Sito di allunaggio Apollo 12, visto dalla sonda "Lunar Reconnaissance Orbiter (LRO)" della NASA. Credits: NASA/GSFC/Arizona State University

La sonda della NASALunar Reconnaissance Orbiter (LRO)”, lanciata verso l’orbita lunare nel giugno 2009, con l’obiettivo di studiare la Luna da 50-200 chilometri di altitudine, è riuscita a fotografare anche i siti degli allunaggi delle sei missioni Apollo posatesi sulla superficie lunare tra il 1969 e il 1972.

La sonda LRO, per fotografare i siti Apollo, ha utilizzato lo strumento LROC (Lunar Reconnaissance Orbiter Camera): un sistema di tre telecamere che catturano immagini in bianco e nero ad alta risoluzione, e immagini multispettrali a risoluzione moderata.

L’obiettivo principale di LROC è trovare potenziali siti di atterraggio per le future missioni lunari, grazie alle sue camere che scattano immagini con una risoluzione di 0,5 metri/pixel (attualmente sta selezionando i siti di allunaggio per le missioni umane “Artemis”, le quali potrebbero sbarcare sul Polo Sud lunare entro il 2028, laddove si pensa ci sia ghiaccio d’acqua inalterato, grazie alle zone perennemente in ombra).

Gli altri obiettivi dello strumento LROC sono i seguenti: mappare le regioni in ombra o illuminati perennemente; creare mappe ad alta risoluzione; migliorare le mappe sulle componenti mineralogiche della crosta lunare; studiare la regolite e l’evoluzione crostale.

Per esplorare la Luna con le mappe create dallo strumento LROC (quasi un “Google Maps lunare“) clicca QUI.

Sito allunaggio Apollo 12. Foto scattata dalla sonda LRO della NASA. Credits: NASA/GSFC/Arizona State University

Quest’ultima immagine, del sito dell’allunaggio della missione Apollo 12, è stata scattata dalla sonda LRO della NASA ad una altezza di soli 50 chilometri dalla superficie lunare. E’ una foto straordinaria, che ci mostra il posto in cui Charles Conrad e Alan Bean camminarono sulla Luna!

Possiamo vedere cosa hanno lasciato sulla superficie lunare: gli strumenti scientifici “ALSEP“, alimentati da un generatore termoelettrico a radioisotopi (RTG). ALSEP, che è stato spento nel 1977, includeva un sismografo, uno spettrometro per il vento solare, un misuratore di ioni a catodo freddo e un rilevatore di ioni sovratermali. E’ possibile individuare anche l’ombra della bandiera ancora in piedi (Flag), l’antenna (HGA) e il sistema di supporto vitale portatile (PLSS).

Inoltre, notiamo anche le impronte lasciate durante il percorso lungo circa 1,5 chilometri, effettuato a piedi, durante il quale hanno visitato il famoso lander “Surveyor 3“, atterrato sulla Luna due anni prima, il 20 aprile 1967, a soli 200 metri dal sito di allunaggio dell’Apollo 12 (visitare un lander atterrato due anni prima, è come atterrare su Marte oggi e farsi una foto con il rover Perseverance).

Per esplorare il sito dell’allunaggio della missione Apollo 12 in alta risoluzione (puoi osservare o scaricare il TIFF da 253 MegaByte) clicca QUI.

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Astronauta della missione Apollo 12 accanto al lander Surveyor 3, atterrato sulla Luna due anni prima.
Credit: NASA
La missione dell’Apollo 12. Credits: NASA / Video Producer: Sonnet Apple / Music: Universal Production Music

PANORAMICA DELLA MISSIONE APOLLO 12

La missione Apollo 12 fu lanciata da Cape Canaveral il 14 novembre 1969, e trasportava il comandante Charles Conrad, il pilota del modulo di comando Richard Gordon e il pilota del modulo lunare Alan Bean.

Charles Conrad e Alan Bean atterrarono sul sito lunare chiamato “Oceano delle Tempeste“, il 19 novembre 1969 (Richard Gordon rimase in orbita lunare). I due astronauti soggiornarono sulla superficie della Luna ben 31,6 ore, di cui 7 ore e 45 minuti di attività EVA (la precedente missione Apollo 11, totalizzò 21 ore e 36 minuti e 2 ore e mezza di EVA).

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L’Apollo 12 ammarò nell’Oceano Pacifico il 24 novembre 1969, portando sulla Terra 35,45 kg di roccia lunare.

Per osservare alcuni campioni lunari in 3D basta visitare il sito della NASAAstromaterials 3D” (clicca QUI).

Per approfondire i livelli di radiazioni assorbiti durante le missioni Apollo clicca QUI.

Articolo a cura di Fabio Meneghella

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