Sugarpie & The Candymen – Anime soul

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Musicisti

Pagina FB: Sugarpie & The Canymen


Il potere della musica sta nel trasportarci attraverso i suoni in un altro mondo, facendoci compiere un viaggio con la nostra mente, questa è una caratteristica che contraddistingue i Sugarpie & The Candymen.
Cover

Gli Sugarpie & The Candymen nascono nel 2008, dall’incontro di cinque musicisti di Piacenza e Cremona che uniscono la loro comune passione per swing, gipsy jazz, blues, soul, pop e le armonie vocali, per dar vita ad una band: la sfida è sposare in modo originale tutti questi generi musicali.

Il quintetto è attualmente composto dalla cantante Miss “Sugarpie”, Lara Ferrari, e dai suoi Candymen: Jacopo Delfini (chitarra gipsy e armonie vocali), Renato Podestà (chitarra, banjo e armonie vocali), Roberto Lupo (batteria) e Claudio Ottaviano (contrabbasso). Fino all’inizio del 2016, la vocalist è stata Georgia Ciavatta.

Da subito il gruppo diventa il loro impegno a tempo pieno e comincia un’attività live intensissima, con centinaia di concerti nei principali jazz club in Italia ed Europa.

In questo primo periodo vengono così elaborati e consolidati sia il particolare sound del gruppo, sia il repertorio: il loro caleidoscopio musicale vede affiancati i Led Zeppelin a Django Reinhardt, i Beatles a Bessie Smith, Van Halen a Benny Goodman, i Guns & Roses a Ray Charles, i Queen a Peggy Lee, e moltissimi altri, vincendo la sfida che il gruppo si era prefissata.

Dal 2010 la band continua la sua evoluzione e propone anche brani originali, in italiano e in inglese, nel proprio stile. Da allora cominciano le esibizioni sui prestigiosi palchi dei festivals musicali di tutta Europa, oltre ad un breve tour negli Stati Uniti.

Nell’estate 2011 il gruppo partecipa all’AsconaJazz Festival e vince il premio del pubblico; il gruppo si aggiudica l’opportunita’ di calcare lo stesso palco nell’edizione successiva.

Vengono pubblicati tre album, per Irma Records, il primo, Sugarpie and the Candymen, nel 2009, il secondo, Swing’n’Roll, nel 2011, e il terzo, Waiting for the one, nel 2014.

Alcuni di questi brani sono stati lanciati come singoli e promossi sulle radio nazionali più importanti in Italia  ed in Svizzera . Nel dicembre 2011 l’esibizione live in diretta a Caterpillar, storico programma radiofonico su RadioRai2.

Per arricchire ulteriormente il sound, negli anni il gruppo ha avuto l’opportunità di collaborare in tour e in studio con diversi brillanti musicisti italiani e americani, fra i quali: Michael Supnick, Dean Zucchero, Paolo Tomelleri, Rudy Migliardi, Gregory Agid, Davide Ghidoni, Gianni di Benedetto e Mattia Cigalini.

Nell’estate 2014 il gruppo conosce il Maestro Renzo Arbore, all’Ascona Jazz Festival.
Nasce cosi’ una fruttuosa collaborazione artistica che porta Sugarpie & The Candymen sul palco del Concerto di Natale in Vaticano, del Cremona Jazz Festival , e alla trasmissione radiofonica Rock Files condotta da Ezio Guaitamacchi.

 Nel luglio 2015 la band viene invitata a Umbria Jazz e si esibisce in ben 20 concerti sul palco dei Giardini Carducci di Perugia. Il 12 Luglio, nella stracolma piazza IV Novembre di Perugia, partecipa a una puntata speciale della trasmissione Webnotte (Luglio 2015) e ha l’occasione di condividere nuovamente il palco con Renzo Arbore e, a sorpresa, Stefano Bollani. Nella stessa estate è anche band residente al festival Piano&Jazz di Ischia nell’inverno è a Umbria Jazz Winter.
Nel 2015, in occasione dell’Esposizione Universale a Milano, il gruppo ha l’occasione di esibirsi per Nutella, Varvello Farine e per la citta’ di Piacenza.

In ottobre e novembre la band partecipa a due prestigiosi programmi radiofonici quali Webnotte, condotto da Ernesto Assante e Gino Castaldo, e Radio2 Social Club, condotto da Luca Barbarossa, per presentare in anteprima il quarto album Let it swing, omaggio ai Beatles in chiave progressive swing.

Il 6 novembre 2015 esce Let it swing, dal quale viene estratto il primo singolo Come together in rotazione su diverse radio nazionali.

E’ in uscita il nuovo disco Cotton Candy Club, la quinta uscita discografica per Irma Records.

Lasciamo la parola agli Sugarpie & The Candyman, con l’augurio di proseguire in questo meraviglioso percorso.


D: Come nasce la tua passione per la musica?
R: La band nasce quasi 10 anni fa nel 2008, quando ci è stato chiesto di formare una band lontanamente simile a quella di ora, per dei matrimoni, il manager è poi sparito e ci siamo ritrovati senza lavoro. Abbiamo visto che è andata molto bene, e nel corso degli anni è cambiato lo stile. All’inizio del 2009 abbiamo iniziato a lavorare in un locale a Zurigo per una settimana tutti i mesi, potendo interfacciarci con vari tipi di pubblico. Questa esperienza è stata molto utile dal punto di vista formativo.

D: Come vi definireste a chi non ha ancora avuto la possibilità di ascoltarvi?
R: Quello dell’etichetta è sempre stato un nostro problema, perché è un concetto che tende a limitare. A noi piace definirci “progressive swing”, cioè ci rifacciamo ad uno stile che è lo swing degli anni 30/40 senza riadattarci alla forma un po’ ripetitiva. Il termine progressive è stato aggiunto per uno stile di musica molto più libero, che prende delle influenze dal rock n roll, fal progressive, dal rock e dal pop. Abbiamo riarrangiato pezzi storici della musica rock e pop in stile swing, ma i tempi e le atmosfere cambiano dall’originale.

D: Come mai avete dato questo nome alla vostra band?
R: In realtà è stata una specie di gioco, perché tanti gruppi degli anni 50 avevano un nome per il leader e uno per il gruppo. “Sugarpie and the candyman”, ci piaceva perché è un nome divertente perché richiama a qualcosa di scherzoso, eravamo più giovani e forse questo ha influito.

D: Com’è vivere in una band? Quali sono le dinamiche che si sono instaurate?
R: Sono le stesse che si creano all’interno di una famiglia. Quando si suona con una band facendo un centinaio di concerti all’anno, ci si ritrova con le stesse persone per anni, e le si conosce in ogni loro pregio o difetto, si crea un clima da famiglia allargata. Tra di noi abbiamo competenze diverse, e riusciamo a gestire anche autonomamente gli aspetti gestionali. Io ho lavorato per anni in uno studio di registrazione quindi l’aspetto più tecnico del registrare i dischi è sempre stato più di competenza mia, altri della band sono più bravi a parlare con i promoter e i gestori, altri ancora nell’utilizzo dei social network, riusciamo quindi a destreggiarci

D: Cosa ci dici in merito al vostro ultimo album intitolato “ Cotton candy club”?
R:  Il nuovo album è il primo con Lara alla voce, fino ad un anno e mezzo fa circa avevamo un’altra cantante, Giorgia, che salutiamo e che ora ha preso un’altra strada e non vive più in Italia.
Lara è una cantante bravissima e completamente diversa da quella precedente, e ciò ci ha permesso di cambiare direzione della nostra musica. Abbiamo fatto un disco più o meno sulla scia di quelli precedenti. Questo è il nostro quinto disco e la nostra idea è stata sempre quella di dividere pezzi originali e cover; in questo disco abbiamo puntato maggiormente su quelli originali dando sfogo alla nostra creatività. Ci sono nove inediti scritti un po’ da tutti noi, e sette cover riarrangiate. Siamo riusciti a fare un buon lavoro di produzione, registrando il pezzo in studio live e contemporaneamente abbiamo fatto un lavoro di post produzione pop, rispetto agli altri che hanno una sonorità più jazz. Siamo molto soddisfatti perché abbiamo realizzato qualcosa di simile ai precedenti lavori, ma con qualcosa di nuovo.

D: C’è una collaborazione che vi piacerebbe realizzare?
R:Penso che a chiunque tu ponga questa domanda nel gruppo ti darebbe una risposta diversa. Noi abbiamo la fortuna di collaborare con Renzo Arbore, nel suo disco che uscirà il 1 dicembre, ci siamo anche noi in due canzoni. Poi ci sono altre cose che bollono in pentola, ma non si dicono per scaramanzia. Abbiamo collaborato con tanti musicisti abbiamo avuto nei nostri dischi: un clarinettista di New Orleans, Rudi Migliardi che è stato per molto tempo trombonista di Paolo Conte, un bassista di New York, Mauro Negri uno dei migliori clarinettisti italiani. Non saprei farti il nome di un cantante, poiché essendo un gruppo vocale ci basiamo sulle armonie della voce. Se potessi fare la collaborazione dei sogni direi Campese se fosse ancora vivo, potendo registrare un disco con la sua orchestra. Sarebbe bello poter accompagnare i grandi, come ad esempio Brian Wilson.

D: Qual è il vostro sogno in ambito musicale?
R:Il nostro sogno ora è quello di far conoscere la nostra musica a più gente possibile, perché il nostro genere resta un po’ di nicchia, nonostante ci sia molta gente interessata, ma è difficile trovare spazi in cui farci vedere.

D: Come immagini la vostra carriera tra 10 anni?
R: Non saprei proprio. In questi dieci anni siamo cambiati molto. Credo di parlare a nome della band nel dire che ci vediamo ancora su un palco, crescendo e facendo musica sempre meglio.

D: Quali sono i tuoi futuri progetti?
R:Promuovere il nostro disco, fare una tournée nei club, è molto presto per pensare già ad un nuovo disco.


Ringraziamo gli Sugarpie & The Candyman per la sua collaborazione e per il tempo che ci ha donato, augurandogli di continuare a sorprenderci e a sorprendersi.

 

 

Intervista realizzata da Manuela Ratti

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