Think About It – Voci in un’unica anima

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Gruppo musicale

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Comunicato stampa: “In Secondo Piano”


Think About It - Voci in un'unica anima



Think About It – Cortese

Un insieme di voci forma un’unica anima; corpi diversi e un solo cuore, mani unite e un solo abbraccio, respiri in un’unica aria. La musica.
La musica è questo, a volte; la musica è insieme di parole, restare uniti, trasformare i propri occhi in note, diventare; diventare è il sogno di voci che si fondono in una sola, il sogno di essere insieme, il sogno di essere vivi.

Oggi, sono nostri protagonisti cinque voci in un’unica anima: loro sono i Think About It, un collettivo Hip Hop nato a Bari nel 2013 con l’intento di fondere il genere principale alle radici personali di ognuno dei componenti e all’esperienza live di puro stampo Nu-Jazz/Soul. Utilizzando un genere completamente innovativo e fresco, il gruppo riesce ad unire parole ad un suono musicale che, quasi come un eco, lascia una scia di note nell’aria, trasmettendo vortici di pensieri ed emozioni a chi ascolta.
Dopo la loro nascita, da subito iniziano a prendere fiducia con il palco partecipando a numerosi contest come il Locus Talent 2014 di Locorotondo che permetterà loro di esibirsi al Meeting Delle Etichette Indipendenti dello stesso anno. A giugno del 2014 pubblicano in maniera totalmente autoprodotta il loro primo Ep, dal titolo “Sulle Grate”. I numerosi cambi di Line-Up avvenuti nel corso degli anni rendono i Think About It un collettivo più che una band vera e propria: una Crew unita dalla stessa idea e dalla stessa voglia di fare al servizio della musica.
Il loro primo LP, dal titolo “In Secondo Piano” è pubblicato il 6 Maggio 2016 per Playbrown/Self.

A voi la lettura delle loro parole, che ci spiegheranno il loro modo tutto speciale di unire voci in un’unica anima.


D: Come avete fatto a far confluire sei mentalità e personalità diverse? Cosa vi ha aiutato ad essere uniti nonostante le divergenze o difficoltà che possono sorgere?
R: La chiave della nostra coesione è la voglia di mettere tutto a servizio della musica, accantonando spesso l’orgoglio personale a beneficio di una visione di insieme più ampia e giusta. Le divergenze di carattere artistico ci sono, ma fino a quando la voglia di fare e di esprimerci al meglio ci sarà, nessuna montagna sarà troppo alta!

D: Quali sono gli artisti dai quali avete tratto ispirazione per la stesura del vostro ultimo album “In secondo piano”? Qual è stato il riscontro ottenuto dal pubblico nei confronti di questo vostro ultimo lavoro?
R: Gli artisti che hanno contribuito al pensiero dell’album sono sicuramente Robert Glasper, Kendrick Lamar e J Cole per quanto riguarda la parte prettamente Hip Hop, mentre dal punto di vista elettronico artisti come Shlohmo, Flume e 20syl hanno influenzato particolarmente i suoni e le produzioni. Il responso ricevuto dal pubblico è stato molto interessante, sapevamo di avere in mano un album non proprio facile da digerire, ma la nostra fanbase si sta allargando e non potremmo esserne più felici.

D: C’è una traccia all’interno di questo album che maggiormente vi riflette? Se si quale?
R: Tutte le tracce dell’album ci appartengono, anche perché è stato un progetto molto articolato sviluppatosi in due anni che ci ha dato modo di perfezionare al millimetro tutti i brani del nostro repertorio. Se dovessimo scegliere la traccia chiave del disco sarebbe sicuramente la Titletrack, In Secondo Piano , in quanto chiave di volta di tutto il concept e riassunto delle nostre sonorità dal principio ad oggi.

D: Come pensate voi e il vostro cammino all’interno siano cambiati dall’inizio del vostro percorso nel mondo della musica?
R: Come in ogni ambito, dal principio fino ad adesso abbiamo sviluppato una discreta professionalità; affrontiamo gli impegni e le scadenze con più determinazione, prendendo la questione musicale come un vero e proprio lavoro perché vogliamo che lo diventi a tutti gli effetti. D’altra parte però, non ci lasciamo mai abbandonare dal brio e dalla spensieratezza, anche un pizzico naive, che ci accompagna dall’inizio di questo progetto. Siamo sicuri che un mix di questi due lati sia il sunto perfetto per un cammino lungo e proficuo.

D: Quale credete sia il segreto che vi ha portato a raggiungere traguardi così importanti a distanza di pochissimo tempo?
R: Pensiamo che il segreto siano gli errori che abbiamo fatto e continueremo a fare durante il nostro percorso. Per quanto paradossale potrebbe sembrare, le lacune e le mancanze sono lenti di ingrandimento sulla traiettoria che si compie per raggiungere un determinato obiettivo e se tutto fosse andato “bene” dalla nostra prima Jam Session, probabilmente non saremmo qui a parlarvi!

D: Attualmente siete impegnati con la promozione del vostro ultimo disco. Tra le tante tappe effettuate qual è quella che ricordate con più affetto? Perché?
R: Le date che ricordiamo con piacere sono quella di apertura al Demodè Club di Modugno (BA) e la tappa allo ZioLive Club di Carlo Forti a Milano. Sono stati due concerti che ci hanno fatto capire le nostre potenzialità sotto due punti di vista: al Demodè abbiamo giocato in casa e tutto il pubblico che ci ha sempre seguito ed è accorso in massa per dimostrarci tutto l’affetto di cui avevamo bisogno; a Milano è stata la nostra prima grande trasferta e abbiamo capito che anche in posti dove siamo meno noti la nostra musica ha tutte le carte in regola per essere recepita nel migliore dei modi. Una menzione particolare per la disponibilità e gentilezza di Carlo Forti, un vero professionista del settore, che ha saputo creare un’atmosfera unica all’interno del suo locale che vi consigliamo se siete di passaggio in quel di Milano!

D: Riuscireste mai ad immaginare la vostra vita senza la vostra musica?
R: Facciamo fatica ad immaginare la nostra vita con la musica, figuratevi senza!

D: Qual è il sogno più grande che vi piacerebbe realizzare in questo campo?
R: Abbiamo la saggia abitudine di sognare coi piedi per terra e di far diventare le nostre ambizioni obiettivi concreti, quindi siamo del pensiero che il sogno più grande per ora sia continuare a viaggiare e a far viaggiare con la nostra musica, regalare emozioni positive.

D: Quali sono i progetti che vi vedranno impegnati in futuro?
R: Siamo attualmente in Tour e tra poco riusciremo a calcare palchi importanti quali il Farm Festival, il Senti e Vedi Come Suona in apertura a Ghemon e il chiacchieratissimo Cellamare Music Festival! Ci sentirete un sacco!

D: Raccontateci un aneddoto o un episodio divertente legato ad una delle vostre esibizioni o avvenuto fuori dai palcoscenici
R: Dovremmo fare un’intervista a parte! Vi racconteremo questo: un anno fa stavamo suonando in una location bellissima, quella del Call From Woodstock di Acquaviva delle Fonti (BA) e la situazione era molto varia, con concerti, installazioni artistiche, banchetti, tutto in una campagna enorme che faceva da cornice. Durante la nostra esibizione, un gruppo di ragazzi stava giocando con degli aquiloni giganti , c’era molto vento ed erano molto vicini a noi, sempre più vicini a noi, pericolosamente vicini a noi e……avete presente Matrix? Microfono in mano,Elerbagì, la nostra voce, schiva uno di questi che si era precipitato sul palco con una mossa che avrebbe fatto arrossire Keanu Reeves. Momenti di panico iniziali sono stati sommersi da una grossa risata prima che il concerto continuasse come se nulla fosse accaduto. MAI PIU’ AQUILONI AI CONCERTI DEI THINK ABOUT IT! Grazie mille per l’intervista, seguiteci sui social e a presto!


Ringraziamo i Think About It per la collaborazione, augurando loro di continuare a regalare emozioni potitive attraverso la loro musica.

Recensione a cura di Stefania Meneghella
Intervista realizzata da Manuela Ratti
Pubblicazione a cura di Roberta Giancaspro

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