Ritentacoli- Un’esperienza è come un viaggio

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Quando affrontiamo qualcosa di nuovo e completamente inaspettato, non saremo mai la stessa persona che ha iniziato l’esperienza. Qualcosa ci avrà cambiato, ne usciremo sicuramente più ricchi, ma avremo anche nuove emozioni, nuove sensazioni, nuove gioie da poter raccontare. Un’esperienza cambia sempre, e arricchisce la nostra vita rendendola più bella e colorata, in particolar modo se è un’esperienza che abbiamo sempre sognato di poter realizzare. Quando poi l’esperienza sarà terminata, sarà come un viaggio, si avrà la consapevolezza di aver vissuto qualcosa di irripetibile ed unico, ma allo stesso tempo si avrà per sempre il ricordo custodito nel proprio cuore, qualcosa che rimarrà impresso per sempre nella memoria. Oggi a raccontarci di un’esperienza unica ed inimitabile sono tre giovani ragazzi: Antonello Susca, Marco Talenti e Giancarlo Clemente, vincitori per ben 11 puntate del quiz televisivo “Reazione a Catena”. Come leggeremo nell’intervista questa esperienza non ha rappresentato per loro unicamente un gioco televisivo, ma è stata una vera e propria esperienza che ha dato loro insegnamenti per la vita.

Lasciamo ora la parola ai Ritentacoli con l’augurio di proseguire in questo meraviglioso percorso.

 

 D: Come vi siete conosciuti? Come mai avete deciso di chiamarvi “Ritentacoli”?

R: G: Ci conosciamo da un sacco di tempo. Io e Marco ci conosciamo da quando siamo nati perché abbiamo amicizie in comune, e per questo abbiamo condiviso tanti momenti, anche della nostra infanzia, insieme. Antonello l’ho conosciuto quando entrambi frequentavamo le scuole medie, uscendo in comitiva insieme, mentre Marco e Antonello hanno frequentato catechismo insieme, attualmente abbiamo rafforzato la nostra amicizia uscendo con lo stesso gruppo di amici. Con il nome abbiamo voluto ricordare la nostra prima esperienza all’interno del programma, ci chiamavano i “polpi di scena”, un nome a cui eravamo molto legati, e per conservare il ricordo del polpo abbiamo pensato ai tentacoli, utilizzando un gioco di parole che fa comprendere che è la seconda volta che stavamo tentando nella nostra partecipazione.

D:Qual è stata la differenza di approccio e di emozioni dalla vostra prima esperienza, a questa seconda che vi ha visto campioni per molteplici puntate?
R:Non c’è stata una sostanziale differenza di approccio tra le due esperienze. La prima volta eravamo tesi per il primo approccio con la telecamera, e ciò portava parecchie emozioni e tensioni, la seconda volta invece c’era tanta paura di fallire per la seconda volta. Avevamo investito tantissimo in questa seconda chance, e non farcela di nuovo era un grande timore, una volta superato lo scoglio della prima puntata, tutto ciò si è trasformato in qualcosa di positivo e abbiamo cominciato a giocare divertendoci, ed è stata l’arma vincente che forse ci ha permesso di essere campioni per così tante puntate.

D: Qual è stato il momento più bello ed emozionante che avete vissuto all’interno del percorso?

R:G: Il nostro percorso è stato carico di momenti emozionanti. Il primo tra questi è stato quello della prima puntata quando ci siamo laureati campioni ed in quel momento abbiamo scaricato tutte le nostre tensioni e paure, vederci campioni ci ha permesso di vivere le altre puntate con uno spirito differente. Da ricordare è stata la prima vincita economica che è arrivata alla seconda puntata, che è stata anche la più remunerativa. Il momento in cui abbiamo visto la luce verde accendersi davanti alla parola che avevamo pensato, è stata una gioia indescrivibile, delle sensazioni che non si possono descrivere. Eravamo passati dalla paura di non vincere ad una vittoria di 36.000 euro. Un altro momento bellissimo da ricordare è quando abbiamo indovinato la parola “sessantesimo”, è stato un lavoro di squadra fantastico. Io ho fornito senza dare troppa importanza l’idea della parola sessantesimo legandola alla parola “secondo”, quando poi è uscito come indizio la parola “diamante”, Marco ha chiesto dopo quanti anni di matrimonio ci fossero le nozze di diamante e Antonello ha risposto che probabilmente fosse l’appellativo per il sessantesimo anniversario e allora Marco si è ricordato della mia proposta di parola. Va inoltre ricordata la puntata in cui abbiamo giocato lo spareggio contro i “Si La Sol”, puntata in cui eravamo molto stanchi e quando siamo arrivati al momento dello spareggio, allo stremo delle nostre forze, ci siamo caricati ci abbiamo provato e siamo riusciti ad indovinare la parola “borraccia” in due secondi, e ci siamo lasciati andare a tre reazioni completamente diverse che sono lo specchio delle nostre personalità.

D: Raccontateci degli allenamenti prima di partecipare alle puntate
R: A:Il nostro allenamento si era collaudato durante la prima partecipazione al programma nel 2017, in quanto ci eravamo allenati per parecchi mesi prima di prendervi parte. Quest’anno abbiamo iniziato ad allenarci a fine aprile, in pieno lockdown e gli allenamenti avvenivano, per questo motivo, tramite videochiamata. Appena è stato possibile, invece, ci siamo visti con cadenza di due volte alla settimana di persona. Nelle settimane che precedevano la registrazione ci siamo visti tutti i giorni ed è anche capitato più volte al giorno. Il punto focale dell’allenamento era l’intesa vincente perché è il gioco che decreta la squadra campione, pensando a parole sia semplici che complesse. Ci bastava uscire o passare tempo insieme per pensare a tante parole, vedendo poi altre puntate ci siamo allenati sugli altri giochi del programma.

D:Quali sono state secondo voi le caratteristiche che sono stati i vostri punti di forza all’interno di questo percorso?

R: A: Il punto di forza è stato il divertimento, che è stato una costante e il filo rosso della nostra partecipazione al programma. Abbiamo cercato di essere calmi, anche se in alcuni momenti è stato molto difficile, e abbiamo cercato di affrontare tutto con il sorriso, durante tutto il nostro soggiorno a Napoli. Siamo molto fieri del nostro percorso all’interno del programma.

D: Cosa vi ha insegnato la partecipazione a questo programma?

R: Per noi Reazione a catena è stato più di un qualsiasi quiz telesivo, è stata una vera e propria parentesi di vita. Tutto questo percorso ci ha ricordato il valore dell’amicizia, ci ha insegnato che non tutti i mali vengono per nuocere, infatti tre anni fa la nostra esperienza non è andata come speravamo, eravamo tristi per la sconfitta. Se avessimo vinto una puntata tre anni o avessimo fatto un percorso anche di qualche puntata in più non avremmo avuto modo di ritornare. Abbiamo imparato che bisogna darsi più opportunità nella vita e rincorrere i propri sogni. Il nostro obiettivo era di diventare campioni e dare il meglio, siamo contenti di essere riusciti in questo traguardo.

D:Qual è il bilancio finale di questa esperienza?

R:  M: Il bilancio è positivissimo. Siamo orgogliosi di quello che abbiamo realizzato e di questa esperienza in ogni suo particolare. E’ un’esperienza che ha rafforzato ancora di più la nostra amicizia, siamo contenti di aver provato lo spareggio, di aver totalizzato ventidue parole all’intesa, aver fatto nuove conoscenze con persone che hanno condiviso la nostra stessa parentesi di vita.

D: Che effetto vi ha fatto avere un riscontro così positivo dal pubblico, anche attraverso mezzi di comunicazione come i social network?

R: M: E’ stato qualcosa di completamente inaspettato, avere una reazione così forte sia dal pubblico italiano che internazionale, non ci saremmo mai aspettati un sostegno di questo tipo, è stata una sorpresa stupenda. E’ stato bellissimo anche tornare nella nostra Mola e ricevere tanti complimenti.

D: Quali sono i vostri futuri progetti?

R: M: Stiamo aspettando qualora avverrà la chiamata per un torneo dei campioni, incrociamo le dita da quando siamo stati eliminati. Ora continueremo con lo studio e con il lavoro capendo cosa diventeremo nella vita.


Ringraziamo I ritentacoli per la loro collaborazione e per il tempo che ci hanno donato, augurando loro di continuare a sorprenderci e a sorprendersi.

 

Intervista realizzata da Manuela Ratti

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