Senhit – La musica è una luce infondo al tunnel

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Cantante

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E’ bella la musica! E’ bella davvero, è bella quando resta l’unica cosa in cui rifugiarsi: l’unico mondo, l’unico… luogo. La musica è aria, a volte. Altre volte ossigeno.. ossigeno puro. Altre volte ancora, la musica è semplicità. E leggerezza. Esatto.. leggerezza.

Mi è rimasta questa convinzione dopo aver parlato telefonicamente con una cantante, che è prima di tutto persona. Bolognese, ma di origini eritree; musica che le scorre nelle vene e che la salva, spesso. Parlo di Senhit: una voce difficile da dimenticare, una voce che quasi insegna al mondo ad essere migliore.

Sì, perché quando mi ha detto che la musica porta quella leggerezza d’animo che ci manca, quell’allegria, quel modo di essere speciali, allora ho capito davvero.

Senhit la si conosce soprattutto quando si ascolta la sua Musica: allegra, ma intensa. La sua voce è un turbinio di emozioni che vengono trasmesse nella pelle di chi ascolta, ma emozioni forti e sincere, emozioni che forse abbiamo dimenticato. Emozioni e basta. Senza alcuna convinzione di essere diversi.

La musica di Senhit è qualcosa che resta nell’anima, come una scia di luce che scoppia all’improvviso e di cui ci rimane il ricordo di ciò che è stato. E poi… felicità. La sua musica porta felicità! Quella che ci incendia il cuore, quella che ci permette di vivere, vivere davvero.

Un mix di stili musicali che costruiscono un solo genere: il suo. La particolarità di essere lei, e basta. Senza il bisogno di cambiare, di essere diversa. E’ questa la consapevolezza che ci viene trasmessa, mentre l’ascoltiamo. Un lampante desiderio di vita, il sogno di restare sempre e comunque noi stessi.

Senhit è “La più internazionale delle artiste italiane” perché unisce le radici africane, lo stile nostrano e una vocazione musicale elettro pop che ha attratto grandi produttori inglesi, italiani e americani. Senhit esordisce nei Musical di Massimo Ranieri e della Disney on Broadway che le permettono di calcare grandi palcoscenici e viaggiare in tutto il mondo portando con sé la curiosità e l’amore per la vita, propri della terra africana. Nel 2006 rientra in Italia e dà il via alla propria carriera solista scegliendo di cantare in lingua inglese e collaborando con grandi nomi del panorama italiano da Gaetano Curreri degli Stadio a Zucchero. Intraprende un tour nei club di New York, Los Angeles, Las Vegas e San Francisco dove viene notata da Maurizio D’Aniello (scoperto da Nick Gatfield, il produttore dei Radiohead) per la sua attitude eclettica e originale. Da questo incontro nasce il singolo “Relations” con un video clip girato a Shanghai che segna un nuovo capitolo della carriera artistica della cantante. Una svolta di respiro internazionale che la porta a lavorare con busbee, autore di “Try” di P!nk e vocal coach di Shakira a The Voice of America, per il singolo “Don’t Call Me“che entra nella Top 100 di Earone. Nel 2014 con “Rock Me Up” Senhit è, per la prima volta, co-autrice insieme a produttori del livello di Steve Daly & Jon Keep (aka Tracklacers), che hanno scritto e prodotto brani per artisti quali Paul McCartney, Christina Aguilera, Lana Del Rey, P!nk, Olly Murs e One Direction, e Jamie Hartman che ha firmato, fra gli altri, i più grandi successi di Natalie Imbruglia e Marlon Roudette. Il risultato è un inno alla femminilità, un brano forte e deciso, dall’impatto immediato da cantare a tutto volume. Senhit attira la curiosità di produttori internazionali di successo, come Brian Higgins e Tony Fennell con cui ha appena registrato nuovi brani in Gran Bretagna nello studio di Higgins Xenomania. Sono nati così “Living For The Week End” (Higgins), “Went Out With A Bang” (Higgins) e “Please Stay” (Fennell), scelto quest’anno per lo spot radiofonico del 10° anniversario dalla fondazione di Save The Dogs. Il risultato di queste collaborazioni, Senhit lo sta attualmente portando in tour in Italia con #SENHITLIVE in cui esegue il suo repertorio originale, gran parte del quale ancora inedito. La direzione artistica dello show è di Maurizio D’Aniello. Dal 20 gennaio 2017 è in radio con il suo nuovo singolo “Higher”, contenente nell’album “Hey Buddy”.

Lasciamo ora la parola a Senhit, con l’augurio più grande di continuare in questo meraviglioso percorso portando gioia nei cuori.


D: Come nasce la tua passione per la musica?
R: Nasce proprio come passione; mia madre ha sempre trasmesso musica italiana e non, con molta allegria. Tra le figlie sono quella che è rimasta più colpita da questa passione che si è trasformata in lavoro. Ho partecipato a 14 anni al Karaoke di Fiorello, dove mi sono resa conto che potevo cantare, così ho iniziato studi di canto e recitazione, e dopo il diploma sono iniziati i primi lavori.

D: Quanto le tue origini hanno influenzato la tua musica nel passato e quanto continuano ad influenzarla?
R: Secondo me un pochino le mie origini hanno influenzato. Nonostante abbia vissuto sempre a Bologna, sento la parte eritrea molto presente in me; ho un carattere molto  allegro, positivo, coinvolgente ed entusiasta e sono elementi che sono anche riscontrabili all’interno della mia musica.

D: Quanto le tue prime esperienze e gli incontri che hai effettuato durante il tuo percorso nella musica hanno condizionato la tua musica?
R: Più che condizionata mi hanno insegnato. Ho iniziato a teatro, con i musical, con Massimo Ranieri che è stato il mio pigmalione a livello teatrale, e ho imparato tantissimo osservando e ascoltando; a livello umano e artistico credo di avere tanto bagaglio ed esperienza, che mi porto anche attualmente con la carriera da solista. Sono stata fortunatissima ad aver incontrato persone molto importanti, e questo mi ha aiutato più a livello umano che artistico, e certi elementi me li sono portati all’interno della musica: mi hanno arricchito.

D: Qual è uno dei brani da te cantati ai quali sei più legata? Perché?
R: Il primo album era di cover riarrangiate che comprendeva musica cantautoriale italiana ma soprattutto bolognese; il cd è stato prodotto da Gaetano Curreri. Poi ho fatto altri due album di inediti, e quello in uscita. Sono molto legata al mio primo album con canzoni di cantautori bolognesi, quindi della mia città. Credo che Bologna sia una delle città più ricche a livello musicale con artisti come Bersani, Morandi e Vasco Rossi. Uno dei brani che maggiormente mi emoziona è “Henna” di Lucio Dalla, che è molto complicata, ma che mi piace tanto e che più mi appartiene.

D: Qual è un messaggio che in futuro ti piacerebbe raccontare o esprimere attraverso la musica?
R: Vorrei mantenere sempre un animo positivo. Soprattutto con il periodo che stiamo attraversando, vorrei che la musica possa tenere alto l’umore e l’ottimismo, cercando di trovare la luce infondo al tunnel, senza essere soffocati da ansie che ci impediscono di vivere a pieno la nostra vita.

D: Come pensi la tua musica sia cambiata? Che differenze riscontri tra i lavori iniziali e quelli più recenti?
R: Inizialmente ho avuto delle difficoltà a trovarmi dal mondo del musical ad essere solista. Mi sono fatta molto suggerire, rincorrendo l’onda del momento, vivendo a pieno il nuovo album che è quello che mi rappresenta maggiormente a livello di suoni, testi. C’è voluto un po’ di tempo, ma ce l’ho fatta.

D: Cosa ci racconti del tuo nuovo singolo Higher e dell’album “Hey Buddy” che  uscirà nel 2017?
R: “Hey Buddy” vuole essere un saluto, è il classico saluto americano accogliente e solare e l’ho voluto mantenere; inoltre Buddy è il nome del mio cane, un trovatello a cui voluto dedicare il titolo dell’album. “Higher” è un inno alla vita, a puntare sempre in alto: la vita è una sola e bisogna goderla.

D: Qual è il messaggio che vorresti trasmettere a chi come te insegue il sogno della musica?
R: Di crederci fino alla fine e di non smettere mai di sognare. Ci sono stati momenti in cui avrei voluto mollare, ma ho dato sempre ascolto alla parte irrazionale che mi ha spinto a continuare. Ci vuole tanta umiltà, l’energia e l’entusiasmo che si possono donare al pubblico che si segue. Se si insiste e si persiste l’obiettivo poi si raggiunge, essendo sempre sinceri con sé stessi, e questo vale in tutti gli ambiti, non solo nella musica.

D: Qual è un sogno che ti piacerebbe realizzare?
R: Io sto bene così e, indipendentemente dal mio lavoro, mi sento realizzata: ho una famiglia che adoro, dei rapporti pochi ma buoni, e faccio un lavoro che sento tanto mio; attraverso il mio cane ho scoperto non solo la passione per gli animali ma ho imparato a conoscere meglio gli esseri umani. Sogno di fare la cosa che mi piace e godere di tutto ciò che arriva.

D: Raccontaci i tuoi futuri progetti.
R: Adesso uscirà il mio nuovo singolo “Higher”, ricomincio il tour europeo; quello precedente prevedeva anche tappe come Amsterdam e Parigi. Quest’ultima è andata splendidamente, e adesso siamo pronti per ricominciare. Ci sono tappe come Manchester, Londra, Canada, Giappone e Australia. L’album uscirà a primavera e poi ci sarà la promozione.


Ringraziamo Senhit per la sua collaborazione e per il tempo che ci ha donato, augurandole di continuare a sorprenderci e a sorprendersi.

 

Recensione e pubblicazione a cura di Stefania Meneghella
Intervista realizzata da Manuela Ratti

1 Comment

  1. Fausto Poli scrive:

    La musica e’ un rifugio dal casino del menage quotidiano. Certamente non e’ un rifugio per i monaci o gli eremiti. La musica e’ liberta’ per chi vuole fuggire dalla quotidianita’ fatta di clacson, rumori molesti, tempeste di dati sulla tv, social che spingono, opinioni farlocche.

    La musica ? Ne hanno proibito la diffusione. Peccato che e’ solo un bel Pesce d’Aprile!

    La musica aggrega, coinvolge, convince, fa piangere, oppure esalta. Ma la musica non ha controindicazioni e ne si puo’ Assumere che dir si voglia.

    Ben vengano questi siti che stimolano all’ascolto.

    Cordialita’.

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