“Angeli d’Acciaio, Il coraggio di cambiare”, Riscatto e speranza

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Ci sono dolori impossibili da raccontare; restano in una parte oscura della penombra e alimentano le nostre paure. Guardarli significa infatti ricordare. E ricordare diventa qualcosa di oscuro, un incubo dal quale vorremmo fuggire.

A volte sono innati, quei dolori. Altre volte, ci sono stati iniettati come veleno e a morire non siamo noi, ma le nostre debolezze, il fatto di esser sempre stati umani, l’anima in cui abbiamo sempre creduto, il modo in cui l’abbiamo fatto, la vita – la nostra – che ci ha reso tali.

Nasce così la consapevolezza di non essere all’altezza, di poter improvvisamente crollare in un baratro e di non potersi mai più rialzare. Mai più.

Mai più.

Come accade in una donna, quando qualcuno le strappa via quella fragilità umana che aveva acquisito con tanta forza e tanto, immenso coraggio. Ci si sente vuoti, come se il mondo fosse stato solo un miraggio, come se tutto fosse stato un sogno – la vita, l’amore, i sogni -.

Sì, perché anche i sogni sono perduti, e lo è anche quella donna che, con uno sguardo lacerato, urla in silenzio per non farsi sentire, chiusa in una scatola da cui si affaccia per guardare quella parte di orizzonte che ancora le resta da ammirare.

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Ci ha fatto comprendere questo Anna Santovito, neolaureata in Scienze del Servizio Sociale, eccellente fotografa che, con numerosi scatti ed una grande dose di talento, ci ha portato in un tempo monocolore per ricordarci, in occasione della Giornata Mondiale contro la Violenza sulle Donne, la sofferenza delle Donne e la loro forza nel rialzarsi ed essere ancora più vincenti.

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E’ stato infatti possibile visitare la sua mostra “Angeli d’Acciaio, il coraggio di cambiare” presso il Centro Antiviolenza di Bari, in cui sono state racchiusi i momenti più cruciali e più delicati di episodi di violenza. Ad essere le protagoniste dei suoi scatti sono state le sue compagne di corso, future assistenti sociali. Il progetto era infatti nato a seguito del corso di Politiche Sociali tenuto, qualche anno fa, dalla prof.ssa Patrizia Marzo (oggi Presidente dell’Ordine degli Assistenti Sociali della Puglia) e vede come obiettivo la voglia di riscatto e il coraggio nel perseguire i propri sogni.

Accanto alle foto, a fare da cornice ci sono stati alcuni miei scritti, che ho composto con l’anima di una Donna che crede e che, nonostante tutto, spera. Questo è uno dei tanti, e vorrei concludere così:

“Le parole si disperdono nell’aria, incontrando il cielo e poi svanendo.

Come le emozioni che, con lo sguardo rivolto verso l’alto, camminano nel fango, mentre la pelle si impregna di terreno.

Nudi, i pensieri. Nudi, i momenti che vorremmo dimenticare.

È ormai nudo il tuo amore. Ormai nudo, come il tocco di carezze fragili, rivelate poi forti. Come lo guardo che si apre, per poi schiudersi all’improvviso. E restare così: con i sogni che ci guardano da lontano, con quell’Amore provato e poi perduto, con quel dolore che, come scritte indelebili, si attaccano alla pelle.

L’amore non dovrebbe MAI fare male. E tu, Donna dagli occhi serrati, dalle mani fragili, dalle parole trasformate in veleno, dal mondo che ti circonda e non ti capisce, vestiti di nuovi tramonti. Saranno poi loro a renderti nuova, diversa, libera”.

(Stefania Meneghella)


Articolo realizzato da Stefania Meneghella

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