Virginio – La costruzione dei propri sogni

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Cantautore

Facebook: Virginio


Oggi abbiamo la possibilità di conoscere meglio il cantautore Virginio, noto al pubblico per la sua estrema sensibilità nella scrittura dei testi, ma anche per la sua estrema versatilità musicale. In questa intervista scopriremo tutto quello che la musica ha fatto per lui e quello che lui ha fatto per la musica, la storia di un amore reciproco.

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Virginio nasce a Fondi  dove cresce studiando il pianoforte e il teatro. La passione per la musica, però, prevale fin da subito tanto che già all’età di 13 anni inizia a scrivere canzoni. Finito il Liceo Classico nella sua città Virginio si trasferisce a Milano per frequentare la Nuova Accademia di Belle Arti e inseguire il suo sogno.

Nel 2006 partecipa a Sanremo Giovani con il brano “Davvero” scritto da lui stesso, dopo aver ottenuto un contratto con la “Universal Music Italia”, e pubblica il suo primo album che porta come titolo il suo nome.

Continua la sua carriera anche come autore scrivendo per diversi artisti italiani tra cui Paola e Chiara per le quali scrive Milleluci che dà il nome anche all’album.
Nel 2011 vince il programma tv “Amici” e pubblica l’EP “Finalmente” (disco d’oro e vincitore di un Wind Music Award) e successivamente l’album “Ovunque”, dove collabora anche con autori del calibro di Gary Barlow dei Take That.
Decide a questo punto di prendersi una pausa per capire quale sia il nuovo cammino da intraprendere, quello che possa mettere in evidenza la sua identità artistica.
Nel frattempo Laura Pausini sceglie due sue canzoni come singolo di lancio del Greatest Hits per i 20 anni di carriera e il primo singolo, “Limpido”, viene cantato da Laura con l’artista internazionale Kylie Minogue e diviene da subito una hit.

Alla fine del 2014 viene invitato dalla stessa Laura a duettare con lei sulle note del secondo singolo scritto insieme, “Dove Resto Solo Io”, durante la sua ultima data italiana nella suggestiva Arena di Verona.

Nel frattempo come autore scrive anche con Elisa per Francesca Michielin, per Chiara Galiazzo e, insieme ad altri autori, “Rimani tu” l’ultimo singolo di successo di Raf e per ultimo “Weird” insieme ad altri autori per Lorenzo Fragola.
Virginio inizia a viaggiare tra l’Italia e l’America, a New York dove scrive con autori come Andy Marvel (Jason Derulo e Celin Dion) e Dimitri Ehlirch (Moby e Westlife), ma anche Jesse Harris (Grammy per “Don’t know why” di Norah Jones) e San Francisco, dove lavora al suo nuovo progetto con la produzione di un maestro come Corrado Rustici.

Ad ottobre 2015 esce il suo nuovo singolo Hercules scritto a New York e che vede appunto la produzione artisticadi Corrado Rustici. Hercules è un brano pop dalle sfumature soul e dal sapore internazionale che risente delle atmosfere tipiche della musica made in USA. Virginio in questo brano racconta della forza e della tenacia che può avere una persona che ama, che si spinge anche nella tana del leone pur di lottare per quello in cui crede al punto di sentirsi più forte anche di Ercole, metafora in cui l’artista gioca nel titolo.
Cantare Hercules in inglese è stata una scelta naturale per Virginio perché è la lingua con la quale il brano è stato scritto e pensato.
Virginio attualmente continua il lavoro sul suo nuovo progetto che prevede altri viaggi negli Stati Uniti tra New York e San Francisco.

Lasciamo ora la parola a Virginio, con l’augurio di proseguire in questo meraviglioso percorso.


D: Come nasce la tua passione per la musica?
R: Quando avevo 3 anni giocavo in spiaggia a Sperlonga, il paesino dove è nata mia madre, e fingevo di cantare con i rami che il mare aveva trascinato a riva, come fossero microfoni. Diciamo che la mia storia con la musica non ha un inizio, tanto quanto so che non avrà mai una fine. È qualcosa da cui non posso prescindere.
D: Quando hai scoperto invece la tua abilità per quanto riguarda la scrittura dei testi delle canzoni? Ricordi la prima canzone che scrivesti?
R: Ho iniziato a scrivere a 13 anni, dopo le prime lezioni di pianoforte. Io volevo solo cantare, però mia madre mi “costringeva” a studiare il pianoforte. Non potrò mai ringraziarla abbastanza. La mia prima canzone l’ho scritta in una mansarda dove ci riunivamo con alcuni amici. Era in inglese, ero affascinato dal britpop e sono cresciuto con Coldplay e Radiohead.

D: Hai vinto la decima edizione del talent Amici. Cosa ricordi in merito a quello all’esperienza?
R: Beh, che è stata un’esperienza molto intensa. Insomma, mi ritrovavo lì, primo cantautore a vincere un talent, io che mai avrei pensato di poter affrontare una sfida tanto grande, da timido quale sono.

D: Quanto la partecipazione al talent show e la conseguente vincita hanno cambiato la tua vita?
R: Mi hanno permesso di avere un vero pubblico, più vasto, che ascoltasse le mie canzoni. Per me contava solo quello e Maria si è incuriosita sentendo le cose che scrivevo. È sempre stata molto attenta verso chi scrive.

D: Attualmente scrivi molto anche per altri interpreti tra cui Laura Pausini, Francesca Michielin, Chiara Galiazzo e altri cantautori come Lorenzo Fragola. Qual è la differenza che percepisci nello scrivere per altri, o nello scrivere per te stesso?
R: Quando scrivo per me sono certamente più libero di sperimentare, come ho fatto con “Hercules”. Gli altri artisti hanno i loro stili ed è divertente reinterpretare un mondo magari non tuo. Ho sempre scritto per artisti che stimo e che hanno qualcosa che davvero mi colpisce. Non potrei fare altrimenti.

D: Da dove nascono le idee per la scrittura dei testi delle tue canzoni?
R:Sono uno che soffre tanto nella vita di tutti i giorni. Mi sento spesso fuori luogo, diverso, nonostante poi sia in grado di catturare l’attenzione con l’ironia e il sarcasmo (mi piace molto ridere con gli amici). Però certamente questa componente fa parte della mia storia e le cose che vivo sulla mia pelle le riporto nelle canzoni. La musica non vale niente senza la verità.

D: C’è un artista per il quale ti piacerebbe scrivere una canzone? C’è un artista con il quale invece ti piacerebbe interpretare una canzone?
R: Ce ne sono tanti. Giuro, non voglio passare per diplomatico, ma sono davvero tanti.

D: C’è un album o qualche singolo nel cassetto? Puoi rivelarci qualcosa?
R: Sono a lavoro sul mio nuovo progetto e ho rivoluzionato un po’ tutto. In fondo siamo artisti e dobbiamo permetterci di cambiare. Ma ho sentito la necessità, dopo tante sperimentazioni come “Hercules”, di raccontarmi in italiano e con il mio modo, forse anche molto simile al mio primo album. Chi ha amato quelle canzoni, amerà anche queste, seppur con un vestito diverso.

D: C’è un tema che non hai ancora trattato che in futuro ti piacerebbe fosse tema centrale di una tua canzone?
R: Si e spero di poterne parlare presto, ma non voglio svelare nulla ancora.

D: Quali sono i tuoi futuri progetti?
R:Ho scritto tanto in questi ultimi due anni in particolar modo e sono felice di iniziare a raccogliere quei frutti. Usciranno dei progetti nel futuro immediato, ma anche altri più avanti, che non avrei mai sognato potessero accadere!

Ringraziamo Virginio per la sua collaborazione e per il tempo che ci ha donato, augurandogli di continuare a sorprenderci e a sorprendersi.


Intervista realizzata da Manuela Ratti

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