Sito di allunaggio dell'Apollo 14. Credits: NASA/GSFC/Arizona State University

La sonda della NASALunar Reconnaissance Orbiter (LRO)”, lanciata verso l’orbita lunare nel giugno 2009, con l’obiettivo di studiare la Luna da 50-200 chilometri di altitudine, è riuscita a fotografare anche i siti degli allunaggi delle sei missioni Apollo posatesi sulla superficie lunare tra il 1969 e il 1972.

La sonda LRO, per fotografare i siti Apollo, ha utilizzato lo strumento LROC (Lunar Reconnaissance Orbiter Camera): un sistema di tre telecamere che catturano immagini in bianco e nero ad alta risoluzione, e immagini multispettrali a risoluzione moderata.

L’obiettivo principale di LROC è trovare potenziali siti di atterraggio per le future missioni lunari, grazie alle sue camere che scattano immagini con una risoluzione di 0,5 metri/pixel (attualmente sta selezionando i siti di allunaggio per le missioni umane “Artemis”, le quali potrebbero sbarcare sul Polo Sud lunare entro il 2028, laddove si pensa ci sia ghiaccio d’acqua inalterato, grazie alle zone perennemente in ombra).

Gli altri obiettivi dello strumento LROC sono i seguenti: mappare le regioni in ombra o illuminati perennemente; creare mappe ad alta risoluzione; migliorare le mappe sulle componenti mineralogiche della crosta lunare; studiare la regolite e l’evoluzione crostale.

Per esplorare la Luna con le mappe create dallo strumento LROC (quasi un “Google Maps lunare“) clicca QUI.

Sito di atterraggio della missione Apollo 14, acquisita dalla sonda NASA LRO il 25 gennaio 2011 (al centro possiamo vedere il modulo lunare di atterraggio “Antares”; a sinistra possiamo vedere l’Apollo Lunar Surface Experiments Package (ALSEP).
Credits: NASA/GSFC/Arizona State University

Quest’ultima immagine, del sito dell’allunaggio della missione Apollo 14, è stata scattata dalla sonda LRO della NASA ad una altezza di soli 50 chilometri dalla superficie lunare. E’ una foto straordinaria, che ci mostra il posto in cui Alan Shepard e Edgar Mitchell camminarono sulla Luna!

Possiamo vedere cosa hanno lasciato sulla superficie lunare: gli strumenti scientifici “ALSEP“, alimentati da un generatore termoelettrico a radioisotopi (RTG). ALSEP, che ha smesso di funzionare nel 1976, includeva un sismografo, uno spettrometro per il vento solare, un misuratore di ioni a catodo freddo e un rilevatore di ioni sovratermali. Un altro strumento lasciato sulla superficie lunare è Il Modular Equipment Transporter (MET), nonché un piccolo carro a due ruote, progettato per trasportare strumenti e attrezzature, e per immagazzinare i campioni lunari raccolti durante le attività extraveicolari. Il MET è stato il primo strumento dotato di pneumatici in gomma pressurizzati e contenenti azoto, portato sulla Luna.

Per esplorare il sito dell’allunaggio della missione Apollo 14 in alta risoluzione (puoi osservare o scaricare il TIFF da 491 MegaByte) clicca QUI.

Alan Shepard e Edgar Mitchell hanno trascorso sulla Luna 33 ore e 30 minuti, di cui 9 ore e 24 minuti in attività extraveicolari (EVA), riuscendo a posizionare gli strumenti scientifici e a raccogliere 42,80 kg di roccia lunare.

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In questa foto possiamo vedere il MET, il piccolo carro a due ruote trainato sulla Luna (l’unica volta in cui è stato portato sulla superficie lunare).
Credit: NASA
Trailer della missione Apollo 14.
Credits: NASA/Producer/Writer/Editor: Amy Leniart

PANORAMICA DELLA MISSIONE APOLLO 14

La missione Apollo 14 fu lanciata da Cape Canaveral il 31 gennaio 1971, e trasportava il comandante Alan Shepard, il pilota del modulo di comando Stuart Roosa e il pilota del modulo lunare Edgar Mitchell.

Alan Shepard e Edgar Mitchell atterrarono sul sito lunare chiamato “Formazione Fra Mauro“, il 5 febbraio 1971 (Stuart Roosa rimase in orbita lunare).

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L’Apollo 14 ammarò nell’Oceano Pacifico il 9 febbraio 1971, portando sulla Terra 42,80 kg di roccia lunare.

Per osservare alcuni campioni lunari in 3D è possibile visitare il sito della NASAAstromaterials 3D” (clicca QUI).

Per approfondire i livelli di radiazioni assorbiti durante le missioni Apollo clicca QUI.

GLI ALBERI DELLA LUNA

L’astronauta Stuart Roosa, della missione Apollo 14, ha portato in orbita lunare un sacchetto contenente circa 400-500 semi di pino loblolly, gomma dolce, sequoia, abete Douglas e sicomoro, con l’obiettivo di studiare gli eventuali danni causati dalle radiazioni cosmiche e solari. Al ritorno sulla Terra, i semi sono stati piantati in varie zone degli Stati Uniti (due in Brasile) e, sorprendentemente, sono germogliati senza problemi circa 450 semi. Attualmente, le zone in cui si trovano questi “alberi della Luna” si chiamano “Moon Trees“.

In questa foto possiamo vedere uno degli “alberi della Luna”, situato al Mississippi State University, piantato nel 1975.
Credits: NASA/Will Bryan

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Gli “alberi della Luna” di seconda generazione (i figli degli originali), chiamati “Half-Moon Tree“, nonché gli “alberi della Mezzaluna”, continuano a germogliare e a crescere in varie zone del mondo.

“Questo albero che è stato portato dagli astronauti Stuart Roosa, Alan Shepard ed Edgar Mitchell nella loro missione sulla Luna, è un simbolo vivente della nostra specie umana e dei nostri risultati scientifici. È un giusto tributo al nostro programma spaziale nazionale, che ha tirato fuori il meglio del patriottismo, della dedizione e della determinazione americana per avere successo”.

Presidente degli Stati Uniti Gerald Ford

Articolo a cura di Fabio Meneghella

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