattutto in questo periodo storico in cui stiamo vivendo, qual è il modo migliore per ritrovare l’energia e la spensieratezza?

La musica può essere uno di questi: è qualcosa di complesso, perché avvengono cose da un punto di vista politico (come la pandemia o la guerra) che invitano più alla riflessione. Siamo un gruppo pop, facciamo questo ed è l’unica cosa che possiamo fare per portare questi valori nelle persone.

Il vostro è uno stile molto originale: dove nasce l’approccio a questo genere? Chi sono stati i vostri maestri musicali?

Sono stati tanti, i nostri maestri musicali. Ricordiamo Luca Carboni, Tozzi, ma anche molti altri cantanti degli anni ’80. Il nostro stile si avvicina all’indie, ma si può anche trovare un’influenza rap.

Avete alle spalle numerose esperienze musicali. C’è stata una in particolare che vi ha lasciato un segno più di tutti?

Sono tantissime, si fa fatica a trovarne una. Abbiamo suonato con Francesco Gabbani a Firenze. È stata la nostra prima volta in un palazzetto ed è stato molto bello.

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Quali sono i vostri futuri progetti? Potete anticiparci qualcosa?

Stiamo facendo dei singoli, per anticipare l’uscita del disco che dovrebbe uscire verso il mese di ottobre. Ci sarà poi sicuramente un tour.

Intervista a cura di Stefania Meneghella