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Attrice


 

 

marina rocco @riccardo ghilardi

Ph. Riccardo Ghilardi

Volto fresco, sorriso raggiante, riccioli d’oro. Parliamo chiaramente dell’attrice Marina Rocco, la cui simpatia riesce ad uscire dallo schermo e a conquistare il cuore di migliaia di persone.

Marina inizia recitando in teatro e in televisione nella sit-com di Canale 5, Due per tre, con Johnny Dorelli, per poi, qualche anno più tardi, lavorare anche nel cinema. Diventata un nuovo volto del cinema italiano grazie a pellicole come Sangue pazzo di Marco Tullio Giordana, Amore, bugie e calcetto di Luca Lucini, Riprendimi di Anna Negri, che le è valso il Premio Etruria come attrice rivelazione dell’anno, Marina Rocco ha appena terminato la tournee di “Il popolo non ha il pane? Diamogli le brioches” di e con Filippo Timi. Dopo il grande successo televisivo di “Tutti pazzi per amore”, l’attrice è tornata sul grande schermo con “Valzer”, di Salvatore Maira, accanto a Valeria Solarino e Maurizio Micheli e con “Nessuno si salva da solo” diretto da S. Castellitto. Marina ha appena terminato la tournée dello spettacolo teatrale “Una casa di bambola”, diretto da Andrée Ruth Shammah e, con lo stesso regista, è ora a teatro con “Gli innamorati”.

Lasciamo ora la parola a Marina Rocco, con l’augurio di proseguire in questo meraviglioso percorso.


D: Come nasce la passione per la recitazione?
R: L’ho sempre avuta, sin dalle recite di natale all’asilo. È una passione che non ho mai preso con leggerezza, quindi da allora non ho mai smesso di cercare un’occasione per fare qualcosa. A 14 anni mi sono iscritta alla scuola di recitazione, iniziando a fare spettacoli. Ho poi provato ad entrare in accademia, non ci sono riuscita. Il tutto è stato molto difficile. Dopo anni pian piano ho iniziato ad emergere.

D: Cosa ricordi dei tuoi primi anni di gavetta?
R: Ero convinta più di quanto lo sono ora, e ci credevo un po’ di più. I primi anni ero più piccola e molto più entusiasta, lavoravo e andavo a scuola di recitazione, sicura di potercela fare. La vita, come la gavetta, è un continuo alto e basso, un equilibrio tra  questi due eccessi. La definirei come una lotta interna tra felicità e disperazione.

D: Hai lavorato sia per il cinema che per il teatro e la televisione. C’è un mondo
tra questi tre che preferisci? Perché?
R: Per me non ci sono grandi differenze; le differenze ci sono nei personaggi che vengono interpretati. A teatro, ad esempio, vengono proposti dei personaggi che sono stati scritti più di cento anni fa, e poi c’è un bellissimo contatto con il pubblico molto diretto. Per il resto sono felice in generale di lavorare, e amo i ruoli che mi hanno dato più possibilità.

D: Hai recitato nella fiction “Tutti pazzi per amore”. Cosa ricordi di quel periodo e in particolar modo del tuo personaggio?
R: Il mio personaggio mi piaceva tantissimo. Era un periodo molto bello, una serie televisiva molto innovativa ed è stato bellissimo avere questa opportunità. Ritrovarsi dentro lo stesso personaggio per più stagioni è stata una scuola, perché impari a capire come ragiona il tuo personaggio. È stata un’esperienza molto divertente.

D: Quali tra i tanti personaggi che hai interpretato vedi più simile a te? Quale più differente?
R: Ho trovato tutti i personaggi molto simili a me, dando molto me stessa e mettendoci sempre qualcosa di mio. Sono tutti parte del mio carattere e mi hanno dato la possibilità di essere più vera e più estrema.

D: Hai recitato anche nel film “To Rome with love”. Quali sono le differenze che hai percepito tra il cinema italiano e quello estero?
R: La differenza che ho notato è quella economica; penso spendano molto più di noi nel fare i film. Mi sono ritrovata con una quantità di luci che in vita mia non avevo mai visto. Io avevo a che fare con un genio che è quasi più europeo che americano come modello.

D: C’è un argomento che ti piacerebbe raccontare durante la recitazione di un film?
R: C’è un argomento che mi ha molto coinvolto nel mio ultimo spettacolo teatrale: “Una casa di bambola”, dove viene trattato il tema dell’emancipazione femminile. Mi piacerebbe continuare a trattare un argomento del genere.

D: Ti piacerebbe trovarti dall’altra parte diventando regista?
R: Si, mi piacerebbe inventare storie o raccontare qualcosa che sia mio.

D: Come pensi il mondo della recitazione abbia cambiato la tua vita?
R: La recitazione credo abbia salvato la mia vita; avrei rischiato senza la recitazione e avrei fatto fatica a inserirmi nella società. Non avevo molta alternativa.

D: Quali sono i tuoi futuri progetti?
R: Sto per girare una commedia con Fabio De Luigi e Miriam Leone e poi il resto è da definire.


Ringraziamo Marina Rocco per la sua collaborazione e per il tempo che ci ha donato, augurandole di continuare a sorprenderci e a sorprendersi.

 

Recensione a cura di Stefania Meneghella
Intervista realizzata da Manuela Ratti