Spero Bongiolatti – Musica è poesia

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Tenore

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Spero Bongiolatti

Spero BongiolattiDiventi poesia


La musica si ascolta in versi, si frammenta in varie frasi, tramutandosi in parole. 

La musica si ascolta leggendo, ad alta voce, seduti in un angolo della stanza.

Poesia. 

E’ poesia la musica, e si recita quando le note entrano nel proprio ego per trasformarsi nell’altro.

Ho pensato questo quando ho ascoltato Spero Bongiolatti, entrato nel panorama musicale con il singolo “Diventi poesia”. Un inno all’amore, e alla speranza. Un inno alla musica, soprattutto. La voce di Spero, impregnata di tutto il calore presente nell’anima, come uno specchio, si specchia in ciò che siamo e ci trasforma in note.

La melodia, costruttrice di dolcezza, rappresenta il mondo che vorremmo incontrare, e il mondo con cui vorremmo ascoltare.

Spero Bongiolatti inizia lo studio di canto con il maestro Josè Antonio Molino a Roma. Nel frattempo partecipa a diverse trasmissioni televisive come cantante-attore-ballerino tra cui “Carramba che Fortuna”, storico programma del sabato sera di RAI UNO condotto da Raffaella Carrà e, sempre su Rai Uno, “Domenica In” con Carlo Conti e Iva Zanicchi. Nel 2001 entra a far parte della Compagnia della Rancia (sotto la direzione di Saverio Marconi) partecipando a numerose repliche teatrali in tutta Italia di celebrati musical, tra cui spicca il pluri-premiato “Grease” (tra gli interpreti principali: Lorella Cuccarini). In seguito a questi primi importanti successi, Spero Bongiolatti nel 2002 si accosta al canto lirico sostenendo un duro percorso di studio iniziato sotto la sapiente guida del grande tenore Franco Corelli. Questo percorso lo porta a una crescita notevole e fa si che la sua carriera prenda una direzione precisa. Si specializza quindi nel Bel Canto debuttando in diversi ruoli tra cui i suoi preferiti: Nemorino (Elisir D’Amore di G. Donizetti), il Conte d’Almaviva (Barbiere di Siviglia di G. Rossini), e Don Ottavio (Don Giovanni di W.A. Mozart).
Nel marzo 2010, al Teatro Dal Verme di Milano, interpreta Satyavan nell’opera Savitry di Goustav Holst, nell’ambito della prestigiosa rassegna “I Pomeriggi Musicali” e in collaborazione con il “Teatro alla Scala” di Milano. Il 2 dicembre 2015 è il Tenore Solista nel Concerto che inaugura Ufficialmente il “Giubileo della Misericordia” accompagnato dall’Orchestra di Tivoli e diretto dal Maestro Giuseppe Galli a Roma Presso la Santa sede, alla presenza delle più Importanti Autorità Ecclesiastiche ed Istituzionali e le innumerevoli rappresentanze di Delegazioni ed Ambasciate internazionali.

Lasciamo la parola a Spero Bongiolatti con l’augurio di proseguire in questo meraviglioso percorso.

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D: Ciao Spero! Sei reduce dall’operetta “La vedova allegra”. Raccontaci di questa esperienza!
R: Ogni esperienza sul palcoscenico per me è un GRAZIE alla vita perché mi insegna qualcosa. A Palermo, al Teatro della Verdura, di fronte a 2000 persone, ho interpretato per l’ennesima volta il ruolo del Conte Danilo e ciò che mi rende più felice è vedere come di volta in volta questo personaggio, che interpreto da una decina d’anni, acquisisca maggior sicurezza, successo e personalità! Questa è per me una soddisfazione davvero enorme, significa che il mio duro lavoro nello studio puntiglioso del canto, della recitazione e dell’interpretazione ripagano sempre!

D: Sappiamo che l’incontro con la musica è capitato quando già lavoravi in altri contesti. Come è avvenuta la folgorazione?
R: La folgorazione è avvenuta ascoltando un disco del grande tenore Franco Corelli, che poi è diventato il mio mentore e maestro.

D: Cosa ti ha spinto a lasciare contratti sicuri per una carriera che è senz’altro molto dura?
R: Il tenore Franco Corelli mi ascoltò e disse: “Spero, tu hai una voce da tenore di grazia, una gran musicalità e un bellissimo colore. Però, se vuoi inseguire la carriera da tenore professionista, devi lasciare la Tv e il musical, perché non ti fanno bene. Dovrai studiare il più possibile ogni giorno, ogni secondo, per arrivare a diventare ciò che puoi benissimo essere: un bravo e completo tenore lirico!” . Ed io da quel giorno non ho mai smesso di studiare, di essere uno studente: devo davvero ringraziare il Maestro Corelli per aver creduto in me.

D: Cosa porti con te della tua “vita precedente”?
R: Non ho una vita precedente, perché ho imparato molto dalla Tv con Raffaella Carrà, Carlo Conti, Fiorello, Iva Zanicchi. Ho imparato altrettanto nel musical Grease, con una tournée infinita in tutta Italia. Ho davvero imparato tanto perché ho avuto l’opportunità di stare sul palco al fianco di grandissimi artisti affermati, e questo bagaglio lo porto sempre con me. Non si deve mai dimenticare il percorso fatto, se si vuole andare nella direzione giusta con le fondamenta salde.

D: Hai mai pensato di essere stato vittima di pregiudizi?
R: Credo di sì, ma alla fine è prevalsa la mia voglia di fare bene sempre, oltre all’entusiasmo di poter realizzare i miei sogni.

D: Sui social non nascondi mai il tuo lato spirituale… fede e musica sono complementari?
R: Certo che sì! Grazie alla mia fede in Dio ho vinto le mie paure, superato le mie debolezze, ed ogni giorno è un GRAZIE forte alla vita che mi dà tanto. Per me il canto è l’ideale che nella musica unisce la mia anima a Dio.

D: Concretamente, in che modo la musica migliora la vita delle persone?
R: Di sicuro la musica, essendo concepita nell’anima dell’artista, porta chi ascolta nello stato d’animo che aveva chi l’ha composta. Per questo, più la musica è ispirata e più ispira le persone. Non a caso se ascolti Mozart entri in una dimensione alta e unica, puoi sentire e viaggiare nell’anima musicale del geniale e immortale compositore, e questo è stupendo.

D: Parlaci un po’ del nuovo singolo!
R: Con “Diventi poesia” è stato amore a primo ascolto. Questo brano contiene davvero l’amore che un compositore prova nello scrivere una canzone o una poesia, ovvero l’ispirazione! Io ho sentito subito mio questo brano, già dal primo ascolto, e quando l’ho cantato sembrava che l’avessi composto io. Devo dire grazie ad Enrico Zulian, il vero compositore di “Diventi poesia”.

D: Progetti futuri? 
R: Sono molti. Andrò all’estero per concerti, prima in Europa e successivamente in America. Poi un progetto discografico importante sulla poesia legata al Santo Padre Karol Wojtyla, al quale sono devoto da sempre. Ma i progetti più belli sono invisibili, sempre legati alla magia che si crea quando sono sul palcoscenico, libero di esprimere a chi ascolta tutto l’amore che sento mentre canto.


Ringraziamo Spero Bongiolatti per la sua collaborazione e per il tempo che ci ha donato, augurandogli di continuare a sorprenderci e a sorprendersi.

 

Recensione a cura di Stefania Meneghella
Intervista realizzata da Giulia Cucciarelli

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