Gianluca Volpe - Musica che salva - Copia
Gianluca Volpe – Musica che salva
18 agosto 2016
Speranza: la luce della vita
Speranza: la luce della vita
18 agosto 2016

Soprano

Website: Teresa Sparaco




Ennio Morricone – C’era una volta il West

Shubert – Ave Maria


C’è una voce, che compare all’alba per poi persistere in tutta la nostra esistenza. E’ la voce che continua a farci credere, a farci sognare. Non la incontriamo mentre camminiamo per le strade, alla ricerca di chi potrebbe farci sentire meglio. Esiste e basta; esiste quando camminiamo per le strade, convinti di non essere abbastanza, di non essere mai chi avevamo sperato. Perché è proprio quando perdiamo le speranze che compare questa voce. Non ha luoghi, non ha case; ha solo un cuore. Quando il mondo sembra svanire improvvisamente, udiamo una voce dal nostro interno che ci sussurra la strada da seguire. Non ci resta allora che restare in silenzio e ascoltare; potranno apparirci migliori i giorni, realizzati i sogni, compiuti i pensieri, ma la voce del cuore ci sarà sempre. Smetterà di tacere solo quando avremo il coraggio di prendere tra le mani quel cuore e mostrarlo a chi ci è vicino. Da questo desiderio, nasce la musica; sorge nel cuore per poi crescere nella voce in cui ci rifugiamo quando qualcuno ci guarda e sorride. E cantiamo. Cantiamo con la voce che è sempre stata in noi, e che ora è tra le mani di qualcun altro.


Teresa Sparaco - La voce del cuoreTra le nostre mani oggi c’è la voce di Teresa Sparaco, nata a Caserta, amante della musica da sempre. Invogliata da suo padre, Antimo Sparaco, bassista elettrico di un gruppo musicale amatoriale, Teresa decide di studiare musica presso professori privati, studi che la porteranno in seguito a cambiare vari cori, a conoscere professionisti e a partecipare all’audizione presso il Principe Luigi Giordano Orsini, tenore del San Carlo di Napoli che, estasiato e soddisfatto della voce del soprano, decide di darle lezioni di canto lirico. Teresa partecipa a concorsi nazionali e internazionali, tra cui il Concorso Caruso, il Concorso Amici della Musica, Concorso Tebaldi, Concorso G. Bruno. Nel suo percorso lirico, è stata ospite in concerti nei teatri ed eventi, e particolarmente nella rete televisiva Set Tv in Marina Camerata. Partecipa con un finale a sorpresa allo spettacolo del “Gran Concerto di Capodanno”, organizzato dalla Pro Loco Vallata, inPiedimonte Matese, esibendosi con la East European Philarmonic Orchestra diretta dal Maestro americano Robert Gutter, con un’interpretazione tratta dall’Opera lirica “La Traviata” di Verdi. Dotata di una voce particolare, la Sparaco è definita soprano drammatico, avendo un timbro di voce scuro, con alcune zone opache e aspre. La sua arte è infatti fondata su forti contrasti, durante i quali le note si presentano in modo preponderante, ponendo la sua voce al centro dell’intero palco.

Ora lasciamo la parola a Teresa, che ci regalerà attimi di voce, augurandole di poter sempre continuare in questo percorso fatto di cuori.


D: Come nasce la tua passione per la musica?
R: Probabilmente era scritto nel mio destino che diventassi una cantante, ma devo ammettere che con molta umiltà, ce l’ho messa tutta. Canto da quando sono nata. A otto anni ho avuto la fortuna di far parte, nella mia parrocchia, del coro, impegnando in maniera sana il mio tempo libero. Dal momento in cui il direttore del coro ha constatato che il mio canto era da solista, sono diventata la prima voce; da allora il canto è la mia più grande passione e mi impegno con tutte le mie risorse.

D: Quali sono le motivazioni che ti hanno spinto a scegliere il tuo stile canoro?
R: Il concetto della mia motivazione sono stati: l’istinto, il bisogno e la pulsione verso questo genere musicale. A sollecitarmi è stata la mia musa ispiratrice tramite i suoi dischi: Maria Callas. Lei mi ha spinto alla meta, allo scopo e incentivo di studiare e perfezionare nella lirica. L’obiettivo che mi continua ad identificare nella realtà è la figura di mio padre che è stato un musicista, ormai in pensione; mi dà un motivo e una finalità dell’esistenza nel campo lirico.

D: Quali sono le esperienze per te più importanti compiute in questo campo?
R: Ogni concerto, ogni teatro calpestato, ogni maestro conosciuto, ogni musicista conosciuto, ogni città visitata mi hanno portato a nuove esperienze.

D: C’è un’opera teatrale in particolare che ti ha trasmesso qualcosa di ancora più emozionante rispetto alle altre?
R: Si l’opera teatrale è la ” Tosca” di Puccini, nella quale mi immedesimo bene nella parte del personaggio.

D: Quali pensi siano le caratteristiche che differenziano te che canti questo genere ad un altro artista esperto in un altro stile?
R: La musica lirica si presenta, a differenza di altri generi, come un genere musicale teatrale, dove alla musica e alla voce si abbina anche la recitazione. Ogni forma di musica vocale e strumentale è caratterizzata da una propria struttura e parametri e questo è visibile soprattutto nei musicisti blues e quelli jazz.

D: Pensi sia stato difficile affermarsi in un contesto come quello italiano con il tuo genere? Quali sono stati i tuoi passi?
R: Si, soprattutto per una donna. Sono una donna molto forte, e non mi faccio prendere in giro da nessuno, non ho mai permesso a nessuno di mettersi tra me e la musica. È dura la vita di un cantante, ma non puoi farla senza passione e amore, non quello della vita, ma quello per la vita.

D: Cosa pensi la musica debba trasmettere a chi la ascolta?
R: Amo la rarefazione e l’essenzialità. Quando canto mi lascio andare ad un coinvolgimento emotivo che mi porta a sfiorare la note, a salire e scendere di voce perché sento la melodia. Non è da molto che porto la lirica e il bel canto napoletano in giro tra piazze e per la strada; voglio cantare con il popolo e dare emozioni, mi fa sentire felice.

D: Quali sono i tuoi futuri progetti?
R: Il mio progetto è già iniziato con il “Notalirica Ensemble “, un organico di maestri musicisti tutto al femminile e con loro ho molte cose da organizzare; le avevo anche prima, ma più si va avanti nella carriera e più scopro nuovi musicisti con talenti e virtuosismi che mi coinvolgono nel realizzare bene nuovi progetti.

D: Cosa pensi sia cambiato nella tua vita da quando hai intrapreso questo percorso?
R: Se osservo il mio quotidiano noto i cambiamenti, ma non voglio mai rinunciare a niente, anche se trascorro gran parte della mia giornata tra prove e studi di perfezionamento continui, ma fino a quando ho energia cerco di fare tutto. Sono sempre in movimento, prendo decisioni di lavoro e cerco di passare più tempo possibile insieme alla mia famiglia. Eppure quando finalmente vado a dormire, non mi sento stanca ma molto più carica di prima!

D: Cosa suggerisci a chi si vuole affermare come te in campo musicale?
R: Sento la lirica una ragione di vita e ho deciso di sostenerla anche in quegli spazi dove viene emarginata e con poca visibilità e considerazione. Suggerisco quindi che la vita di un cantante, nel mio caso è dura, e tengo a precisare che non è un lavoro che puoi fare senza amore, ed io amo la musica.


Ringraziamo Teresa per la collaborazione, sperando possa continuare a regalarci ancora tante emozioni.

Recensione a cura di Stefania Meneghella
Intervista realizzata da Manuela Ratti
Pubblicazione a cura di Roberta Giancaspro

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