Trankida – Raccontarsi e raccontarci

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Cantautore

Sito Web: Trankida
Facebook: 
Trankida


Trankida è il nome d’arte di Gabriele Tranchida, cantautore dal carattere funky amante della soul musica.

È proprio questo che si percepisce dalle note che produce: un mix di sensazioni che vengono fuori in modo improvviso e, soprattutto, istintivo. Freschezza, spontaneità, raccontare di sé e anche di tutti noi. Raccontarsi e raccontarci. La sua voce calda e melodica lo accompagna sin da bambino, condividendo la passione per la musica dall’età di 10-11 anni insieme ad un amico chitarrista. Trasportato dalla voglia di far musica, nel 2002 comincia a studiare canto, influenzato dalla scena musicale più importante degli anni ’90 e dallo stile pop americano che diventa subito il suo riferimento. Dal 2004, con diverse compagnie amatoriali, porta in scena, nelle sagre e nei teatri della sua città, diversi musical tra cui il Notre dame de Paris, Romeo e Giulietta, Moulin Rouge, Fame e altri classici del panorama internazionale. In questi anni Trankida matura la consapevolezza di voler seguire definitivamente lo stile americano. E’ il 2007 l’anno in cui inizia a percorrere la strada del piano bar proponendo brani di grandi artisti come Michael Jackson, George Benson, Stevie Wonder, Luther Vandross, in alcuni locali modenesi. Nello stesso anno diventa parte integrante di un coro gospel ed è proprio tra le tante belle voci che emergerà anche la voce solista di TranKida. Questa esperienza lo porterà, nel 2008, alla pubblicazione di un album gospel. Nel 2009 Trankida inizia una nuova e sana collaborazione costante con il mondo commerciale, ovvero produzione di cantati per sigle e spot radio/tv. Continua, in parallelo, a scrivere tante nuove canzoni ispirate dalle sue esperienze.

Lasciamo la parola a Trankida, con l’augurio di proseguire in questo meraviglioso percorso.


D: Come nasce la tua passione per il canto?
R: In modo naturale. Da piccolo mi piaceva sempre cantare dietro alle canzoni e poi, intorno agli 11 anni, ho iniziato a scrivere pezzi demenziali insieme a un amico chitarrista. Lasciamo la parola a Trankida, con l’augurio di proseguire in questo meraviglioso percorso.

D: Quali sono i musicisti o cantanti per te fonte di ispirazione?
R: Ce ne sono stati un po’ ma, li riduco a due. I più importanti per me sono stati: Stevie Wonder ed Alex Baroni.

D: Come si definisce Trankida nel mondo musicale per chi ancora non lo conosce? Quali credi siano gli elementi che caratterizzano il tuo genere?
R: Sono eclettico. Mi piacciono tutti i generi musicali e sarei felice di cimentarmi in cose diverse. La sperimentazione musicale e l’eclettismo artistico sono elementi fondamentali per riuscire in ciò che si vuole fare.

D: Il tuo ultimo album si intitola “Com’è”. Quanto di te è racchiuso in questo album, quanto può essere definito autobiografico?
R: È interamente autobiografico e ci ho messo tutto me stesso, particolarmente nelle storie in cui ho sofferto.

D: Qual è la canzone presente all’interno dell’album che maggiormente ti rappresenta? Perché?
R: La canzone alla quale tengo di più è “Com’è”. Parla di una richiesta d’attenzione nel rapporto che però non arriverà mai.

D: Cosa vorresti la gente comprendesse di te attraverso la tua musica?
R: La passione e la verità di ciò che scrivo.

D: Come si definisce Trankida, invece, nella vita di tutti i giorni?
R: Solare, contraddittorio, libertino ma non troppo, solitario, nervoso, vero.

D: Qual è la tua maggior ambizione in campo musicale?
R: Scrivere per guarirmi e avere i consensi di chi mi ascolta.

D: Quali sono secondo te le caratteristiche che una canzone deve avere per arrivare al cuore della gente?
R: Deve raccontare qualcosa di forte e vero e deve essere stato vissuto da chi l’ascolta o deve almeno dare la spinta a vivere quel qualcosa.

D: Quali sono i tuoi futuri progetti?
R: Per essere aggiornati, è possibile visitare il sito internet “www.trankida.it” o la pagina Facebook “Trankida”.

Ringraziamo Trankida per la sua collaborazione e per il tempo che ci ha donato, augurandogli di continuare a sorprenderci e a sorprendersi.


Recensione a cura di Stefania Meneghella
Intervista realizzata da Manuela Ratti

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