Il cibo è associato al piacere, e questo è sicuramente un dato di fatto. A darne ancora di più prova, è il foodblogger Mocho,Il cibo è associato al piacere, e questo è sicuramente un dato di fatto. A darne ancora di più prova, è il foodblogger Mocho, uno dei personaggi culinari più seguiti del web. Con lui, abbiamo capito che il grasso è bello e che possiamo riscoprire tutti i lati del gusto semplicemente assaporando un buon hamburger.

Mocho è infatti un italiano che ama l’America: o meglio, che ama il cibo dell’America. In tutte le sue forme e, soprattutto, in tutte le sue salse. Nel mondo dei social, è tra i più amati proprio perché insegna l’arte del mangiare bene, che fa la differenza soprattutto nell’anima e nello spirito. A dimostrazione di questo, Mocho è anche apparso nel piccolo schermo e, in particolare, nel programma ‘This is America‘ trasmessa su Food Network: attraverso la telecamera, ha potuto insegnare ai telespettatori l’arte del cibo grasso (e delizioso). Ha accettato di incontrarci e ci ha raccontato il suo mondo fatto di sogni (e di carne!).


Ciao Mocho e benvenuto tra le nostre pagine. Partiamo con questa semplice domanda: quando hai compreso che il mondo del food sarebbe stato la tua strada? Quali erano le tue iniziali aspettative?

In realtà è nato tutto un po’ per caso. Prima di dedicarmi al web, mi occupavo di musica e diciamo che i due mondi si assomigliano perché entrambi ti espongono al giudizio del pubblico. Ho iniziato il mio percorso nel food senza aspettative ma è successo tutto in pochissimo tempo. Le visualizzazioni sono schizzate nel giro di due/tre mesi e quindi eccomi qui.

Sei diventato noto per aver promosso il cibo ‘Made in USA’: sei sempre stato appassionato di questo stile culinario o è una strada che hai iniziato a percorrere con il tempo?

Sì, tutto ciò che riguarda il “Made in USA” è la mia passione, sin da piccolo. Il cibo è la cosa che ovviamente amo di più degli States; mi ha folgorato quando da bambino sono andato a Miami con la mia famiglia e da allora questo amore non è mai svanito.

Ci sono delle ricette particolari americane che prediligi più di tutte?

Direi sicuramente gli hamburger e tutto ciò che riguarda il mondo BBQ.

Parliamo invece del programma che ti ha reso celebre al piccolo schermo: ‘This is America’ trasmessa su Food Network. Cosa ti ha lasciato questa bellissima esperienza e quanto ha influito sul tuo percorso di crescita? Ma soprattutto, ti aspettavi tutto questo successo?

È stata un’esperienza che definisco clamorosa, perché ho scoperto proprio come funziona un programma tv e mi ha colpito quante persone e quanto effort ci vogliano per realizzare un prodotto simile. Quando c’è una squadra che si impegna e concorre per lo stesso obiettivo si vince! Ringrazio quindi Discovery e Food Network che mi hanno dato la possibilità di vivere quest’esperienza, che sicuramente ha contribuito ad allargare la mia community e a farmi entrare nelle case di tante persone. È stato un bel traguardo soprattutto se si pensa che Food Network è la rete #1 in Italia dedicata al cibo.

Secondo te, quali sono le principali differenze tra l’Italia e l’America? Gli Stati Uniti sono davvero la Terra delle grandi opportunità?

Sì, perché c’è un modo di pensare totalmente diverso, non influenzato dalla paura del fallimento. Lì, anzi, vive la cultura del fallimento, nel senso che loro vedono il fallimento come uno step verso il successo.

Per quanto invece riguarda lo stile culinario, ci sono alcune similitudini tra le due Nazioni o siamo due mondi totalmente opposti?

Secondo me, non siamo totalmente agli opposti: di solito si tende a non conoscere la cultura USA. Noi abbiamo una grande vastità di ingredienti, una cosa che non esiste negli Stati Uniti. Lì c’è una varietà di cucine: convivono diverse etnie quindi si incrociano il messicano, le tradizioni ittiche delle famose lobster sulla costa, le cucine orientali e quant’altro.

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Quali sono i tuoi futuri progetti?

Ce ne sono tanti. Vorrei far assaggiare il mio cibo a più persone possibile ed è un obiettivo da realizzare nel 2022, ma non dico altro. Sicuramente continuerò a proporre i miei contenuti e a far divertire il mio pubblico.

Intervista a cura di Stefania Meneghella

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