Spero Bongiolatti – Nel cuore una parola: Grazie!

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Abbiamo il piacere di avere di nuovo con noi Spero Bongiolatti, cantante noto in Italia e all’estero e grande amico di Kosmo Magazine.

Lasciamo la parola a Spero Bongiolatti con l’augurio di proseguire in questo meraviglioso percorso.

D:  Ciao Spero, sei di nuovo ospite di Kosmo Magazine, e per questo ti ringraziamo! Sono successe tante cose in questi due anni… tra cui l’uscita del tuo album! Ce ne vuoi parlare?

R: Ma sono io che ringrazio voi! Sì è vero, sono accadute molte cose, ho girato mezzo mondo cantando e portando in giro i miei spettacoli, e di questo non posso che andarne fiero! Tuttora sono in viaggio, dopodomani dovrò cantare a Tenerife, grazie a Dio si gira e la mia voce e la mia passione possono trasmettere la magia della musica, frutto ovviamente di tanto studio e sacrificio, ripartendo sempre da zero.
E’ uscito il mio ultimo lavoro discografico, su cui ho lavorato per circa cinque anni; nasce dall’idea del mio amico e regista Angelo Rizzo, il quale voleva che io cantassi la colonna sonora del suo film su Karol Wojtyla, che purtroppo non è riuscito a realizzare per una brutta malattia che l’ha portato alla morte. Sono però riuscito a fargli ascoltare il brano che avevo scritto, mentre era in ospedale, e si commosse molto.
Lo scorso ottobre ho presentato a Roma questo album, alla presenza di grandi autorità come l’ambasciatore della Santa Sede Mancini, il quale ha distribuito il mio cd tra tutti gli invitati, e ovviamente ho voluto dedicare questo lavoro ad Angelo Rizzo.
Il mio è stato un obiettivo raggiunto, visto che il mio intento era quello di dare a “La nostra terra”, la canzone in questione, un seguito “eterno”, perché come recita il brano, l’amore non scorre insieme alla morte, ma la oltrepassa, va al di là delle necessità terrestri, e in tutto questo la più grande soddisfazione è pensare che anche Angelo da Lassù sia stato orgoglioso.

D: E’ uscita in tutti i digital store del mondo la tua interpretazione dell’Inno Nazionale italiano… che effetto fa, ad un’artista che gira il mondo come te, intonare “Fratelli d’Italia”? 
R: Questa è stata un’esperienza particolare perché io ho svolto il servizio militare nei Paracadutisti, sono stato un patriota e continuo ad esserlo! Amo tantissimo il mio Paese e quando intono “Fratelli d’Italia” è sempre una forte emozione.
L’anno scorso lo feci all’Ambasciata svedese, davanti a tutta la delegazione e fu magico, così come quando la intonai ai Mondiali di Sci e a molti altri eventi sportivi, tra cui a “La Notte dei Campioni” che si svolge a Milano, ed è una doppia emozione poiché sono un grandissimo appassionato di sport, soprattutto di pugilato.
Amo cantare l’Inno, amo l’Italia!

D: In concomitanza con le feste natalizie uscirà l’album “Arie Sacre”; di che si tratta?
R:Sì, è uscito il 6 dicembre l’album “Arie Sacre”, ed è un progetto nato tre anni fa con il Maestro Gianfranco Messina. E’ il frutto dei tanti concerti che abbiamo fatto insieme, che si chiamavano “InCanto… sino al Cielo” ; non ultimo quello che abbiamo fatto a Pioltello (Mi), per i terremotati, dove ho chiamato sul palco tutti i sindaci presenti in platea facendoli cantare insieme a me “Dolce Sentire”!
E’ un elenco delle arie sacre più famose, che ho interpretato ormai molte volte, anche quando ho aperto il Giubileo della Misericordia nel 2015 con il celebre Largo di Handel in Santa Sede.
Questo lavoro è davvero molto sentito, e credo sia particolarmente adatto per questo periodo dell’anno.

D: Sei impegnato spesso in serate di beneficienza. Quanto può essere d’aiuto condividere il proprio talento in tali occasioni?
R: Non mi sono mai sottratto a questo “impegno”, se così si può chiamare, affinchè certi argomenti possano avere la visibilità che meritano.
Dovremmo essere sempre riconoscenti e non dimenticare mai di aiutare quando ce n’è l’opportunità, ed io nel mio piccolo ho partecipato a tantissimi eventi di questo tipo. Voglia il Cielo che continui a farlo!

D:  Tra tutti gli artisti con cui hai duettato, quale ti ha dato maggior brivido?
R:Potrei dire Katia Ricciarelli, perché mentre cantava era vicino a me ed ho sentito qualcosa simile ad una scossa, ho avvertito la grandezza dei cantanti della vecchia scuola, quelli che cantavano con il cuore ed hanno lasciato un solco nella storia.
Lei è tra i grandi, così giustamente l’hanno considerata i più importanti direttori d’orchestra. Quell’emozione ha cambiato la mia vita artistica, perché quando si assimila una lezione così forte, qualcosa rimane sempre.

D: Qual è il messaggio che arriva ascoltando l’album “La nostra Terra”?
R: E’ un messaggio molto forte, e se vogliamo “meditativo”; ascoltando le parole con cui narro questa poesia di papa Wojtyla il messaggio che arriva è che ci sono dei riti ai quali dobbiamo rispetto, e uno su tutti è l’amore, per il prossimo, per il nostro pianeta, per la nostra terra appunto, senza tralasciare di rivolgere il nostro pensiero verso il Cielo, perché solo così possiamo diventare persone migliori.
Il messaggio è quello di mirare all’amore riconoscendo nelle nostre radici quello che ci serve per restare con i piedi per terra, con umiltà, protesi verso un percorso di miglioramento personale e non solo.

D:  Da cosa ti abbiamo distolto per fare questa intervista?
R: Distolto da nulla, perché siete una priorità, anzi ve ne sono molto grato! Devo dire che mi stavo sedendo al pianoforte per ripassare alcune cose in vista dei nuovi concerti… andrò in Centro America per un po’ di giorni! In realtà però ora sto facendo la stessa cosa, tutto ciò che riguarda l’arte è collegato.

D: Prossimi appuntamenti?

R: I prossimi appuntamenti sono proprio i concerti che terrò in Centro America, in una tournèe abbastanza lunga, dove proporrò il mio spettacolo ormai “rodato”, spaziando dall’opera ai pezzi moderni in una forma piuttosto nuova, perché mi piace interagire con il pubblico facendolo diventare protagonista del mio animo artistico. Voglio che la gente faccia parte dell’arte e diventi arte, e penso che passo dopo passo possa riuscire nel mio intento. Nel frattempo sto preparando cose nuove a livello discografico, per me e per altre voci, e di questo sono molto orgoglioso. Vi svelerò strada facendo!

D: Esprimi tre desideri per il 2020!
R: Il primo è che tutto lo staff di Kosmo Magazine possa ricevere tutte le più belle cose che riserva la vita!
Il secondo è che Dio mi doni la forza e la determinazione necessarie per raggiungere gli obiettivi che mi sono prefissato per il nuovo anno e non solo.
Il terzo è che possa sempre avere questa gratitudine e questa motivazione per quello che faccio, e per l’arte in generale, perché è una delle più grandi risorse a cui l’uomo possa attingere.
Grazie alla vita, grazie a voi, grazie al pubblico, grazie!


Ringraziamo Spero Bongiolatti per la sua collaborazione e per il tempo che ci ha donato, augurandogli di continuare a sorprenderci e a sorprendersi.

 

Intervista realizzata da Giulia Cucciarelli

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