emanuele-dabbono-kosmomagazine-1
Emanuele Dabbono – Come un camino in una giornata fredda
18 dicembre 2016
12747477_1709805495929945_5380608934331479406_o
Prof. Loris Azzaroni (ORCHESTRA MOZART) – La musica ricomincia
18 dicembre 2016

Artista

(Artist)

Website: Wenli Art
Facebook: 
Wenli Fine Art



"Crimson" Original oil on canvas 30' x 40'
"Once upon a Time" Original oil on canvas 18'x 36'
"Day dream"Original oil on canvas 24'x48'
"Lady in Blue dress" Original oil on canvas 36'x36'
"Prospect", 30"x40" oil on canvas
"Endless mind 02" Original Acrylic on canvas 24"x 24"x1.5" (2ftx2ft, 60cmx60cmx3.8cm)


(Versione italiana)
Il pennello scorre sulla tela, dolcemente, diventando un mondo nuovo, diventando un mondo che si costruisce da solo, come se fossero i colori i soli veri abitanti, come se ci fossero i colori a riempire il vuoto dell’anima. In modo universale, in modo del tutto sincero, il pennello scorre sulla tela dando quasi l’impressione di essere l’unico a guardarci, ad esserci.

Stiamo parlando dell’anima di un’artista eccezionale, per cui il pennello che scorre sulla tela è l’unico mondo capace di renderla in pace, serena, felice. Lei è Wenli Liu, originaria di Pechino (China), e oggi ha accettato di parlarci della sua meravigliosa arte che, in questo spazio, delizierà i nostri sguardi. C’è un aspetto in particolare che si evince nell’ammirare le sue opere, ed è una completa empatia che si instaura tra la tela e lo spettatore, un’empatia costruita da sguardi, da quello sguardo che l’artista dipinge con tutta la forza che ha in corpo. Come se dovesse comunicarci qualcosa, come se avvertisse il desiderio di diventare parte della nostra vita. Le pennellate sono delicate, come delicata è l’anima di chi dipinge, un’anima fatta di dolcezza e sentimenti puri; sono tanti i valori che le opere di Wenli riescono a comunicare, ma più di tutti è la bellezza. Le donne che ritrae, che ricordano il Paese originario dell’artista, sono afflitti da pensieri che sembrano uscire dalla tela e giungere sino alla mente di chi ammira, creando quasi un filo invisibile che lega i due soggetti. A fare da sfondo alle figure è un ambiente confuso, a volte misterioso, spesso enigmatico che, con pennellate miste e veloci, creano un contrasto con la tranquillità e la pacatezza dei protagonisti dell’opera. Un altro fondamentale elemento è la semplicità con la quale Wenli dipinge, come se volesse dimostrare al mondo la meraviglia delle piccole cose, di ciò che può portare una felicità improvvisa. I colori sono dunque tenui, come lo stato d’animo del personaggio, dimostrando soprattutto una grande padronanza della tecnica pittorica, in cui riesce a stabilire un legame tra l’arte e la sua anima. Laureata presso la facoltà di ingegneria e architettura di Pechino (China) vent’anni fa, seguendo le sue passioni per arte e letteratura, ha lavorato come giornalista e editor per diversi anni. Nel 1998 ha iniziato a studiare Arte presso l’accademia di San Francisco laureandosi in graphic design. Dopo aver lavorato come graphic designer si dedica all’arte, diventando un’artista professionista. I suoi quadri sono stati mostrati alla Dallas LuminArte Gallery, Dallas world trade Center, Blow-Up Gallery and Plano Art Association 125 8th Annual Juried Show.

Lasciamo ora la parola a Wenli Liu con l’augurio di perseguire in questo meraviglioso percorso.


D: Come l’arte ha cambiato la tua vita?
R: L’arte è stata il mio più grande interesse sin da quando ero piccola. Ma tutti sanno che non è facile scegliere la propria carriera. Ci vuole pazienza e coraggio, e soldi per rendere ciò possibile. Dopo essere stata giornalista, e aver risparmiato soldi, decisi che era il momento di immergermi nell’arte, altrimenti lo avrei rimpianto per sempre. Quindi, nel 1998 ho lasciato il mio lavoro, andando fuori a studiare per la mia arte.

D: Quali sono le sensazioni che provi quando dipingi un quadro?
R: Quando dipingo sono emozionata; è come una magia che mi rende adatta, sono infastidita quando devo interrompere anche se devo semplicemente pranzare o prima di crollare. La mia ragione più grande per continuare a dipingere sono i pensieri che si trovano nascosti in me e trasformarli attraverso la tela in qualcosa di visibile, permettendo alle persone di osservare, fermarsi, emozionarsi e pensare. La cosa migliore dell’essere un’artista è che puoi comprendere te stesso, esplorare quello che c’è in te, e rendersi conto di essere emotivi e sensibili per un motivo. Dipingo sempre più, cosicché la mia pittura sia sempre più vicina alla mia persona. Non ho piani, so solo che domani dipingerò un quadro migliore di quello che ho dipinto oggi.

D: Quali sono gli elementi ricorrenti nei tuoi quadri?
R: Rappresento spesso volti di persone cinesi; penso che questo dipenda dal fatto che il mio cuore è strettamente legato alla Cina. Amo la Cina, è il mio paese d’origine, non importa quanto sono lontana e da quanto io abbia lasciato la Cina; è una parte di me e mi apparterà per sempre. Amo la ricca cultura cinese e la sua storia, e il nostro cibo abbondante. Come una persona di origine cinese, quello che amo di più è l’essere pacifica e accogliente.

D: Quanto il tuo paese d’origine ha influenzato la tua pittura?
R: Sono nata in Cina, e quando ero una bambina il mio mondo era grigio, erano gli anni ’70 e in Cina c’era il comunismo, non so se riuscite ad immaginare. L’unica arte con la quale eravamo in contatto era la storia dell’arte presente sui nostri libri e la propaganda diffusa ovunque.

D: Come l’arte ha cambiato il tuo mondo?
R: Da quanto io ricordi, è stato quando nella mia classe di arte, abbiamo dipinto per la prima volta con gli acquarelli; era una semplice rappresentazione di un mango su un piatto. E’ stata la mia prima rappresentazione. Quello che ricordo è che era molto somigliante all’immagine che era rappresentata sul libro, quindi la nostra docente di arte lo mostrò all’intera classe. Quando dovevo frequentare il college, i miei genitori non credevano che la facoltà di arte fosse quella giusta, non sarebbe stata una scelta saggia per un lavoro stabile. Mi spinsero, quindi, a frequentare la facoltà di ingegneria. Io obbedii. Non potevo mentirgli, perché li compresi e capii che avevano ragione. Io ero davvero impaziente di poter spiccare il volo a quell’età, essere indipendente, e per rendere ciò possibile era indispensabile trovare un lavoro stabile. Ho lasciato la Cina nel 1998 per studiare presso l’Accademia di Arte che si trova a San Francisco. Decisi di studiare arte dopo aver lavorato per anni come giornalista; decisi di darmi una chance di studiare arte e l’ho fatto. Ringrazio me stessa per essere stata così coraggiosa.

D: Quale ruolo ha la bellezza nella tua vita?
R: La bellezza delle persone e del mondo è quella che mi ispira, soprattutto la bellezza delle donne, direi. Loro rendono il mondo prospero, interessante, colorato e sofisticato. Non ricordo il primo momento che più mi lega a questo, ma so che sono una donna che guarda sempre dentro sé stessa, e cerca di osservare i suoi pensieri e quelli del mondo. I miei lavori astratti hanno una visione armonica della mia interpretazione sulla bellezza della natura. Non voglio trasmettere un messaggio attraverso i miei lavori astratti; sono solo una rappresentazione del mio punto di vista e del senso dell’età moderna. Anche per la pittura figurativa, mi piace rappresentare un volto che abbia qualcuno dei miei tratti, non lo chiamerei ritratto, semplicemente ho bisogno di trovare in loro qualcosa di mio in modo tale da poterle connettere a me. Ho bisogno di mostrare che è interessante, ponderata e moderna, e con una propria coscienza.

Recensione a cura di Stefania Meneghella
Intervista e traduzione realizzate da Manuela Ratti
Pubblicazione a cura di Roberta Giancaspro

(English version)
The brush runs gentle to the canvas, becoming a new world, becoming a world that builts itself, like the colors would be the only people, like the colors could fill the empty of the soul. In an universal way, in a sincere way, the brush runs to the canvas giving the impression that is the only one that can look at us, the only one that could be there.

We are talking about the soul of an amazing artist who, by the brush that runs, can be in peace, serenity, can be happy. She is Weinli Liu, born in Pechino (China), and today she has accepted to talk us about her amazing art that, in this place, could delight our eyes. There is a particular aspect that we can see by her paintings, and it’s a an empathy between the canvas and the viewer, an empathy built by looks, that look that the painter draw with all the strength that she has in her body. Like she wants to communicate something, like she feel the desire to become part of our lives. The brush strokes are lights, like the soul of the painter, a soul of sweetness and real feelings; there are many values that Weinly’s paintings communicate, but the most important value is beauty. Women that she represents, that recall to her country of origin, are afflicted by her thoughts that arrive directly to people’s minds, creating an invisible wire that bond the characters. The background is a confused place, sometimes mysterious, always enigmatic that, with mixed and fast brush strokes, create a contrast with the quite of the characters. Another important element is the simplicity of Weinli, like she wants to demonstrate to the world the beauty of little things, the beauty of a sudden happiness. That colors are slim, like the mood of characters, showing an important pictorial technique, creating a connection between the art and the soul. Graduated from Beijing Architecture Engineering Academy 20 years ago, but followed her passion for literature and arts, she worked as journalist/editor for many years. In 1998, she started her study at the San Francisco Academy of Art University majored in Graphic design. After a few years working as a graphic designer she finally dedicated herself into fine arts, became a professional artist. Her paintings have been exhibited at Dallas LuminArte Gallery, Dallas world trade Center, Blow-Up Gallery and Plano Art Association 125 8th Annual Juried Show. Her work includes abstract and figurative. Now,

I leave the word to Weinli, wishing her to continue in this amazing way.


Q: How art changed your life?
A: Fine art had been my the biggest interests in my since i was a child. But everyone knows it is not an easy or practical choice of career. It takes a lot of patience and courage, or money support to do that. After being journalist for a few years and saved up some money, I decided that I need to out myself into the art journey, otherwise, i will regret forever. So, on 1998, I quit my job, went on my road for my art study.

Q: What are the sensations that you feel when you draw a painting?
A: I feel excited when I am paint, it is like a magic thing that can keep me hipper, and I always feel bothered when I have to stop to go downstairs to eat some simple lunch, before I faint. My biggest motive for painting, is the thought that I can explore deep into myself and turn something inside me out on the canvas, and then it may make some people look, stop, feel, and think. The best thing of being an artist, is that you can release yourself, explore all what’s in you, and let go to be emotional and sensitive for a good reason. I just paint more, I believe the more I do, the more I will be closer to the real me. I don’t have plans, if I do, it is only that tomorrow, I will do a better painting.

Q: Which are the elements that are always in your paintings?
A: My figures more of a Chinese face, I think it is because my the deep root in my heart is so connected with China. I love China, it is my home country, and no matter how far and how long I have left, I feel a very important part of me forever belongs there. I love China’s rich culture and far-reaching history, and, our abundant food! As far as Chinese people, I think I love the most is that they generally peaceful and family oriented.

Q: How your country has influeced your art for you?
A: I was born in China, and when I was a child, my world was gray–it was the 70th communist China, I don’t know if you can imagine how it was like. The only art we had contact with was our art education book and the propaganda signs everywhere.

Q: How art has changed your world?
A: As much as I remember, it was when I was in my first grade, on our art class, it was the first time we painted with water color, and it was just a mimic of a painting (a mango in a dish) from the text book…if I can call it an art work, that was my first. But what makes me remember so well, it that after I finished, it looked really very close to the image in the book, and our art teacher took it away and showed it to the whole class. I was very timid little girl so I got a whole flushed face, but the proud feeling inside my heart, too sweet to describe. At the age to go to college, my parents didn’t think doing art is a wise choice for college, because they thought it wouldn’t get me a stable job. So they pushed me to get into Engineering school. I obeyed. I could not blame them, because I understood them and kind of agreed with them too. I was very eager have my wings to fly at that age–to be independent, and a stable job would be very essential to make it happen. I left China at 1998, to study at the San Francisco Academy of Art. I decided to study art finally after some years of working as a journalist, I decided to give myself that chance to study art and I did it. I thank myself for the courage.

Q: What role has the beauty in your life?
A: Beauty of the people and world inspired me to create art, mostly beautiful woman, I’d say. They made the world thriving, interesting, colorful and sophisticated. I don’t recall what is my biggest memory connect with it, but I guess I am a woman that always look into myself, and trying to see the reflection of me and the world. My abstract works are more visual harmony and my interpretation of the beauty of the nature. I don’t have a message behind my abstracts, they are only reflection my view and my sense of the modern age.As for my figurative paintings, I like to paint a face that with some of my feature in there, i won’t call it self portrait, but I feel I need to put myself into the figure so I can connect with her so directly. I need to show that she is concerned, pondered, cooled, and with full of self-consciousness.

 

Review made by Stefania Meneghella
Interview and translation made by Manuela Ratti
Published by Roberta Giancaspro

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *