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Billy Elliot
2 aprile 2017
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Lorenza Gentile – Lasciarsi andare alla vita è l’unico modo per viverla davvero
2 aprile 2017
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di Marika Carolla



Si è perso in tutte quelle parole non dette, che gli scorrevano silenziose fuori dalla bocca: scivolandogli sulla lingua. Attraversava l’oceano senza provare nulla, timoroso di quei piccoli grammi di felicità, ora sterminati e repressi chissà dove. Aveva paura di non poterli più sentire, attraversagli le membra calde e diramarsi con rapidità nelle vene. Il motore di tutto l’innesto fisico, si era in lui, momentaneamente fermato. Non pulsava più come avrebbe dovuto; la mente invano gli lanciava piccole scosse. Sinapsi di razionalità gli  avevano neutralizzato l’amore . Certo avrebbe potuto essere o non essere, ma questo dipendeva dalla quantità di elettroni e protoni presenti nell’anima. Lui non si conosceva così bene come credeva: non si conosceva affatto. Era un groviglio inestricabile , una pagina strappata, un vagabondo in cerca di casa. Aveva solo un nome , solo l’apparenza: lo scorcio di un guscio incapace di mostrarlo al mondo. Era una identità persa, che lottava con se stessa. Lui era una foglia accartocciata , una penna priva di inchiostro, uno stelo senza bocciolo. Si sentiva come una lunga prefazione senza inizio , un pulviscolo di incipit senza prosieguo. Marco era una dolcezza troppo grande da abbracciare frammista alla debolezza. Era un disadattato, un fallito: un misantropo … o almeno era questa la concezione che aveva da troppo tempo di se stesso.  Occhi grandi e neri che pesavano sulle incise e visibili occhiaie: uno sguardo in cerca di luce. Tanta voglia di fare a botte con il mondo, regalare ideali, mangiare gelati sognando l’amore, una vita migliore. Rinchiuso nelle mura della sua cameretta, con le cuffie nelle orecchie, con i suoi libri, le sue mille avventure, le sue lacrime Marco era il frutto di una generazione diversa costretta all’esilio. Un nuovo Leopardi innamorato dalla vita, ma lasciato alla più totale solitudine .

La causa non la sua famiglia, ma la società.

L’omologazione è un contraccettivo: annienta distrugge la diversità.

Marco era ed è tutto ciò che gli altri rifiutano e temono: è semplicemente se stesso.

 

Articolo realizzato da Marika Carolla

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