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Duo musicale

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I Secondamarea sono Ilaria Becchino (34 anni, cantantautrice) e Andrea Biscaro (37 anni, cantautore e scrittore). Attivi sulla scena musicale indipendente dal 2005. Pur giovanissimi, hanno riscosso da subito consensi e riconoscimenti sia in Italia che all’estero: Premio Ciampi, Premio De André, Premio Bindi, Biella Festival, Festival Internazionale di Monaco di Baviera, Premio Bianca d’Aponte… I loro numerosi concerti organizzati e contrattati in questi anni con Comuni/Parchi/ Province hanno avuto successo di pubblico e critica. Scopriamo meglio la loro ondata di energia a ritmo di musica!

Lasciamo ora la parola ai Secondamarea con l’augurio di proseguire in questo meraviglioso percorso.

 

 

D:  Come nasce la vostra passione per la musica?
R: Suoniamo, cantiamo, scriviamo canzoni da quando eravamo bambini, praticamente da sempre, sia io che Ilaria. Poi ci siamo incontrati e abbiamo capito subito che le nostre passioni comuni potevano generare, insieme, qualcosa di nuovo. Questo è accaduto all’Isola del Giglio, circa 15 anni fa. Una cantante straordinaria (Ilaria) e un abile songwriter (Andrea) che hanno deciso immediatamente di fare coppia, sia nella vita che nell’arte. E si sono battezzati Secondamarea.

D:Come si forma il vostro duo? Come mai avete scelto questo nome?
R:Alla prima domanda ti ho già risposto, per quanto riguarda il nome invece ti possiamo dire: “Seconda” perché i primi sono noiosi! Non ci sono mai stati simpatici, preferiamo i secondi. “Marea” perché questa in qualche modo solleva ciò che è nascosto, sotterraneo, segreto, svela sorprese e significati reconditi. In ogni modo, al di là dell’accezione, crediamo che Secondamarea abbia un bel suono e che sia un termine evocativo, poetico.

D:  È stato facile trovare una coesione tra i vostri due mondi musicali?
R:Sì, decisamente. Abbiamo un background musicale per certi versi affini e compenetranti. E dove manca uno, supplisce l’altro.

D:    Quali sono i vostri obiettivi quando proponete un nuovo singolo o un nuovo album?
R:Beh, il nostro obiettivo principale è riuscire a fare un discorso organico, complesso e completo attraverso la musica. Per questo motivo amiamo – ci viene naturale – scrivere concept. Perché spesso ciò che vogliamo cantare non si esaurisce nello spazio di una canzone. L’intento è quello di far divertire lanciando però messaggi. Si può fare cultura e sensibilizzare la gente attraverso le canzoni. Lo crediamo fermamente.

D: Il vostro ultimo album si intitola “Slow”, e può essere definito un concept album sulla natura. Come mai la scelta di questo tema?
R: In “Slow” affrontiamo una tematica che non solo ci appartiene perché è il nostro stile di vita, ma perché è un vero e proprio modo di essere, il nostro senso di stare al mondo. Quindi, fare un disco con delle tematiche forti e attuali come quelle della natura, della lentezza, del tempo, degli elementi, della via dell’orto da riscoprire, dei cambiamenti climatici, è venuto spontaneo, istintivo. Ce l’avevamo dentro già da tanti anni, probabilmente. “Slow” è il nostro disco più intimo e personale. Ma contemporaneamente anche quello più universale.

D: C’è una canzone che secondo voi potrebbe avere un impatto maggiore verso il pubblico su questo tema? Se sì quale?
R:Pensiamo che tutte e 12 le canzoni abbiano una loro forza intrinseca, ma abbiamo scelto “Petrolio” come primo singolo, perché è anche un brano molto colorato, accattivante, pieno di ritmo, nonostante la tematica trattata (l’abuso della tecnologia). E poi i prossimi singoli. Il secondo video, nato sulla canzone “Via dell’orto”, uscirà a breve e sarà davvero speciale!

D:  Per quanto riguarda il sound come lo descrivereste?
R: Pop/Folk. Crediamo che il pop (inteso nel suo significato più nobile, beatlesiano) e il folk (inteso come genere “organico”, fatto di strumenti veri, suonati, di corde, legni e pelli) ci assomiglino particolarmente.

D: Se dovesse fare un altro concept album su quale argomento vi piacerebbe concentrarvi?

R: Ancora non lo sappiamo. Abbiamo molte idee, ma siamo ancora molto concentrati su “Slow”, tanto che è probabile che ne nascerà un seguito…!

D: Quali sono i vostri futuri progetti?
R:Portare il disco in concerto, in più luoghi possibili. Siamo felici di aver dato vita all’AGRITOUR, un concetto innovativo per riportare la musica alla terra, trasformando spazi non propriamente “da concerto”, in luoghi musicali. Un programma di date consecutive in Agriturismi, Cascine, Fattorie in cui far ascoltare il nuovo disco “SLOW” in veste totalmente acustica, puntando sull’essenzialità e sulla convivialità. Un progetto di musica a Chilometro Zero per un percorso sensoriale tout court. dove le note sono molteplici: sonore, olfattive, gustative, visive. Il tour inizierà a metà giugno.


Ringraziamo i Secondamarea per la loro collaborazione e per il tempo che ci hanno donato, augurandogli di continuare a sorprenderci e a sorprendersi.

 

Intervista realizzata da Manuela Ratti

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