Simone Riccioni- Un’anima che si svela

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Attore e produttore

Pagina facebook: Simone Riccioni


 

CREDITI FOTO

Foto 4 – 5 – 7 – 8

Foto Francesco Ormando

Stefania Sciortino Styling

Total look Trussardi

Capelli e trucco Noemi Montironi

Location Locanda Fontezzoppa

 

Foto 1 – 2 – 3 – 9

Foto Francesco Ormando

Stefania Sciortino Styling

Cappotto David Naman

Capelli e trucco Noemi Montironi

 

 

Simone Riccioni è un attore estremamente puro e sincero, e ciò traspare quando interpreta un ruolo o quando è egli stesso a produrre un film, sono forse queste le caratteristiche che lo contraddistinguono. Simone è nato a Hoima, in Uganda. A 7 anni arriva in Italia, a Macerata, e a 15 inizia a recitare nei teatri parrocchiali. Dal 2009 comincia a recitare in spot pubblicitari tra i più noti Novi, Diesel, Gillette, Fiat, Borotalco, Sky, Settimana Enigmistica, Smemoranda, Clarks, Vodafone ecc. e serie televisive, tra cui I soliti idioti. Al cinema i suoi primi ruoli di successo sono in E fu sera e fu mattina e in Universitari – Molto più che amici. Nel 2014 viene pubblicato il suo primo romanzo, Eccomi, e nel 2016 è produttore associato, co-sceneggiatore e attore protagonista del film Come saltano i pesci con cui vince il premio come attore rivelazione al Gold Elephant Festival di Catania. Nel 2017 è produttore, co-sceneggiatore e attore protagonista del film Tiro Libero con cui vince: – il premio Antinoo come produttore emergente dell’anno ( premiato nella Sala Fellini a Cinecittà insieme a grandi come Dante Ferretti e Lina Sastri ) e – il premio Italian Values Award, premiato in Campidoglio. Nel 2017 è nel cast del film internazionale “Voice of the Wolf – La Voce del Lupo” come co-protagonista insieme a grandi attori come Christopher Lambert e Maria Grazia Cucinotta. Il suo prossimo film uscirà nel 2019.
Lasciamo la parola a Simone Riccioni con l’augurio di proseguire in questo meraviglioso percorso.


D:Come ti avvicini al mondo della recitazione? Come ti descrivi nella vita al di fuori del set?
R: Al mondo della recitazione mi avvicino per puro caso, perché il mio professore di diritto mi aveva sentito cantare e mi aveva detto che avrei dovuto fare dei musical, e io risposi che ballare, cantare o recitare era una cosa più femminile, allora lui mi rispose che mi avrebbe messo 3 in diritto se non avessi seguito questo consiglio; a questo punto gli dissi che avrei cantato e recitato. Nasce quindi come per gioco da parte di un’imposizione di un professore che mi ha detto che avrei preso un brutto voto ed io ci ho creduto. Da lì mi sono innamorato del palcoscenico, perché quando si creava uno spettacolo teatrale si diventava come una famiglia ed era tutto bello e magico: ci si divertiva, si cantava, si giocava. Così dall’età di 14 anni ho iniziato a dare vita a questi spettacoli prima parrocchiali e poi a livello amatoriale, fino ad arrivare a cose sempre più importanti. A 19 anni capisco di voler fare l’attore e quando lo dissi ai miei genitori, loro mi dissero di no. Misi così da parte il desiderio dell’accademia e sono andato a studiare alla Cattolica di Milano scienze motorie e dello sport e da lì sono stato notato, ho iniziato a sfilare e fare tante pubblicità, studiando recitazione la sera. Da qui questa passione cresce, fino ad essere diventata un mestiere da circa cinque anni.

D: Quali erano le iniziali aspettative quando hai iniziato il percorso nel mondo dello spettacolo?
R:Posso dirti che anche ora non ho aspettative, essendo un mondo molto strano e particolare: un giorno ci si può trovare alle stelle, quello successivo alle stalle. Io me la vivo giorno per giorno, cercando di costruire sempre qualcosa, impegnandomi molto e guardando quello che capita. Se quello che mi viene proposto coincide con i miei valori, in maniera pulita continuo, altrimenti deciderò di trovare qualcos’altro di bello e interessante per la mia vita.

D: Cosa ricordi del tuo primo provino?

R: Ricordo che mi misi dietro la telecamera. Il regista mi disse: “Simone, come faccio a riprenderti se sei dietro la telecamera?”, è stato molto imbarazzante perché ero emozionatissimo. Sapevo che bisognava mettersi davanti alla telecamera, però non me ne sono reso conto. E’ stata la cosa più imbarazzante che mi è capitata nei primi provini.

D: A settembre è uscito un film di cui sei protagonista, ma che hai anche prodotto che si intitola “Tiro libero”. Ti va di raccontarci di questo film, e le emozioni che hai provato durante tutta la lavorazione?
R: Io da tre anni a questa parte ho aperto una società di produzione che si chiama “Linfa”, come linfa vitale. In questo arco di tempo ho prodotto due film: il primo è “Come saltano i pesci” risalente ad un anno e mezzo fa, il secondo è “Tiro libero”. Mettersi dietro come ideatore e scrittore di storie e ricercatore di fondi per questi film indipendenti, ma che piano piano stanno iniziando ad avere un grande riscontro a livello nazionale, è un’emozione unica, perché dietro c’è una macchina enorme. Io non avrei mai pensato di diventare produttore, e mai avrei immaginato di creare due storie tanto vicine a quello che mi hanno toccato nella vita. “Tiro libero” è tratto da una storia vera, di un mio caro amico che si è ammalato di sclerosi multipla e mi ha raccontato che quando stava bene era tutto bellissimo, quando ha iniziato a star male ha rinnegato tutto quello che lo circondava. Questo incipit mi era molto piaciuto, così gli dissi che avrei raccontato la sua storia, lui però mi chiese di non mettere chi fosse e di cambiare la malattia ed ho scelto la distrofia muscolare. Da ex giocatore di Pallacanestro sono riuscito a far partecipare il Coni, la federazione italiana pallacanestro e tanti giocatori di serie A, colleghi e amici che si sono resi disponibili. E’ quindi venuto fuori questo film che tocca delle corde molto belle e dolci, e mai scontate della vita, secondo me. E’ bello far vedere chi sono i vincenti e questi ragazzi sulla sedia a rotelle, con un piccolo handicap, e tre ragazzi su cinque sono davvero sulla sedia a rotelle.

D: Quali sono le somiglianze, e quali le differenze che hai trovato nel personaggio principale? Quanto è stato difficile interfacciarsi con Dario, protagonista del film? Come ti sei preparato in merito?
R: Mi sono preparato con una coach che per ogni film mi aiuta a calarmi bene nel personaggio che interpreto, insieme al regista abbiamo fatto incontri con altri attori per capire fin dove volessimo arrivare e quali fossero i temi più importanti per il mio personaggio. La parte più difficile è stata riuscire a dialogare con questi ragazzi, ma non perché fosse difficile comunicare con loro, ma perché per me era diverso fingere una malattia ed entrare in contatto con loro che non recitano, è stata una cosa molto forte. Nel film sono anche abbastanza arrogante e pensare di esserlo con delle persone che non sono attori è stato complicato, però è bello perché è nata una bellissima amicizia con tutti, ed è stato memorabile far parte di questo film.

D:Come riesci a fondere il ruolo di produttore a quello di attore? C’è uno dei due che preferisci?
R:La produzione sta iniziando a piacermi moltissimo perché c’è un mondo, creare strategie, creare communities, inventare la storia mi affascina, recitare però è stato il mio primo amore, quindi non saprei dirti cosa preferisco. Le ho unite e cerco di portarle avanti.

D: C’è un film del passato che ti sarebbe piaciuto interpretare o un genere di film che in futuro ti piacerebbe interpretare?
R:Mi piacerebbe fare dei film come “Shutter Island” con Leonardo Di Caprio dove il protagonista impazzisce completamente, diventando un matto psicopatico. Mi piacerebbe riuscire a interpretare dei film dove io possa dipingere un personaggio completamente diverso da me. Ad oggi in ogni mio personaggio c’è sempre stato un pezzo di me predominante, e mi piacerebbe lasciare sempre quella piccola chiave di verità all’interno di ciò che interpreto, perché se no ci si stacca dalla realtà, ma vorrei impersonare qualcosa di molto distante da me.

D:Sei co protagonista nel film “Voice of the Wolf – La voce del Lupo”. Cosa puoi dirci in merito? Raccontaci del tuo personaggio

R:Per quanto riguarda “Voice of the Wolf”, è stato molto bello entrare a far parte di questo cast internazionale. C’è Christopher Lambert che per me, e credo per tutta la mia generazione di ventinovenni, “Highlander” è stato un cult. Trovarselo lì, a scambiare delle battute mi ha fatto particolarmente effetto. Io mi stavo truccando, non sapevo che quel giorno ci fosse anche lui, perché non doveva girare delle scene con noi, e quando è entrato sulla roulotte mi sono girato e sono rimasto pietrificato, non riuscivo quasi a parlare, è stata una bella emozione. Io sono co protagonista, l’amico del protagonista che è Raniero Monaco Di Lapio, sono un poliziotto e un bravo ragazzo. Non posso svelare molto, altrimenti rivelerei tutto quanto il film, perché il mio ruolo ha una chiave molto importante, snocciolando qualcosa che porta alla scoperta di alcune cose.

D: Raccontaci del progetto #riparto dalle Marche che ti vede ideatore. In cosa consiste e qual è l’obiettivo principale?

R:Il 1 febbraio è iniziato questo progetto, che mi vedrà su tutte le foto per mostrare la bellezza del territorio delle Marche. Dopo il terremoto avvenuto lo scorso anno, io ho perso casa di mia nonna, che è stata distrutta dal terremoto, e la mia fidanzata ha perso la sua casa. Quindi abbiamo pensato che piuttosto che far vedere le macerie e le cose negative, di concentrarci sugli aspetti belli della natura, dei paesaggi, dell’arte, della cultura, degli imprenditori che sono rimasti nelle Marche, degli agricoltori che non sono scappati dalle montagne quando sono stati completamente abbandonati da tutti. Ho deciso di ripartire dalla Marche, ho avuto il sostegno della banca della provincia di Macerata, da Yallers Marth che è una delle comunità più importanti a sostegno dei paesaggi dell’Italia e dalla fondazione “Marche e Cultura”. Dal 1 Febbraio ho iniziato, quindi, a mettere sulle mie pagine instagram e facebook 4 post a settimana di foto personali, paesaggi o close up per 4/5 mesi a supporto di questa regione, per poterne mostrare la bellezza e poter far accrescere il turismo.

D: Quali sono i tuoi futuri progetti?
R:Sono stato preso in due nuovi film di cui non posso ancora svelare il nome, ma inizierò a girare a breve, verso Febbraio/Marzo, e l’altro a Maggio/Giugno. Inizierò poi il mio terzo lungometraggio che gireremo a Settembre, ma è ancora tutto top secret, non ho ancora svelato la storia, sarà molto bella ed intrigante e a livello sociale, e ci sarà un regista di eccezione.


Ringraziamo Beny Conte per la sua collaborazione e per il tempo che ci ha donato, augurandogli di continuare a sorprenderci e sorprendersi.

Intervista realizzata da Manuela Ratti

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