Tiso- Suggestioni provenienti dal passato

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Cantante

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Capita molte volte che un odore, una percezione, ci riporti ad un ricordo del passato, qualcosa di lontano, che però ci ha attraversato. Tutto quello che si è lo si deve anche a ciò che si è vissuto in un tempo che sembra ormai distante e a tratti sbiadito, ma che nel nostro cuore è rimasto vivido e ben impresso. Per questo momento quando riviviamo qualcosa che suscita in noi una sensazione che ci piacerebbe rivivere, questo ci aiuta anche ad apprezzare ancor di più ciò che poi abbiamo ottenuto nel corso del tempo. Oggi conosceremo Tiso che ci presenta il suo ultimo singolo “La febbre dell’oro”. Tiso è il nome d’arte per Michele Tiso, è un musicista comasco adottato da Bologna. Classe 1992, esordisce nel 2012 con un album di brani originali dalle tinte folk intitolato Zahir, pubblicato per un piccolo editore della città di Como. Nello stesso tempo si avvicina al mondo del cantautorato italiano e partecipa con altri artisti alla realizzazione di un album cover di Storia di un impiegato di Fabrizio de André con la reinterpretazione di Canzone del padre (In anticipo sul vostro stupore, L’Atlantide, 2013). Dopo essersi trasferito a Bologna e aver realizzato il videoclip del singolo Harrison Ford grazie alla vincita di un concorso fortuito, mette insieme una piccola band con la quale registra l’epVergine in Gemelli, che permetterà loro di accedere alle finali dell’Arezzo Wave Festival 2015. In seguito decide di fare un reboot del progetto solista, sotto il nome semplicemente di TISO, che vede la luce nell’aprile 2018 con il doppio singolo 45 Giri. Autoprodotta e senza alcun tipo di promozione, questa uscita gli vale la targa SIAE Miglior Autore 2018 al concorso Genova Per Voi di Universal Music Publishing, nonché la possibilità di esibirsi a Casa SIAE di Sanremo e al Teatro della Filarmonica di Macerata in occasione delle semifinali rispettivamente del Premio Fabrizio De André e di Musicultura 2019.  Il 2020 apre a una collaborazione in team col producer MyBestFault. I due pubblicano a giugno la prima canzone, Timeout, realizzata a distanza durante il lockdown, che viene inserita nella playlist Scuola Indie di Spotify.

Lasciamo ora la parola a Tiso con l’augurio di proseguire in questo meraviglioso percorso.

 

 D: Come nasce la passione per la musica?

R:Una volta da piccolo ho scoperto i vinili di mio padre sepolti in soffitta, ne ho messo su uno a caso dopo aver scoperto come fare, e da quel momento non sono più riuscito a smettere. Avrei imparato solo più tardi che quello era il White Album dei Beatles.

D: Qual è il ricordo più bello che ti lega alla musica?
R: Indubbiamente l’ultimo concerto della carriera di Guccini a Bologna nel momento in cui ha cantato “Bologna” quasi senza voce.

D: Quanto la musica credi ti abbia cambiato?

R:Chiedilo al me dell’universo parallelo in cui non ho mai ascoltato i Beatles, magari lui è migliore chissà.

D: Quanto credi la tua musica, invece, sia cambiata grazie al tempo e alle esperienze?
R:La musica che faccio cambia con me, ma non saprei dirti quanto, sono sempre uguale e sempre diverso, cerco di tenere il passo con questa contraddizione.

D: Il tuo ultimo singolo si intitola “La febbre dell’oro”. Come mai hai scelto attraverso questo brano di raccontare del passato?
R:Questa canzone non parla del passato, parla della nostalgia del presente. I riferimenti al passato servono solo a me per tentare di esprimere il sentimento incomunicabile di cui parlo. O meglio non parlo.

D: Qual è il messaggio che vorresti trasmettere attraverso questo brano?
R:Se avessi saputo risponderti non avrei avuto bisogno di scriverci una canzone. Ma io cerco sensazioni, suggestioni, non messaggi.

D:  Quanto pensi sia cambiato anche il modo di concepire la musica dal periodo che racconti nel tuo pezzo?
R:Se intendi il periodo dei riferimenti che ci sono nel pezzo, cioè anni ‘80 e ‘90, credo non cambi niente. Certo, cambiano i mezzi, siamo tutti più comodi e limitati facendoci cullare da un bell’algoritmo che impara i nostri gusti per presentarci sempre cose simili, e ci fa dimenticare il gusto della scoperta, del diverso. Ma la musica non c’entra, sopravvivrà a tutto questo, a tutti noi e alle nostre piccolezze così umane.

D: C’è un’esperienza in ambito musicale che ti piacerebbe compiere?

R: Mi piacerebbe poter riascoltare le mie canzoni dopo che sono uscite senza volerle bruciare entro i primi trenta secondi.

D:Quali sono i tuoi futuri progetti?

R: Io ho questa fissa, che il futuro non esista e non abbia senso fare progetti. E comunque se mai mi capita di farli poi li cambio subito.


Ringraziamo Tiso per la sua collaborazione e per il tempo che ci ha donato, augurandogli di continuare a sorprenderci e a sorprendersi.

 

Intervista realizzata da Manuela Ratti

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