Ruoli trasformati in ricordi – Edoardo Natoli

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Edoardo Natoli è il giovane volto spesso presente nel piccolo e nel grande schermo; un volto fresco e semplice che fa della recitazione quasi uno stile di vita. Oggi l’abbiamo incontrato, e ci ha rivelato piccoli tratti della sua passione e del suo mondo come attore e regista.
Studia recitazione dal 1995, frequentando per tre anni il Laboratorio Teatrale Integrato Piero Gabrielli, presso il Teatro di Roma. Frequenta nel triennio 2004-2006 il Centro Sperimentale di Cinematografia .
Nel 2004, dopo diverse campagne pubblicitarie, appare per la prima volta sul piccolo schermo con le miniserie tv di Rai Uno, “A casa di Anna”, diretta da Enrico Oldoini, e “Le cinque giornate di Milano”, diretta da Carlo Lizzani.
Nei due anni successivi, interpreta il ruolo di Alessio Dominici nelle miniserie di Canale 5, “Un ciclone in famiglia” e “Un ciclone in famiglia 2”, regia di Carlo Vanzina.
Nel 2006 appare anche su Rai Uno nella miniserie “Gino Bartali – L’intramontabile”, diretta da Alberto Negrin, e nella serie tv “Raccontami”, in cui interpreta Andrea Ferrucci. Due anni dopo ritorna sul piccolo schermo con la seconda stagione di “Raccontami” e sugli schermi cinematografici con il film “Scusa ma ti chiamo amore”, scritto e diretto da Federico Moccia.
E’ inoltre uno dei protagonisti nel film di Mario Martone “Noi credevamo” e, nel 2012, di “Troppo amore” di Liliana Cavani.
A partire dal 2006 collabora come assistente alla regia per spot, videoclip musicali e film di Gabriele Muccino, Maria Sole Tognazzi, Paolo Virzì e Luca Guadagnino.
Sempre nel 2012 realizza un cortometraggio in stop-motion, dal titolo “Secchi”, curandone la regia, la storia, la creazione dei puppets, collaborando con professionisti per la realizzazione delle scenografie e degli effetti speciali. Unico cortometraggio presentato alle Giornate degli autori della 70ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, vince il premio SIAE della creatività.
Lavora poi per la seconda volta in un film di Mario Martone, “Il giovane favoloso” in cui interpreta Carlo Leopardi. Nel 2015 lavora come assistente alla regia nel film Zoolander 2.

Lasciamo la parola a lui con l’augurio di proseguire in questo cammino.


D: Hai sempre desiderato intraprendere la carriera di attore?
R: Si, in generale di raccontare delle storie e fare cinema; all’inizio ho cominciato da attore e adesso faccio anche il regista. Mi piacerebbe raccontare storie come interprete e come regista.

D: Quale dei ruoli finora interpretati hai sentito più vicino a te per affinità caratteriale? Quale invece hai preferito interpretare?
R: Come affinità in generale i ruoli che ho fatto al cinema sono quelli ai quali ho dedicato più attenzione; sono affezionato ad un personaggio che ho interpretato per molti mesi, di una serie chiamata “Raccontami”. E’ quello con cui ho convissuto di più. Quello a cui ho dato più energia perché erano ruoli lontani da me, anche dal punto di visto della dialettica, è stato il personaggio di “Noi credevamo”, film diretto da Mario Martone.

D: Hai avuto modo anche di entrare in contatto con la storia interpretando la fiction “Le cinque giornate di Milano” e anche “Raccontami”. Ci sarebbe un personaggio storico di una particolare epoca che in futuro ti piacerebbe interpretare?
R: Tanti. Ultimamente ho interpretato Raffaello Sanzio in un film documentario di Luca Lucini; mi piacerebbe interpretare un artista come Michelangelo o Caravaggio, sarebbe stupendo.

D: Ti abbiamo visto interpretare numerosi generi. C’è n’è uno in particolare che non hai sperimentato ma che vorresti provare?
R: Vorrei interpretare film che rappresentano il mondo di oggi. Spesso ho girato film ambientati in periodi storici passati, invece interpretare qualcuno del nostro periodo mi divertirebbe molto.

D: Qual è uno dei momenti sul set che più ti ha colpito? Perché?
R: Il lavoro degli autori e dei registi mi colpisce molto, spesso rimango sul set anche quando finisco il mio ruolo da attore proprio per poter studiare quello che fanno gli altri registi. Vedere all’opera Mario Martone, Marco Tullio Giordana, o ai tempi Lizzani sono grandi esperienze che mi fanno crescere sia come essere umano che come artista.

D: Ti sei cimentato anche nell’aiuto regia e nella creazione di un tuo cortometraggio. E’ un’esperienza che ti piacerebbe approfondire in futuro? Se si cosa ti piacerebbe girare?
R: La sto approfondendo perché sto facendo il regista, ho scritto delle storie che mi piacerebbe mettere in pratica e spero ci sia presto la possibilità di girare un film da regista.

D: Quali credi siano le cose che una persona non deve mai dimenticare quando raggiunge la popolarità?
R: Credo che si debba rimanere quello che si è sempre stati, cercare di rendersi conto di quello che era, di quello che si è e proseguire per questa strada.

D: Di recente ti abbiamo visto partecipare anche nel film per il cinema “Il giovane favoloso”. Raccontaci di questa esperienza.
R: E’ la seconda volta con il regista Mario Martone ed è stato un bel lavoro anche umanamente; abbiamo passato tanto tempo a Recanati nella casa di Giacomo Leopardi. Concentrare il lavoro in un unico posto per mesi ha permesso che le vite si incrociassero tra registi, troupe, colleghi; ad esempio sono molto amico di Elio Germano e Isabella Ragonese.

D: Quali sono le collaborazioni che in futuro sogni di fare?
R: Mi piacerebbe raccontare le mie storie, come interprete vorrei poter interpretare storie con autori di cinema che stimo come Garrone, Sorrentino ma anche giovani registi come Fabio Mollo ed Edoardo De Angelis.

D: Quali sono i tuoi futuri progetti?
R: Sto facendo il regista e realizzando diversi spot pubblicitari al momento.


Ringraziamo Edoardo Natoli per la sua collaborazione e per il tempo che ci ha donato, con l’augurio di proseguire in questo cammino.

 

Recensione a cura di Stefania Meneghella
Intervista realizzata da Manuela Ratti
Pubblicazione a cura di Roberta Giancaspro

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