Silvia Nobili, dove le imperfezioni diventano punti di forza

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Youtuber


Facebook: Silvia Nobili


“Mi chiamo Silvia, anche se nel mondo del web sono conosciuta come “Una polpetta per amica”. Ho diciannove anni, ho frequentato il liceo linguistico e mi sono diplomata lo scorso anno nonostante le varie difficoltà. In realtà ho deciso di aprire la pagina e il canale YouTube proprio per fronteggiare queste difficoltà e per fare ciò che mi rende più felice: far sorridere le persone. Da bambina sentivo la necessità di far sentire le persone capite, mi piaceva ascoltarle e scrivere storie basate sulle mie esperienze e su quelle degli altri, infatti una delle mie più grandi passioni è proprio quella per la scrittura. Ho sempre sognato di poter esprimere tutti i miei pensieri, anche se all’inizio non sapevo in che modo avrei potuto farlo perché tutti mi dicevano che, per una persona ansiosa e timida come me, sarebbe stato molto difficile farmi notare in una società con una mentalità così chiusa come quella in cui viviamo oggi, poi però ho capito che avrei portato a termine la mia ardua e pazza impresa proprio grazie ai social network.

Da grande vorrei continuare a fare ciò che già faccio, ma sogno anche di diventare sceneggiatrice e regista e spero con tutto il cuore che gli studi che inizierò a fine anno mi porteranno sempre più vicino al raggiungimento di questi obiettivi.”

Lasciamo la parola a Silvia Nobili con l’augurio di proseguire in questo meraviglioso percorso.


D:  Qual è il motivo che ti ha spinto ad aprire un canale su youtube?
R:In realtà sono su YouTube da ben dieci anni e ho avuto diversi canali, quando ero più piccola amavo cantare e amavo il fatto che a nessuno piacesse la mia voce. Essendo una contraddizione in carne ed ossa, fu proprio questo il motivo che mi spinse ad aprire il mio primo canale su YouTube: ogni persona pronta a dirmi cose come “non sei molto brava a cantare” o “sei troppo brutta per stare su YouTube” rappresentava un motivo in più per aprire quel tanto desiderato canale. Diciamo che fino ai miei undici/dodici anni ero molto sicura di me e adoravo non andare a genio agli altri, poi però le critiche hanno cominciato ad infastidirmi e a farmi sentire seriamente inadatta, per questo decisi di eliminare i primi video e di coprirmi la faccia nelle cover. Nel 2013 ho aperto il mio attuale canale ed anche la mia pagina Facebook con l’intento di divertire le persone e di farle arrivare a fine giornata un po’ più spensierate; l’ironia è stata la base di tutto ciò che io e le mie “polpette” siamo oggi, perché è grazie a quella se il pubblico si è interessato e, col passare degli anni, si è affezionato ai miei video e ha scelto di ascoltare le mie parole anche in ambiti più seri.

D:  Il video del canale al quale sei più affezionata e perchè?
R:Il mio video a cui sono più affezionata è intitolato “VOGLIO SPOGLIARMI PER VOI…” https://www.youtube.com/watch?v=AOllDXn0WOM , ritengo che sia il più importante perché è grazie a lui se alcune persone si sono ricredute sul mio conto e sull’utilità di YouTube. Ci sono stati commenti da parte di persone che credevano mi sarei seriamente spogliata e che alla fine hanno preferito il mio modo di “mettermi a nudo” a qualsiasi altro ipotetico tipo di spogliarello. C’è anche chi lo reputa un semplice clickbait, in realtà è soltanto la prova del fatto che la superficialità (il titolo) attira, ma il ragionamento riesce ad intrattenere e ad interessare di più. In quel video ho elencato tutte le mie caratteristiche, i pregi, i difetti e ho parlato di alcune esperienze passate senza soffermarmici troppo sopra. Inoltre nel video ho parlato molto velocemente, solitamente lo faccio quando voglio far capire allo spettatore che non bisogna soffermarsi troppo su ciò che ha fatto male e su ciò che è passato, perché siamo abbastanza forti da poter andare avanti comunque.

D: Da cosa nasce il nome “una polpetta per amica”?

R: Quando ero piccola mia madre mi chiamava sempre “polpetta” perché ero paffutella, però in senso affettivo. Ho deciso di chiamarmi così sui social perché ormai “polpetta” rappresentava il mio vero e proprio stile di vita, polpetta ero semplicemente io: una persona imperfetta, amica di tutti, con la voglia matta di rivoluzionare il mondo e di ribaltare i suoi difetti facendoli diventare delle particolarità.

D: Uno dei temi principali del tuo canale è il bullismo. Cosa ti senti di consigliare a chi ne è vittima?

R:Il bullismo è un fenomeno molto diffuso che purtroppo al giorno d’oggi sta rientrando nella “normalità”, nel senso che ormai c’è chi commette bullismo senza neanche farci troppo caso, per il semplice gusto di dire qualcosa o di sentirsi potente davanti ai suoi amici. Da più piccola capitò anche a me di prendere in giro quella che poi divenne una mia grande amica, questo perché non riuscivo a distinguere il bene dal male e ho imparato a farlo soltanto quando ho iniziato a disprezzarmi e ad essere bullizzata da chi mi circondava. Nella mia vita ne ho passate tante, spintarelle date “per sbaglio” nei corridoi, insulti dalla mattina alla sera, ragazzi che mi mettevano le mani addosso davanti agli occhi di professori non curanti… in particolare, a causa di alcune ragazze che ancora oggi definirei letteralmente “vandale” e che abitano qui vicino, smisi anche di uscire. Ormai avevo troppa ansia per vivere normalmente ed anche se dai video quattro anni fa sembravo una semplice bimba divertente con una vita perfetta, in realtà me ne stavo sempre chiusa in camera mia e avevo paura anche di andare a buttare l’immondizia per colpa di queste persone. Poi col tempo capii tante cose e decisi di affrontare quelle persone, nonostante fossi terrorizzata, scrivendo ad ognuna di loro un messaggio su Facebook. Ricordo di averne scritto uno in particolare: “Volete vedermi morta? Bene, mettetelo in chiaro. Se volete picchiarmi fatelo una volta per tutte, senza minacce, sgambetti per strada e insulti. Mettetemi per bene le mani addosso così smetto di avere paura e magari poi ricomincio ad uscire di casa.” e da quel momento tutto cambiò, iniziai a crescere interiormente, a lavorare meglio su me stessa e a volermi bene. Loro si rimangiarono tutte le cattiverie dette e fatte, probabilmente perché scrivere quel messaggio fu come ammettere di essere inferiore, e già due giorni dopo vennero a chiedermi di fare amicizia e di lasciarci alle spalle il passato. Inutile dire che non accettai perché si trattava di persone realmente pericolose e molto conosciute, qui a Roma. Proprio qualche mese fa, a distanza di anni, ho fatto una gaffe plateale con una di quelle ragazze: notando il suo follow su instagram, ho pubblicato una storia con scritto “Ma la gente che prima mi bullizzava ed oggi mi segue, che problemi ha? Andatevene a quel paese” e, anziché nasconderla alla ragazza in questione, l’ho inviata per sbaglio solamente a lei. Volete sapere come ha risposto? “Potevi evitare questa storia, comunque non ricordo di averti bullizzata. I tuoi video sono forti, andiamo a berci un caffè?”, praticamente è come se lei e i suoi amici avessero rimosso tutto quanto.Ad ogni modo consiglio a chi è vittima di bullismo di non lasciarsi influenzare dalle brutte parole dei bulli e di non tenersi tutto dentro: parlatene, avvisate un adulto, ma non rinchiudetevi in voi stessi e non affidatevi alla solitudine. Allo stesso tempo vi consiglio di fare le cose con calma e di essere molto cauti e meno impulsivi di me, perché, anche se a me è andata bene, l’impulsività davanti alla cattiveria delle persone può sfociare in tragedia.Non rischiate stando zitti o affrontando i vostri bulli da soli, parlatene, parlatene sempre e fatevi aiutare.

D: “Dove le imperfezioni diventano punti di forza”. Da cosa nasce questo “motto”?
R:“Dove le imperfezioni sono punti di forza” è la frase che mi rappresenta: sono in carne, ho la fronte alta, i denti larghi e tante altre caratteristiche che per la società sono imperfette, ma che mi rendono fiera di essere quella che sono. Vorrei che tutti i giovani si sentissero così e si guardassero allo specchio con meno odio e più ammirazione, perché siamo tutti perfetti nella nostra imperfezione.

D: Cos’è cambiato nella tua vita da quando hai tanti iscritti?
R:Sinceramente? Ho realizzato il mio sogno più grande, ovvero quello di contribuire ad un radicale cambiamento della società. Penso che noi ragazzi dovremmo sfruttare al meglio i social ed utilizzarli come mezzo per diffondere le nostre storie e le nostre esperienze, perché così facendo aiuteremmo molte persone e ne faremmo ragionare altrettante.


Ringraziamo Silvia Nobili per la loro collaborazione e per il tempo che ci ha donato, augurandogli di continuare a sorprenderci e sorprendersi.

Intervista realizzata da Marta Spadaro

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