Sheky (Alessio Fiorucci) – Note in versi

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Cantautore, regista, direttore artistico, songwriter

Facebook: Sheky


Le parole sanno costruire sguardi e abbracci, sanno condurci in viaggi ignoti, sanno trasformarci davvero in noi stessi; le parole sono essenziali. Essenziali come la vita, come chi amiamo, come i sogni in cui crediamo. Le parole, a volte, necessitano però di qualcosa che le accompagni, le prenda per mano e le porti in luoghi remoti ma vicini; le parole, a volte, necessitano di note.
Parole e note: due elementi apparentemente distanti ma con la capacità di costruire un binomio perfetto per emozionarsi, soprattutto quando queste due sorgono da menti brillanti, da cuori coraggiosi, da anime sempre alla ricerca di Verità.

L’anima che oggi andremo a conoscere è infatti l’anima di un sognatore, capace di fondere poesia e movimento in un unico luogo, capace di restare sempre sé stesso. Il suo nome è Alessio Fiorucci (in arte Sheky) che, oltre ad immergersi nel mondo della musica come songwriter, abbraccia anche vari campi artistici diventando regista, direttore artistico e web manager. Le parole delle sue canzoni formano l’essenza e la bellezza dei contrasti: la delicatezza e la sensibilità delle lettere che fronteggiano lo stile pop delle note, invitando il pubblico a smuovere le proprie anime e i propri corpi.


Sheky - Note in versi

Scrittore fin da piccolo, all’età di 18 anni, Sheky frequenta la scuola nazionale di cinema di Roma e si diploma come attore, sceneggiatore e regista di cinema; l’anno successivo inizia a fare musica fondando un duo rap, Mesho e Sheky, dove ottengono un bel risultato pubblicando in freedownload un album e facendo molti live sul litorale laziale. Nel 2011 arriva all’ultimo turno delle selezioni di Sanremo Giovani, da solista, con il brano “Peter Pan”; esce poi il primo singolo “Sole D’Estate” dove arriva ad ottenere più di 120.000 visualizzazioni e a raggiungere il 7mo posto della classifica iTunes. Negli stessi anni, si esibisce in molti live e apre molti concerti, tra cui il tour dei ragazzi di Amici 2012 (come Antonino, Diana Del Bufalo, Virginio, Stefano De Martino), e i concerti di Brusco, Nesli, Piotta, Velvet e molti altri. Dopo l’uscita dell’album “Questa Notte Magica”, nel 2014 esce il suo primo Ep da solista “Radio Sheky”; l’anno successivo, decide di iniziare a organizzare eventi, a scrivere brani per altri artisti e a stare dietro la macchina da presa. Nel 2016, esce il suo primo cortometraggio dal titolo “Ascolta il mio cuore”, storia semi autobiografica sull’amore non corrisposto. Ad aprile 2016, esce il suo primo lavoro da autore con “Obbligo e verità”, brano contenuto nell’album “Noi siamo infinito” di Alessio Bernabei. Il brano è stato scritto insieme a Bernabei, con cui ha un legame di amicizia, più che professionale. Nell’estate 2016 organizza molti eventi con i ragazzi di “Amici” e comici, come Shaila, Patrizio, Giada, Cristian, Valentina, Nick, Geppo, Andreas.

Lasciamo la parola a Sheky, con l’augurio di continuare a smuovere le nostre anime e i nostri corpi.


D: Da cosa deriva il tuo nome d’arte Sheky?
R: Il nome d’arte deriva dalla voglia di far “muovere” le persone, ai tempi di quando facevo il cantante. Lo tengo anche ora che faccio solo l’autore e il direttore artistico, perché è solare. E in più mi ci chiamano tutti ormai, amici compresi.

D: Da cosa nasce il tuo istinto verso quelle che sono le carriere artistiche?
R: Non so da dove nasce l’istinto in generale. E’ una cosa che hai dentro e che potresti farla a livello alto come a livello più modesto. Non è importante il contesto, ma sfogare la propria voglia di fare arte.

D: Hai esperienze come scrittore di canzoni, autore, regista e art Director. Qual è l’aspetto che ami di ciascuno di questi mestieri?
R: Rispondo in ordine cronologico. L’autore mi piace molto e forse è la cosa che amo di più, perché mi consente di esprimere la mia voglia di scrittura. Scrivo da quando sono piccolo, tipo 12 anni, e sempre lettere d’amore verso ragazze e bambine all’epoca, che poi non mi “filavano” minimamente. Amo scrivere e amo poi sentire le mie parole cantate da un bravo cantante e dal pubblico ai live. Mi basta questo per essere felice molte volte. Come direttore artistico, amo organizzare eventi, partite sportive, di calcio o tennis da molti anni. Mi piace vedere sostanzialmente la gente felice ai miei eventi, lasciarsi indietro i problemi, e sorridere mentre vedono lo spettacolo e i loro “idoli” esibirsi. Come regista, perché amo il cinema. Ho studiato ad una scuola molto importante a Roma e a livello nazionale come attore. Ho lasciato subito per dedicarmi alla musica. Ma dopo diversi anni, ho capito che amo di più stare dietro le quinte e aiutare i protagonisti a dare il meglio. Non amo molto essere al centro dell’attenzione, e quindi ecco collegate tutte le mie “carriere artistiche”.

D: Quale credi possa essere un continuo stimolo per creare? A te cosa dà l’ispirazione per continuare questa strada?
R: L’ispirazione nasce dalla vita. Dall’essere curiosi. Dalla voglia di sperimentare e soprattutto l’ispirazione nasce dal dettaglio. In pratica, molte persone guardano ciò che viene più messo in mostra o in evidenza dagli altri; ecco, io invece vado a vedere una cosa nascosta, un tic di una persona, un dettaglio minuscolo mentre porto il cane a fare i bisogni. Secondo me l’ispirazione nasce dalla curiosità e della profondità dei punti di vista verso le cose. Io sono uno che guarda tutto e ricorda tutto. Se esco con una ragazza, amo vedere le cose che nasconde o le cose più segrete. Rimango colpito più da quello che dal vestito, o dal trucco.

D: Durante tutti questi anni hai sperimentato vari generi musicali. Credi che l’evoluzione e il cambiamento sono delle caratteristiche che possono permettere ad un’artista di contraddistinguersi?
R: Sono un fan del cambiamento. Questo può creare ansia molto spesso, e può demoralizzare se i risultati non sono immediati, ma credo che sia la cosa che più mi dà la forza per continuare a scrivere, ideare, creare. Non è una strategia per essere diverso o una strategia per contraddistinguermi. E’ semplicemente il mio modo di essere. Il mio idolo più grande è Jovanotti, e lui è veramente un artista che cambia continuamente: musica, vestiti, idee, concept album e molto altro.

D: Quali credi siano i mezzi più efficaci attualmente per cercare di emergere nel mondo dello spettacolo o più in generale nei vari campi artistici?
R: Attualmente l’unico modo credo sia il talent, anche se come diceva Morandi “uno su mille ce la fa”, perché infondo si presentano in molti, ma pochi rimangono negli anni. Purtroppo è un mondo usa e getta, ci usiamo nel bisogno come fossimo oggetti. Credevo questa mentalità rimanesse prettamente nel campo degli oggetti, come succede con gli Iphone, quando si sostituisce sempre il modello precedente con l’ultima tendenza. Stiamo vivendo un momento storico di crisi non solo economicamente, ma anche emotivamente parlando. Preferiamo scappare che incontrare. Preferiamo condividere che vivere. Preferiamo rimandare che anticipare. Non viviamo più tutto al 100%. E questo porta anche i discografici o chi comanda, a trattare gli artisti come fossero oggetti. Oggi servono e li uso, domani non mi servono e addio. Il web sta aiutando ad uscire, ma una volta uscito poi subentrano comunque i potenti. Per concludere, non saprei. Credo nell’appagarsi personalmente senza pensare al successo, ma ad annaffiare ogni giorno come fossero fiori, i propri sogni e vivere di quello. Poi col tempo se è giusto quel cammino, tutto si aggiusterà e tutto arriverà. Infondo credo che se una cosa la desideri, prima o poi ti arriva.

D: Qual è il consiglio che in questi anni ti è stato più utile in campo professionale? Ci sono scelte compiute in passato che non rifaresti?
R: Io credo che tutto quello che è stato fatto, era giusto per far sì che io ora sia questa persona qua. Non rimpiango nulla. Anche gli errori fatti sono serviti. Negli anni non ci sono consigli particolari che mi hanno aiutato. Mi sono fatto molto da solo, ho sempre dato il meglio e mi sono guadagnato con la fatica e il sudore tutto quello che sto ricevendo ora. Ho avuto un compagno artistico molto importante, Leo Marchi, che negli ultimi tre anni mi ha aiutato in molte situazioni e in molte difficoltà. Però vi dico che consigli particolari non ne ricordo. Sono un osservatore principalmente e amo rubare qualcosa sempre a tutti. Forse è questo un consiglio agli artisti che iniziano ora un percorso: Rubate da tutti qualcosa e fate vostri i loro insegnamenti.

D: Raccontaci della canzone “Obbligo e Verità”, scritta per Alessio Bernabei contenuta nel suo ultimo cd di successo intitolato “Noi siamo infinito”.
R: Innanzitutto ci tengo a precisare che non l’ho scritta io per Alessio, ma l’abbiamo creata insieme. La canzone è nata per caso. Noi siamo molto amici, ed una sera dopo aver visto un film che ci ha colpito in maniera particolare, siamo usciti per locali. Dopo aver bevuto qualcosa, ma non troppo, mi sono messo in un angolo ed ho iniziato a scrivere delle frasi. Alessio mi ha raggiunto e mi ha proposto di dargli le mie parole dopo aver finito di scriverle. Voleva farci una canzone perché diceva che sentiva che c’era un’energia particolare nell’aria. La notte ho finito il testo e gliel’ho inviato. Il giorno dopo lui mi ha chiamato e mi ha detto: “Ho sistemato qualcosina nel testo e fatto già la melodia”. L’ho raggiunto a casa e l’abbiamo completata insieme. Racconto con piacere questa esperienza perché secondo me abbiamo fatto quello che noi chiamiamo “arte”. L’abbiamo fatto perché sentivamo realmente il bisogno di creare qualcosa, senza pensare ai soldi, al disco. L’abbiamo fatto perché era una necessità di quel momento. Dico questo perché molte volte si fanno brani per farli diventare singoli, ricercando ciò che può piacere! Invece noi abbiamo creato un brano con la sola voglia di raccontare una storia, la storia di un ragazzo disagiato che durante un gioco, Obbligo e verità, chiede in silenzio alla ragazza che ama di raggiungerlo, di stravolgerlo, di amarlo. E’ una storia d’amore non corrisposta infondo, di un ragazzo che ama una ragazza e che per la sua timidezza non riesce a dichiararsi.

D: Come è stato collaborare con un’artista affermato come Bernabei? Ci sono nuovi progetti che vi vedono protagonisti in futuro?
R: E’ stato bello ma molto naturale. Alessio principalmente ci tengo a sottolineare che è un amico. Però confrontarsi e collaborare in vesti di artisti piuttosto che di amici è stato affascinante per entrambi. C’è stata una bellissima sintonia. Ma per me ovviamente rimane Alessio, non Bernabei il cantante. Nuovi progetti insieme, vedremo. Sto avendo l’onore di scrivere per molti artisti e di collaborare con tanti autori affermati. E tra questi lavori, ho dei brani in lavorazione anche con Alessio. Vedremo comunque. Io se dovessi scegliere, scriverei solo per Alessio, perché mi piace molto come cantante e soprattutto dall’esperienza di “Obbligo e verità” ho conosciuto la sua parte “artistica”, e posso dire che è veramente infinita!

D: Quali sono gli obiettivi che ti sei posto per il tuo domani?
R: Obiettivi sono scrivere, creare che siano eventi o brani, conoscere, crescere e vivere. Io ho questi obiettivi nella vita principalmente. Tutto il resto arriverà di conseguenza.


Ringraziamo Sheky per la sua collaborazione e per il tempo che ci ha donato, con l’augurio di continuare a smuovere le nostre anime e i nostri corpi.

 

Recensione a cura di Stefania Meneghella
Intervista realizzata da Manuela Ratti
Pubblicazione a cura di Roberta Giancaspro

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