Anna Favella torna in tv con Giustizia per tutti: “Raoul Bova? Un gran signore” | Poi parla del suo doppio ruolo

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Anna Favella sta per fare ritorno nel piccolo schermo con la nuova fiction Mediaset ‘Giustizia per tutti‘, che vede anche la partecipazione di Raoul Bova e Rocio Munoz Morales. Dopo la sua recente presenza nella serie tv Incastrati (con Ficarra e Picone), continuerà adesso ad incantare migliaia di telespettatori per il suo incredibile talento. Si è così raccontata sulle nostre pagine virtuali, e ha parlato di tutti i suoi progetti tra passato, presente e futuro.


Come nasce il tuo primo approccio alla recitazione? Quando hai scoperto che sarebbe stata la tua strada?

C’è stato un momento preciso, ma non troppo. La scoperta non c’è stata realmente, l’ho sempre fatto in maniera inconsapevole. Da ragazzina giocavo infatti a fare e a vedere spettacoli, e questo mi emozionava molto. In modo naturale, ho così frequentato il laboratorio teatrale della scuola. Non avevo mai pensato che sarebbe potuto diventare un lavoro vero e proprio, ma questa mia passione si è andata concretizzando durante l’Università. Ho infatti iniziato a collaborare con diverse compagnie di Roma e ho poi fondato la Compagnia del Teatro di Roma. Da lì, ho iniziato a lavorare in tv e al cinema. E’ quindi stato un percorso che mi ha accompagnato durante tutta la vita. Fa ormai parte di me.

Ti abbiamo vista recentemente nella serie tv Incastrati: com’è stato lavorare al fianco di Ficarra e Picone? Cosa ti ha lascito quella esperienza?

E’ stata un’esperienza molto bella, che mi ha riportato in primis alle mie origini sicule (mia madre è siciliana) e alla mia cultura, oltre che alla cultura di tutti i parenti che sono in Sicilia. Mi ha riportato all’infanzia e all’adolescenza: ho recitato con un accento siciliano, ed è stato anche un scoprire una città che non conoscevo, Palermo. Non la conoscevo così bene e non ci avevo mai vissuto. C’è stato un incontro con i palermitani che porterò sempre nel cuore; tornarci mi ha fatto sentire a casa. Sono stata accolta a braccia aperte, soprattutto da Salvo e Valentino. E’ difficile trovare degli artisti che siano anche dei veri e propri signori. Mi piace tantissimo la cura dei dettagli con cui hanno affrontato il lavoro. Vedere la loro precisione, la loro cura e la loro umanità come persone è stato veramente bello.

Parliamo invece della serie tv Giustizia per tutti, a cui prenderai parte con un doppio ruolo. Come mai interpreterai due personaggi? Puoi anticiparci il motivo?

Sono due gemelle; il personaggio di Beatrice è la moglie di Roberto (interpretato da Raoul Bova). All’inizio della storia si scopre che è morta attraverso un omicidio, e c’è quindi questo mistero. Viene così incolpato il personaggio di Roberto, che si trova a scontare una pena ingiustamente. Quando uscirà dal carcere, cercherà di fare giustizia e di scoprire chi è stato l’assassino, anche mediante l’aiuto della cognata Daniela. Lei è una poliziotta e ha preso in affidamento la figlia della sorella gemella morta. Vivrà quindi una situazione davvero difficile a causa, della scomparsa di Beatrice, della reclusione di suo cognato e di questa bambina che deve crescere. Sentirà la responsabilità di darle una famiglia, di sopperire a questo lutto imminente. Il tutto è stato molto divertente, perché ho appunto interpretato due gemelle.

Quanto c’è di te in Daniela? Quanto ti hanno lasciato questi due personaggi?

Un grande senso di responsabilità, non solo perché interpreto una poliziotta. E’ una donna molto dedita al suo lavoro, non ha figli, non è sposata ma si ritrova a prendersi carico di questa situazione, per il legame che c’era con la sorella e per la responsabilità della nipote. Mi ha fatto riflettere sull’imprevedibilità della vita e su come si reagisce di fronte a queste situazioni. Cerca di far mantenere il rapporto della ragazzina con il papà, e non è facile: mi ha lasciato questo senso di responsabilità e questa riflessione. Ho pensato ancora di più all’imprevedibilità, perché abbiamo finito le riprese due settimane prima del Lockdown 2020: in quel momento era accaduto qualcosa di davvero imprevedibile.

Hai lavorato al fianco di Raoul Bova: cosa ti ha insegnato lui professionalmente parlando?

E’ una persona molto pacata, e sono stata davvero contenta perché fa molto famiglia. Mi sembrava di stare in famiglia: è molto dolce e sereno. Mi ha trasmesso un grande senso di serenità, e anche un’accortezza ai dettagli. E’ una persona che si spende molto, un grande lavoratore e anche un gran signore.

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Quali sono i tuoi futuri progetti? Puoi anticiparci qualcosa?

Mi trovo appunto all’inizio della seconda stagione di Incastrati, e per qualche mese starò su questo set. Porterò intanto avanti i miei impegni, come quello dedicato alla sostenibilità. Sono infatti ambasciatore di Amnesty International, e sarò presente a metà luglio in una manifestazione che si terrà a San Vito Lo Capo. Sarò in giuria, farò alcuni interventi. Ci saranno inoltre film, documentari, cortometraggi a tema ambientale.

Intervista a cura di Stefania Meneghella