Quando la favola diventa realtà
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9 agosto 2016
Le linee del silenzio
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Una nuova vita

 Dare nuova vita, nuova forma a oggetti e rapporti è un pensiero sempre meno diffuso. Si tende ad eliminare tutto. Tutto quello di cui un giorno si aveva bisogno, tutto ciò che si è guastato, non si aggiusta, non si ricuce più nulla, perché eliminare è forse più facile dell’impegno di ricostruire qualcosa. Creare qualcosa di nuovo, di bello, di speciale ed unico. Qualcosa che prima d’ora non si era mai visto. Si è così pigri a volte da non concentrarsi sulla bellezza delle cose, della loro lucentezza, ci si fossilizza su quelle piccole crepe che rovinano e si sceglie quindi la strada più semplice, ma non quella più giusta. Si deve avere la volontà di creare qualcosa di magico, qualcosa per cui vale la pena essersi sacrificati, qualcosa per cui vale la pena aver lottato. E’ difficile infatti far si che un pensiero diventi quello comune ma se si riesce a metterlo in pratica inizierà pian piano un processo di cambiamento. Perché si sa quando le cose sono facili non sono belle come quando lo si è desiderato ardentemente per tanto tempo e realizzato poi. E’ il desiderio così profondo che fa apprezzare maggiormente un traguardo. Un desiderio che con impegno è diventato uno scopo. Uno scopo che è diventato un pensiero comune.

La teoria dell’upcycling si basa proprio su questo fondamentale concetto. Uno scarto, una parte considerata inutile e priva di senso diventa parte integrante di un progetto rivoluzionario. E’ questo che Giada Cicale ideatrice e fondatrice del marchio Ecologina. Quest’ultima è un’azienda che attraverso lo scarto di aziende tessili da vita ad una linea di moda straordinaria ed assolutamente unica nel suo genere. Nascono dunque giacche realizzate con tessuti d’arredo, magliette, gonne patchwork e altro: le collezioni sono due all’anno costituite da cinque modelli ognuna. Prodotti che sono confezionati da piccole aziende, sarti o dalla stessa Giada. Pezzi riproducibili. L’altra innovazione consiste poi in un modello che viene creato attraverso l’utilizzo di abiti usati. Un’idea questa molto in voga attualmente soprattutto in settori come quello della moda e del design. Non solo Ecologina, ma anche trend dalla diffusione ben più ampia come il colosso del fashion low cost H&M che ha iniziato il suo percorso a piccoli passi con buoni sconto per la raccolta di abiti usati, arrivando a traguardi sempre più importanti come una vera e propria linea di abbigliamento creata con abiti riciclati. Non solo, è stato creato infatti un premio da un milione di dollari, il Global Change Award, volto alla ricerca di proposte innovative in grado di salvaguardare le risorse naturali del pianeta e trasformare gli abiti usati in nuovi capi. Dare nuova vita. Vita ad oggetti, creando un’economia circolare che non si ferma mai, non c’è limite alla creazione. “Perché non sprecare non significa solo riciclaggio ma anche re-design”, questo il commento di Fabio Terragni, amministratore delegato di Alchema, società che crea soluzioni semplici e alla portata di mercati ben più complessi che ha organizzato l’evento “Milano capitale europea dell’economia circolare”. Vita che non si ferma, sogni sempre più grandi, progetti sempre più ambiziosi, realtà alla portata di mano di tutti, realtà che diventano condivise, concrete e tangibili. Nuove vie, nuove speranze, nuove realtà. Una nuova proposta è prevista per il 2016 dalle fondatrici di Orange Fiber, Adriana Santanocito ed Erika Arena, che prevede un’idea totalmente originale cioè quella di realizzare dei tessuti con gli agrumi. Un cosmetotessile in grado di rilasciare i principi attivi e i vantaggi rilasciati da un agrume.

Idee concrete che permettono di capire quanto sia importante dare una seconda opportunità, una seconda vita, un oggetto che attraverso il potere della creazione può rinascere ancora più bello.


Articolo realizzato da Manuela Ratti

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