Peter Cincotti – La leggerezza delle note (The lightness of notes)

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Cantautore e pianista

(Songwriter and pianist)

Website: Peter Cincotti
Facebook: 
Peter Cincotti

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Peter Cincotti – Long Way From Home

Cincotti -In the studio

Peter Cincotti – Palermo

(Versione italiana)
La leggerezza delle parole sono i tasti che usiamo per diventare ciò che siamo: piuma, ali, musica che vola, musica che salva. Il cuore che trasforma i sogni e i sogni che abitano il cuore.
E’ la magia delle note.
E’ la magia di Peter Cincotti, cantautore e pianista internazionale, con la straordinaria capacità di rendere leggera ogni parola, ogni nota, ogni tasto, ogni suono, ogni emozione che proviamo. Unendo poesia e canzone in un unico luogo, Peter è il maestro della sinfonia che, assieme a una splendida voce, rende il tutto meravigliosamente eccezionale.

Nato e cresciuto a New York da genitori italiani, Peter Cincotti andava a scuola e suonava poi nei club la sera.
Una di quelle sere era lì Phil Ramone, leggendario produttore musicale, ed è stato proprio lui a produrre il primo album di Peter che ha raggiunto il primo posto della chat jazz di Billboard, raggiungendo questo obiettivo a soli 18 anni.
Peter si è poi esibito in molte importanti location tra cui Carnegie Hall to L’Olympia a Parigi collaborando con artisti come Andrea Bocelli e David Guetta; è apparso nel film Spiderman 2 e più recentemente nella serie di Netflix “House of Cards” duettando con il presidente interpretato da Kevin Specey.
Ha incontrato poi David Foster, allora vincitore di 16 Grammy che ha prodotto il suo terzo album “ East of angel town” contenente la canzone “Goodbye Philadelphia” che ha raggiunto i primi posti nelle classifiche radiofoniche europee.
Le esperienze da lui vissute durante questi anni hanno cambiato il suo sound e la dimensione del suo stile, per questo motivo i fan sono impazienti di scoprire questo suo nuovo capitolo. Cincotti ha trasformato generi mescolando vari stili, toccando terreni inesplorati con il suo nuovo album “Long way from home”.
In Italia, l’abbiamo conosciuto soprattutto per la sua partecipazione alla 63esima edizione del Festival di Sanremo 2013 in cui, duettando con la cantante Simona Molinari nei brani “Dr. Jekyll and Mr. Hyde” e “La Felicità”.

Lasciamo a lui la parola.


D: Quando hai compreso che la musica sarebbe stata il tuo lavoro?
R: Non c’è stato un momento preciso in cui ho capito che sarebbe stato il mio lavoro, è una cosa che ho sempre desiderato

D: Quali artisti sono stati per te da ispirazione quando eri più piccolo?
R: Quando ero giovane per me sono stati da ispirazione Jerry Lee Lewis, Chubby Checker, Fats Domino, Chuck Berry e molti autori rock and roll degli anni ’50.

D: Cosa hai imparato dalle collaborazioni effettuate con altri artisti di altre parti del mondo e di altri generi musicali?
R: Ho imparato che i generi possono essere mescolati tra loro e da questi si può creare nuova musica. Io cerco sempre di scovare qualcosa di nuovo e spesso le collaborazioni mi sono di grande aiuto. Per esempio collaborare con David Guetta qualche anno fa in Francia, arrangiando un suo brano al piano, è stato per me fonte di grande ispirazione che mi ha aiutato a piantare le basi per il mio nuovo album “Long way from home”, essendo per me un esempio.

D: Qual è per te la cosa più importante da trasmettere al pubblico?
R: Io suono ciò che sento e penso che il pubblico reagisca a ciò. Come ascoltatore di musica, mi piace ascoltare artisti che esprimono loro se stessi in maniera onesta, e non si riesce a far ciò se si pensa troppo alla reazione del pubblico.

D: Qual è il momento più bello dagli inizi della tua carriera?
R: Uno dei momenti che amo ricordare è stato quando ho iniziato a cantare al Songwriters Hall Of Fame Concert, e guardando nel pubblico, ho visto Stevie Wonder muovere la sua testa a ritmo della mia musica. E’ stato completamente surreale. Aprire il tour di Ray Charles è stato un altro momento memorabile e del quale sono estremamente onorato.

D: Tante persone ti conoscono grazie al singolo “Goodbye Philadephia”. Cosa ci puoi dire di questa canzone? Qual è l’emozione nel cantarla ora dopo il successo che ha riscontrato? Qual è il segreto di questa canzone che ha permesso di toccare i cuori della gente?
R: Questa canzone continua a vivere e respirare a suo modo, assumendo nuovi significati ogni volta che la canto. Credo che le parole della canzone fossero destinate ad esistere assumendo sempre nuove sfaccettature, penso sia più rilevante ora di quando l’ho scritta.

D: Dopo il tuo successo internazionale il pubblico italiano ha avuto modo di conoscerti grazie alla collaborazione con Simona Molinari, importante cantante italiana. Quali sono le differenze che hai riscontrato tra il pubblico internazionale e quello italiano?
R: Il pubblico italiano è come tutto ciò che è italiano, è unico. E’ riscontrabile dappertutto: cibo, musica, stile e molto altro. Penso che il pubblico italiano sia caldo e particolarmente sensibile alle emozioni essendo dei buoni ascoltatori, per me è sempre un piacere suonare per loro. Molte delle mie canzoni sono ispirate anche alle mie esperienze in Italia.

D: Cosa ci puoi raccontare del tuo nuovo album? C’è una canzone che ami particolarmente? Hai provato nuovi generi?
R: Se i One Republic avessero avuto un figlio con Oscar Peterson, e se questo bambino fosse stato cresciuto da Billy Joel, questo album sarebbe stato il risultato che avreste ottenuto.

D: Ti piacerebbe scrivere una nuova canzone per la colonna sonora di un film? In che genere di film ti piacerebbe ci fosse la tua musica?
R: Mi piacerebbe scrivere nuove colonne sonore. Mi piace scrivere per determinati scopi con vincoli creativi, all’interno dei limiti trovo spesso la libertà.

D: Quali sono i tuoi futuri progetti?
R: Dopo tre anni di scrittura, registrazione e produzione di questo album, gran parte del mio tempo sarà in tour, cantando queste nuove canzoni in tutto il mondo. Partirò il prossimo week-end per un tour che attraverserà California, Hawaii e poi l’Europa per tutta l’estate. Nel 2017 il mio tour continuerà dopo la realizzazione dell’album “Long way from home”, ma saranno anche realizzati nuovi brani, video musicali e molto altro. Separatamente, sto anche scrivendo un musical con mia sorella Pia che è una drammaturga e sta sviluppando nuovi progetti teatrali a New York.

Recensione a cura di Stefania Meneghella
Intervista realizzata da Manuela Ratti
Pubblicazione a cura di Roberta Giancaspro

(English version)
The lightness of words are the keys that we use to become who we want: feather, wings, music that fly, music that saves. The heart that turns dreams and dreams that live hearts.
It is the charm of notes.
It is the charm of Peter Cincotti, songwriter and international pianist with the extraordinary capacity to make light every word, every sound, every key, every note, every emotion that we feel. Matching poetry and song in an only place, Peter is the symphony’s teacher and with a fantastic voice, makes the whole simply amazing.

A born and bred New York Yorker of Italian descent, Cincotti spent much his childhood going to school during the day and playing clubs at night. Legendary music producer Phil Ramone was there one of those nights, a discovery that led Ramone to produce Peter’s debut album which reached #1 on the Billboard jazz charts, making 18-year old Cincotti the youngest artist ever to do so. Since then, Peter has performed in some of the world’s most prestigious venues from Carnegie Hall to L’Olympia in Paris, collaborated with artists ranging from Andrea Bocelli to David Guetta, has been featured in blockbuster films such as Spiderman 2, represented the global fashion brands Ermenegildo Zegna and Tod’s, and just recently appeared as himself in Season 3 of the hit Netflix series House Of Cards, singing a duet with the president played by Kevin Spacey. Along the way, his vibrant and socially-aware songwriting caught the ear of 16-time Grammy winner David Foster, who produced Cincotti’s third album “East Of Angel Town” yielding the song “Goodbye Philadelphia”, which became a smash hit overseas reaching the Top Ten on Pop Radio charts across Europe. Peter’s experiences have shaped his music through the years, changing the layers of his sound and the dimensions of his style. Because of this, his fans await each new album like they are engrossed readers anxious to reach the next chapter of their favorite book. Cincotti has morphed genres and blended influences in a variety of ways, but his story currently unfolds over uncharted terrain on his new album Long Way From Home.
Listen to him.


Q: When did you realize that music would be your job?
A: There was never one moment when I realized I would become a musician, it was always something that I just assumed.


Q: Which artists were for you inspiration when you were a young boy?

A: My inspirations as a young boy were people like Jerry Lee Lewis, Chubby Checker, Fats Domino, Chuck Berry, a lot of 50’s rock and roll.

Q: What did you learn from your collaboration with artists from other part of the world and other genres of music?
A: I learned that genres can be blended together and there is so much new music to create. I’m always trying to find something new to discover and sometimes collaborations are very inspiring in that regard. For example, collaborating with David Guetta a few years ago in France, re arranging one of his songs and putting in a piano solo over his beat was very inspiring to me and planted the seeds for many of the tracks on my new album, “Long Way From Home” itself being an example of that.

Q: What is for you the most important thing that you want to transmit at your public?
A: I just play what I feel. And I think the audience reacts to that. As a music listener, I enjoy listening to artists who express themselves in an honest way, and you can’t do that if you worry too much about what the public wants.

Q: What is for you the most important memory
A: One of my favorite memories was when I first started and I performed at the Songwriters Hall Of Fame concert, and looked out into the audience and saw Stevie Wonder moving his head to my music. That was completely surreal. Opening for Ray Charles on tour was another great moment, one that I am so honored to have had.


Q: Many people knows you thanks to your single “Goodbye Philadephia”. What can you tell us about this song? What are the emotions to sing this song now after its success? What is for you the secret of “Goodbye Philadelphia” that permitted to touch people’s heart?
A: That song continues to “live and breathe” in it’s own way, constantly taking on new meaning each time I sing it. I think thas because the words were intended to be written in a way that has several meanings, asking questions rather than answering them, and in some ways I think it’s more relevant now than it was when I wrote it.


Q: After your international success Italian public knows you thanks to your collaboration with Simona Molinari, an important italian singer.
What are the differences that you have noticed from italian public to international public?

A: The Italian audience is like anything else that is Italian – It’s unique! That applies to everything, the music, food, style, and much more.
I think the audiences in Italy are particularly warm and are generally emotional listeners, which is always a pleasure to play for. In fact, new songs on this album that are directly inspired by my experiences in Italy.

Q: What can you tell us about your new album?
There is a song that you love most?
Have you tried new genres?

A: If One Republic had a baby with Oscar Peterson, and that baby was raised by Billy Joel, this album is what you’d get.

Q: Would you like to write another song for the soundtrack of a movie?
In what kind of movie you would love your music?

A: I would love to write more soundtracks. I like writing for a particular goal with a particular set of creative constraints. I often find freedom inside limitation.

Q: What are your future projects?
A: After 3 years years of writing, recording, and producing this album, a large part of my time going forward will be on tour, performing these new songs around the world. I leave next week for a West Coast tour throughout California, then to Hawaii, then to Europe until the holidays. In 2017, I’ll continue to tour after the official release of the album “Long Way from Home” and will also be releasing new singles, music videos and more. On a separate note, I’m also writing a new musical with my sister Pia who is a playwright, and developing some new theater projects here in New York.

Review made by Stefania Meneghella
Interview made by Manuela Ratti
Published by Roberta Giancaspro

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