Rocco Buffone- La cucina è amore

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Abbiamo avuto modo di conoscere Rocco Buffone, durante la settima edizione del talent culinario “Masterchef”, oggi ci racconta le sue aspettative e la sua recente esperienza.

Rocco nasce nel 1988 a Cetraro, cresce ad Amantea, in provincia di Cosenza, e vive a Urago d’Oglio, in provincia di Brescia.E’ un insegnante di chimica molto realizzato professionalmente, ma con una forte nostalgia di casa. Per questo motivo alterna spesso il suo stato d’animo, da entusiasta diventa malinconico, è quindi pronto a rivalutare completamente tutta la sua vita. Si definisce solare, ma al tempo selettivo e vuole avere sempre l’ultima parola.

La passione per la cucina nasce come necessità: ha iniziato a cucinare durante l’università per sopravvivenza, partendo da una semplice pasta, aglio, olio e peperoncino, poi, mettendosi alla prova con piatti più elaborati, ha capito che la  la necessità si stava trasformando in passione. Gli piace molto sperimentare, cosa che del resto fanella vita in generale. Gli piace confrontarsi con culture gastronomiche diverse anche se “La Frittata della nonna” è per lui un grande classico intramontabile. Nella vita punta sempre al meglio e il suo più grande sogno è semplicemente raggiungere un certo livello nelle attività che mi appassionano e in cui ho competenze.

Lasciamo la parola a Rocco Buffone con l’augurio di proseguire in questo meraviglioso percorso 

D: Come nasce la tua passione per la cucina?

R: Nasce sin da piccolo, perché passavo sempre il tempo da mia nonna anche in estate quando la scuola finiva, e ogni volta mi appassionavo sempre di più e per questo cercavo di imparare sempre il più possibile. Quando ho iniziato ad abitare da solo, andando all’università, ho messo in pratica ciò che da piccolo ho assimilato.

D:Qual è il primo piatto che hai cucinato?

R: Io sono partito dalle cose semplici, una cosa che mi piaceva molto erano le polpette, un po’ le ho rielaborate a modo mio, un po’ ho seguito la sua ricetta. Sono un elemento che mi piaceva molto.

D: Cosa ti ha spinto a partecipare a Masterchef?

R: Avevo già provato 2/3 anni fa , da lì non andando più all’università la cosa si è attenuata. L’anno scorso poi mi ritrovai su internet e sulla pagina Facebook di Masterchef vidi che stavano facendo i casting e mi dissi: “Perché non provare?”, da lì ho mandato la candidatura e ho iniziato il mio percorso.

D:  Cosa ricordi del tuo provino? Che sensazione ti ha dato vedere quello ciò che guardavi in tv trasformarsi in realtà? Come è nato il piatto che hai portato alle audizioni?

R: I provini sono molti rispetto a quelli che si vedono in tv e sono la parte più bella di Masterchef, perché pieni di ansia e speranza, e quando arriva poi la chiamata ti esplode il mondo. Nel periodo dei casting mi trovavo in Calabria, e siccome volevo dare un’impronta della mia terra all’interno del piatto che avrei portato, decisi un giorno di andare in giro e comprare prodotti tipici. Li ho messi tutti sul tavolo decidendo di fare un piatto, con quelli che reputavo gli ingredienti che meglio si combinavano tra loro. E’ uscito poi il piatto finale cioè una mousse di patate alla liquirizia, fatta con patate della Sila, poi una chip di farina di castagne e finocchietto selvatico e il maialino nero di Calabria glassato al peperoncino. Ho dovuto eliminare altri elementi caratteristici che purtroppo, però, nel piatto non trovavo adatti come la cipolla rossa di Tropea.

D: Qual è il ricordo più bello vissuto all’interno della masterclass?

R: Il ricordo più bello l’ho vissuto durante una prova in esterna svoltasi in Norvegia, un viaggio importante e pesante, una delle esterne sicuramente più impegnativa. Mi porterò sempre nel cuore le persone conosciute all’interno della masterclass, e tutti i momenti più belli vissuti all’interno della cucina di Masterchef sono con loro.

D: C’è qualcosa che cambieresti all’interno del tuo percorso? Qual è il bilancio finale della tua esperienza?

R:Il Rocco di oggi cambierebbe tante cose, ma siccome non si piange sul latte versato, ti direi che farei sempre le stesse cose.

D: Come sei cambiato e come è cambiata la tua cucina da quando questa esperienza è giunta al termine?

R: La mia cucina è cambiata tanto sia per uno studio che ho fatto durante e dopo il percorso a Masterchef, io e il mio gruppo all’interno del programma ci ritrovavamo dopo la puntata a ripercorrere ciò che avevamo appena fatto e poi studiare per essere sempre preparati per le prove successive. Una volta uscito ho continuato a studiare sui libri facendo poi delle prove, ora anche la cosa più semplice è frutto di uno studio. E’ cambiata anche dal punto di vista visivo; prima il piatto lo vedevo in un modo e ora in un altro, inoltre le prove fatte nella masterclass ti portavano a vedere il piatto con gli occhi dello chef, e ciò ha portato a cambiare il mio modo di vedere le cose.

D: Qual è stato il riscontro del pubblico da quando sei uscito?

R:Il complimento che più ho apprezzato è quando Antonino Cannavacciuolo mi ha sussurrato: “Bravo!”. Ho avuto un grande riscontro perché tante persone mi hanno scritto che non sarei dovuto uscire io, e questo lo penso anche io ma anche molte persone della masterclass, quella sera non mi sentivo il peggiore, ma è stata fatta questa scelta e va rispettata. Nonostante sia uscito a metà percorso ho avuto apprezzamenti molto valorizzanti.

D: Qual è il sogno più grande che vorresti realizzare in questo ambito?

R: Non sogno di lavorare in cucina, mi piacerebbe fare ad esempio il blogger. Al termine di questo percorso spero di aprire poi un ristorante.

D: Quali sono i tuoi futuri progetti?

R: A breve sicuramente partiranno showcooking e collaborazioni con altri marchi e sarò testimonial di altri prodotti, vorrei fare uno stage con uno chef stellato con cui ho già preso contatti e che non fa parte della giuria di Masterchef ed è una tipologia di cucina che si avvicina alla mia, molto particolare. Mi dedico al mio lavoro, e quando avrò le conoscenze necessarie aprirò un mio ristorante!

Intervista realizzato da Manuela Ratti

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