Victoria Sanchez – Vivere l’arte

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Direttrice d’orchestra

Sito Web: Victoria Sanchez

Facebook: Victoria Sanchez

Victoria SanchezOrchestra Conductor from Venezuela

 

Victoria Sanchez ha studiato piano al conservatorio di musica Simon Bolivar e una sera, non ha potuto fare a meno di ascoltare la poderosa forza dei suoni degli strumenti che si è trasformata nella sua passione più grande: l’orchestra.

Stavano provando la Sinfonia numero uno “Titan” di Gustav Mahler e ad un tratto ha capito che lo avrebbe fatto per il resto della vita. Da lì in poi ogni passo che ha fatto, era focalizzato in quella che è una delle carriera più meravigliose per lei, e quel giorno ha deciso di diventare direttrice d’orchestra.

Ha iniziato i suoi studi musicali all’età di 9 anni, frequentando “El Sistema Nacional de Orquestas y Coros Juveniles e Infantles de Venezuela” ed è cresciuta in uno dei progetti più trascendenti musicalmente e socialmente a scala mondiale,  per il quale avverte un profondo orgoglio. Nulla sarebbe stato possibile senza l’appoggio del suo distinto Maestro Josè Antonio Abreu.

La sua vita musicale all’interno del Sistema ha subito varie fasi; accademicamente ha avuto il privilegio di frequentare corsi con straordinari maestri di direzione, coro, musica da camera, composizione, piano, pratica orchestrale, musica venezuelana. Attualmente è al comando del Nucleo La Vega, Fondazione Carlos Delfino, dove unisce l’area manageriale, alla direzione musicale e la docenza.

Come pianista, ha fatto parte dell’orchestra Sinfonica Simon Bolivar de Venezuala, La sinfonica de Caracas e la Sinfonica Teresa Carreño, che le ha presentato nei più bei scenari europei e asiatici, essendo diretta da personalità come Gustavo Dudamel, Josè Antonio Abreu e Simon Rattle.

Nel 2009 ha conosciuto quello che poi è diventato il suo maestro di direzione e di vita: Eduardo Marturet. È avvenuto una mattina di un 19 aprile quando si è indirizzata verso un complesso cammino per la direzione orchestrale. Prima di lavorare come sua assistente del montaggio di numerosi concerti della sinfonica Simón Bolívar, Caracas e Teresa Carreño, ha anche avuto la possibilità di partecipare insieme a lui, alle registrazioni dei dischi “Après un Rêve”, “Salut d’Amour”,” Oblivion” e prendere parte all’edizione del CD “An Evening in Vienna – LIVE!” dell’orchestra sinfonica di Miami. Essere direttrice di orchestra è stata sempre un’avventura nella sua vita. Con la sua bacchetta, ha rincorso gran parte del territorio nazionale, lavorando con persone di diverse tendenza ed età; ciò l’ha condotta ad una esperienza inestimabile al momento di realizzare il montaggio di vari concerti.

Nel 2013, ha vissuto una esperienza che ha ampliato completamente la sua prospettiva dell’arte. E’ stato quando, come assistente per la direzione al Maestro Marturet, ha partecipato al Musical “Chicago”. Per la prima volta non si trattava solamente di un’orchestra sinfonica, in questo caso ha diretto la “Simón Bolívar Big Band Jazz”. Da lavorare solamente con musicista, si è ritrovata con una squadra infinitamente talentuosa di ballerini, cantanti, gente per luci e audio, coreografi e molto altro. Questo l’ha portata a iniziare un percorso di auto esplorazione attraverso il teatro, dal quale ha avuto l’assoluta certezza di poter diventare Direttrice d’orchestra. Ha partecipato alle opere “La vida es un bolero”, “Sin Palabras y Desencuetros”. Attualmente fa parte del libro “Direttori del Venezuela”, realizza studi di Tecniche Superiori di specializzazione attorale con il maestro Dimas González, integra il cast al Teatro Itinerante del Venezuela ed è profondamente onorata di essere riconosciuta per promuovere la figura della donna della musica. Si gode il cammino, coltiva in sé l’amore e costruisce il suo mondo.

Lasciamo la parola a Victoria Sanchez, con l’augurio di proseguire in questo meraviglioso percorso.


D: Ciao Victoria! Ti sei formata all’interno di El Sistema. Racconta a Kosmo Magazine di cosa si tratta. 
R: Per me El Sistema è una famiglia, un insieme di passione, disciplina, musica e amore. Durante la mia vita ho passato più ore in sala prove che a casa! Qui hai l’opportunità di cominciare a vivere questa straordinaria arte già in tenera età, così un giovane musicista ha una marcia in più per la sua carriera, soprattutto per aver vissuto l’esperienza di fare musica di alta qualità non solo individualmente, ma anche insieme con i compagni dell’orchestra sinfonica, ensambles e cori. Tecnicamente, El Sistema Nazionale di Orchestre e Cori Giovanili e Infantili del Venezuela è un’istituzione che promuove l’inclusione sociale attraverso programmi di educazione musicale. Questo progetto nacque a Caracas nel 1975, fondato dal Maestro José Antonio Abreu. Non si limita solo alla formazione intellettuale, ma si spinge oltre, soffermandosi sullo sviluppo completo di una persona, coltivando la sensibilità e il potenziale che tutti i bambini, bambine e giovani del mondo possiedono, aiutandosi con l’arte più sublime, la musica. E’ un progetto del quale sono totalmente innamorata! Da poco ho avuto un incarico amministrativo come direttrice di uno dei nuclei di questa istituzione, così in qualche modo gestisco un’altra orchestra che comprende segretarie, coordinatrici, assistenti, etc. E’ molto interessante stabilire questa connessione tra la direzione dal podio dell’orchestra e il personale d’ufficio di cui ho la responsabilità.

D: Quando hai iniziato a far parte de El Sistema?
R: Curiosamente a 14 anni d’età. Dico curiosamente perché in generale i bambini de El Sistema arrivano molto prima. Io però studiavo musica in un’altra scuola già dai 4 anni e quando approdai in questa grande famiglia mi sentii come a casa; inoltre conobbi quello che diventò il mio Maestro di musica e di vita, Eduardo Marturet, direttore della Miami Symphony Orchestra.

D: Come hai capito che la direzione d’orchestra era la tua passione?
R: Studiavo pianoforte al Conservatorio di Musica Simón Bolivar, uno dei centri di formazione accademica de El Sistema a Caracas, la mia città natale; un pomeriggio non potetti evitare di sentire la forza poderosa dei suoni dello strumento che diventerà poi la mia maggior passione: l’orchestra! Stavano provando la sinfonia numero uno “The Titan” di Gustav Mahler e seppi subito che avrei voluto far questo per il resto della mia vita. Da allora ogni passo che faccio è incentrato in quella che per me è una delle carriere più belle: quel giorno decisi di essere direttrice d’orchestra.

D: Com è per una donna ricoprire questo ruolo?
R: E’ una sfida: mi sono preparata, ho studiato sodo, mi sono recata nella città dove si svolgeva il corso per direttori d’orchestra, feci l’audizione e alla fine rimasi come alunna attiva. Può accadere di incontrare persone che ti giudicano o che credono di saperlo fare meglio, e forse è così, ma in quel momento sono io a stare sul podio! Bisogna imparare a superare con successo le situazioni che ci si presentano. Ognuno segue il suo percorso e nel mio caso la formazione va di pari passo con l’arricchimento spirituale, che è ciò che alla fine fa sì che quello che è scritto sullo spartito esca fuori al momento del concerto.

D: Qual è il repertorio che ami di più? 
R: Mi piace da morire Prokofiev, è pura goduria! Ma adoro anche Tchaikovsky e Mahler, la sincerità di Beethoven e il colore e il virtuosismo della musica venezuelana. Ovvio che ci siano grandi opere che mi commuovono nell’animo per la loro genialità e l’energia che sprigionano, ma ascolto di tutto, dal reggaetón al rock, sono una che si mette a ballare e cantare sola in casa mangiando cioccolata!

D: Perché secondo te la musica classica viene spesso snobbata dai giovani, e cosa si può fare per rimediare?
R: L’arte sarà sempre una delle arti più potenti dell’umanità e qui devo menzionare di nuovo El Sistema e la sua essenza: l’inclusione. Bisogna vivere l’arte: suonando insieme, possiamo capire che nelle differenze risiede la grandezza del pianeta e che la vera ricchezza sta dentro ognuno di noi. La magia che si sprigiona in un concerto non ha a che vedere con il colore della pelle, i vestiti che indossi, o il Paese in cui sei nato: è qualcosa che va molto oltre e fa parte del mistero della musica stessa, della speranza nell’umanità, di ciò che ci rende veramente infinito.

D: La musica ti ha fatto arrivare anche in Italia. Che ricordi hai?
R: Quando venni in Italia per la prima volta, come pianista dell’Orchestra Sinfonica Teresa Carreño al Festival di Ravello, pensai di volermi sposare lì, ah ah ah!

D: Qual è il tuo prossimo progetto? 
R: Credo profondamente nel potere trasformatore della musica. Lei è e sarà sempre il mio progetto di vita: la musica come strumento di pace. Continuerò a dar forza a El Sistema attraverso il nucleo dove lavoro, che si concentra sui bambini e ragazzi con scarse risorse. Ho in agenda diversi concerti in Venezuela e ho ricevuto interessanti proposte internazionali. Vorrei vivere l’esperienza da direttrice d’orchestra anche all’estero.

D: Un sogno? 
R: Che l’umanità risvegli dentro di sé una coscienza di pace attraverso l’arte. Vedere più ragazze direttrici d’orchestra, dirigere in tutto il mondo e continuare a conoscere persone meravigliose come tutta la squadra di Kosmo Magazine. Vi invito a visitare la mia pagina web www.directoradeorquesta.com e i miei profili social su Facebook, Instagram e Twitter (@victorialmas); potete anche iscrivervi al mio canale Youtube Victoria Sánchez. Grazie per avermi dato l’opportunità di stare con voi!


Ringraziamo Victoria Sanchez per la sua collaborazione e per il tempo che ci ha donato, augurandole di continuare a sorprenderci e a sorprendersi.

 

Intervista realizzata da Giulia Cucciarelli

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