Robindro Nikolic- Contaminazioni tra culture e musica dal mondo

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Clarinettista

Facebook: https://www.facebook.com/RobindroNikolicMusician/

Sito web: https://www.robindronikolic.com/

Google play: https://play.google.com/store/music/album/Transit_Tr%C3%ADo_Take_One?id=Bge5pf5ay7mzamz2vyinhltg6eq&hl=es

Youtube: https://www.youtube.com/watch?v=ldqCVD2S-Q4

 


(Versione italiana)

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Robindro Nikolic è un clarinettista nato a Belgrado nel 1982 da una famiglia di origini serbe e indiane. Inizia la sua carriera molto giovane: dopo la laurea alla Mozarteum University di Salisburgo si esibisce come musicista classico con orchestre dirette da maestri come Zubin Mehta, Charles Dutoit, Esa-Pekka Salonen, Mikhail Pletnev e Sir Andrew Davis, solo per citarne alcuni.
Parallelamente si dedica ad un progetto di musicoterapia basato sulla musica Raga.
A Barcellona fonda insieme ad altri musicisti le formazioni BGKO (Barcelona Gipsy Klezmer Orchestra), Architerraneo (klezmer, musica orientale e contemporanea), Eastern Chamber (musica orientale dal punto di vista della musica classica, antica e contemporanea), Indian Chamber (musica meditativa attraverso la musica Raga), Estación del Este, Ars vulgaris e molte altre collaborazioni tra Spagna e Italia.
Con il suo vastissimo repertorio, Robindro affronta più di cento concerti all’anno in tutta Europa.
E’ appena uscito in tutte le piattaforme digitali il primo album del suo gruppo jazz “Transit Trio”, e tra qualche mese sarà disponibile anche quello di “Ars Vulgaris”, un incontro tra la musica barocca e quella etnica.

Ora lasciamo la parola a Robindro Nikolic, con l’augurio di proseguire in questo meraviglioso percorso.


 

D: Robindro, in te convive un mix di culture: c’è un posto dove ti senti a casa?

R: E’ una domanda molto difficile.
Mia madre è nata in India e dal 1989 vive in Slovenia, mentre mio padre era serbo. Ho una casa a Belgrado, ma in realtà la città dove meno mi sento straniero è Barcellona, una città la cui vita culturale è formata da musicisti perlopiù emigranti.
Ovviamente mantengo i contatti con la Serbia, la Croazia, la Slovenia, i Paesi che prima formavano la Jugoslavia, dove sono nato.

D:  In che momento il clarinetto entrò nella tua vita? E in che modo?
R:Avevo 14 anni, amavo il jazz, Dixieland, Benny Goodman, e conobbi la storia del mio bisnonno, che non avevo mai conosciuto, il quale suonava un po’ il clarinetto. In casa avevamo anche un clarinetto, che i miei genitori avevano comprato in India. Inoltre anche se tutti gli strumenti possono avere un potenziale mistico, il clarinetto, se suonato in una certa maniera, ha un potere molto speciale, un suono forse più profondo anche del silenzio, ed è qualcosa che mi ha sempre affascinato.

D:  Parlaci del tuo progetto di musicoterapia!
R: Si ispira alla musica antica indiana, e trae fondamento dalla teoria secondo la quale tutti i raga (composizioni classiche indiane, letteralmente “colore della mente”) sono stati creati in relazione ai cinque elementi della Ayurveda, pensati per un determinato momento del giorno, del mese e dell’anno, sempre con un particolare effetto per la mente e il corpo, secondo i testi antichi e la mitologia.
E’ molto interessante e ha un forte impatto su coloro che ascoltano.

D: Hai iniziato con la musica classica: qual è il repertorio che ti dà maggior soddisfazione?
R: Ho iniziato con la musica classica ed è proprio quella che mi dà maggior soddisfazione.
Ho studiato a Salisburgo, ho lavorato al Verbier Festival Orchestra in Svizzera, e con l’Orchestra Sinfonica di Barcellona… ma in realtà solo dopo aver affrontato mille concerti di jazz, musica etnica, klezmer, tango, musica dell’Europa dell’Est, ho iniziato ad apprezzare e a godermi al massimo la musica classica, e sono così riuscito ad interpretarla con maggior spontaneità. Grazie a queste esperienze ho scoperto nella musica classica nuovi colori, e sento che non potrà annoiarmi mai.
E’ vero però che che le influenze vanno in entrambe le direzioni, perché grazie alla musica klezmer vivo con più profondità la musica classica, e allo stesso modo utilizzo i motivi della musica classica nei miei progetti personali.
Ad esempio con il Transit Trio ho appena inciso delle variazioni su un tema di Mussorgsky e su un altro di Bartok, e con il progetto Ars Vulgaris lavorerò ancora più approfonditamente a questi incontri, che sono ponti tra i vari stili.
Credo che a volte per fare un passo in avanti sia necessario farne due o tre indietro, ed io mi sento ispirato dagli artisti del Rinascimento. Per me il rinascimento nasce a livello personale, all’interno di ogni individuo.

D: Come è nata l’idea della Barcelona Gipsy Klezmer Orchestra?
R:A Barcellona mi sono esibito insieme ad alcuni colleghi con musica klezmer e musica gitana orientale, e quando è arrivata la possibilità di farlo in un palcoscenico importante, ho proposto il nome “Barcellona Gipsy Klezmer Orchestra” (BGKO), con l’idea di trovare altri musicisti e di creare un connubio che fosse anche commerciale. Durante i primi concerti abbiamo suonato con tre cantanti e quindici musicisti sul palco!
Fu il mio primo progetto non appartenente al mondo della musica classica. Dopo qualche tempo però sentivo la necessità di cimentarmi con altri stili, con musica più elaborata, a volte più profonda, ma con la stessa intensità e genuinità della musica klezmer e della musica balcanica.

D: Che rapporto hai con l’Italia?
R:La mia fidanzata è italiana, il mio maestro di clarinetto, Calogero Palermo, è italiano, e l’Italia è il secondo Paese dove più mi sento a casa.

D: C’è un giorno che ti è rimasto stampato in testa per sempre?
R: Molti più di uno. Concerti che ho fatto con la BGKO a Zagabria, Istanbul, Vienna e Milano, un paio di concerti del Eastern Chamber, la tournée negli Stati Uniti e in Europa che ho affrontato con Marta Argerich, le Sinfonie di Mahler con la OBC di Barcellona, tutti i momenti di musica sinfonica e musica da camera e alcuni importanti silenzi, pieni di contenuto.

D: Prossimi progetti?

R:E’ appena uscito il primo album dei Transit Trio, un trio jazz con un repertorio personale ed eclettico, e a novembre ci esibiremo al Festival Klezmore di Vienna.
Abbiamo inciso classici di jazz, klezmer, swing yugoslavo, jazz etiope, un tema di Bartok e uno di Mussorgsky, e temi propri. L’album è già acquistabile in tutte le piattaforme digitali!
Il link per ascoltarlo è: https://open.spotify.com/album/78FcczPPEkI5ONE6w7a9at?si=SK3OEzL1Th6GJO0OC3zGjQ

e per scaricarlo https://itunes.apple.com/es/album/take-one/1396576403  .Il prossimo 2 luglio la Transit Orquestra aprirà il concerto di Goran Bregovic al Festival Pedralbes a Barcellona, e tra qualche mese uscirà anche il disco del progetto Ars Vulgaris, che nasce dall’incontro tra la musica barocca e quella etnica dell’Est, dove ha partecipato anche il liutista italiano Elias Nardi. Ci sono poi varie collaborazioni con musicisti jazz come Francesco Angiuli, contrabbassista pugliese che vive a Bologna, ma senza mai tralasciare i progetti di musica classica!

Ringraziamo Robindro Nikolic per la sua collaborazione e per il tempo che ci ha donato, augurandogli di continuare a sorprenderci e a sorprendersi.

Intervista e traduzione a cura di Giulia Cucciarelli

(Spanish version)

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Robindro Nikolic es un clarinetista nacido en Belgrado en 1982 de una familia de origen serbio e indio. Empieza su carrera desde muy joven: después de graduarse en la Universidad Mozarteum de Salzburgo se inicia como músico clásico tocando en orquestas dirigidas por directores como Zubin Mehta, Charles Dutoit, Esa-Pekka Salonen, Mikhail Pletnev y Sir Andrew Davis, entre otros. Paralelamente está dedicado a un proyecto de músicoterapia desde un enfoque indio a través de la música de las Ragas. En Barcelona crea junto a otros musicos las formaciones BGKO (Barcelona Gipsy Klezmer Orchestra), Architerraneo (klezmer, música oriental y contemporánea), Eastern Chamber (música oriental desde el punto de vista de la música clásica, antigua y contemporánea), Indian Chamber (música meditativa a través de las Ragas), Estación del Este, Ars Vulgaris y muchas otras colaboraciones entre España e Italia. Con su amplio repertorio, Robindro tiene anualmente más de 100 conciertos en toda Europa. Acaba de salir en todas las plataformas digitales el primer album de su grupo jazz “Transit Trio”, y en unos meses será también a la venta lo de “Ars Vulgaris”, un encuentro entre la música barroca y la étnica.


P: Robindro, en ti convive una mezcla de culturas:¿ hay un lugar que reconoces más como casa tuya?

R: Es una de las preguntas más difíciles. Mi madre ha nacido en India, desde 1989 vive en Slovenia, y mi padre era Serbio. Tengo una casa en Belgrado, pero en realidad la ciudad donde menos me siento extranjero es Barcelona, una ciudad llena de músicos y emigrantes que forman parte de la vida cultural. Por otro lado mantengo la relación con Serbia, Croacia, Slovenia, países que antes formaban la Yugoslavia, el país donde he nacido.

P: ¿ Cuándo fue el momento en que el clarinete entró en tu vida? ¿Y de qué manera?

R: Tenía 14 años, me gustaba el jazz, dixieland, Benny Goodman, y conocí la historia de mi bisabuelo que nunca he conocido y que tocaba un poco el clarinete. También en la casa había un clarinete que mis padres habían comprado en India. Ademàs todos los instrumentos pueden tener un potencial mistico, pero el clarinete, en una cierta manera de tocar, tiene una profundidad y un poder muy muy especiales, un sonido quizàs aun màs profundo del silencio, algo que siempre me ha fascinado.

P: Háblanos de tu proyecto de musicoterapia!
R: Está inspirado con la música antigua de India, y con la teoría que todas las ragas (y escalas) han sido creadas en relación con los 5 elementos de la Ayurveda, creadas para un cierto periodo del día, del mes o del año siempre con un particular efecto para la mente y cuerpo y en relación con la mitología y textos antiguos. Es muy interesante y tiene un impacto profundo para los que lo escuchan.

P:  Empezaste con la música clasica:¿ cuál es el repertorio que te da mayor satisfación?

R:He empezado con la música clásica y es lo que me da mayor satisfación. He estudiado en Salzburgo, he trabajado en el Verbier Festival Orchestra en Suiza, Salzburg Chamber Soloists, y Orquesta Sinfonica de Barcelona. Pero es verdad que solo después de hacer unos mil conciertos de jazz y música étnica, klezmer, tango, música de la Europa del este, he empezado a disfrutar, entender y apreciar la música clásica al máximo, y gracias a esto he podido empezar a interpretarla con más proximidad y espontaneidad. Gracias a estas experiencias he encontrado nuevos colores en la música clásica y siento que nunca me podrá aburrir. Pero la influencia va en ambas direcciones: gracias a la música klezmer y de salón vivo con más proximidad la música clásica, y a veces uso los motivos de la música clásica en mis proyectos personales. Con el Transit Trío por ejemplo recientemente he grabado variaciones sobre un tema de Mussorgsky y otro de Bartok. Y en el proyecto Ars Vulgaris trabajaré con más profundidad sobre estos encuentros y puentes entre los estilos. Creo que a veces para ir un paso adelante tenemos que hacer dos o tres pasos atras, y por eso estoy inspirado por los artistas del Renacimiento. Para mi un renacimiento puede empezar desde el individuo y al nivel personal.

P: ¿Como ha nacido la idea de la BGKO?
R: Juntos con unos compañeros en Barcelona hemos llevado jam sesions de Klezmer y música gitana del oriente, y cuando ha ocurrido la invitación de actuar en un escenario grande, he propuesto el nombre Barcelona Gipsy Klezmer Orchestra, con idea de buscar los músicos y hacer un conjunto un poco pretencioso y con un aspecto comercial. En los primeros conciertos hemos tocado con tres cantantes y unos 15 músicos en el escenario. Fue mi primer proyecto fuera del mundo de la música clásica. Después de un tiempo ya tenía la necesidad de tocar otros estilos, música más elaborada, tal vez más profunda, pero con la misma intensidad y sinceridad de la música klezmer y música balkanica.

P: ¿ Qué tal tu relación con Italia?

R: Mi novia es Italiana, mi maestro de clarinete es Italiano (Calogero Palermo) y es el segundo de los países donde un poco me siento en casa.

P:¿Hay un día que se te quedó grabado en la mente de por vida ?

R:Son muchos… unos conciertos que he hecho con Barcelona Gipsy Klezmer Orchestra en Zagreb, Istanbul, Vienna y Milano. Un par de conciertos del Eastern Chamber. La gira que he hecho con Marta Argerich en USA y Europa, las Sinfonías de Mahler con la OBC de Barcelona, los momentos de la música sinfónica, música da camera y algunos silencios densos, llenos de contenido.

P: ¿Proyectos futuros?

R:El primer disco de Transit Trío acaba de salir, es un jazz trío con un programa personal y ecléctico, y en noviembre nos vamos a exhibir en el Festival Klezmore de Viena. Hemos grabado un par de clásicos de jazz, klezmer, swing Yugoslavo, jazz Ethiope, un tema de Bartok y uno de Mussorgsky, temas propios. El disco está disponible en todas las plataformas de venta electrónica. El enlace por escucharlo es: https: https://open.spotify.com/album/78FcczPPEkI5ONE6w7a9at?si=SK3OEzL1Th6GJO0OC3zGjQ

descargar: https://itunes.apple.com/es/album/take-one/1396576403 . El proximo 2 de julio la Transit Orquesta va a abrir el concierto de Goran Bregovic en el Festival Pedralbes en Barcelona, y en unos meses saldrá el disco del proyecto Ars Vulgaris que nace de un encuentro entre la música barroca y música étnica del este, donde ha participado también el laudista Italiano Elias Nardi. Y después existen varias colaboraciones con los músicos de jazz , como por ejemplo con Francesco Angiuli, contrabajista pullés che vive en Bologna. Y por supuesto, tengo siempre los proyectos de música de camera, con piano, cuerdas, etc..

 


Gracias a Robindro Nikolic por su colaboración y por el tiempo que nos da, deseando que continúe de esta manera.

Entrevista y traducción realizada por Giulia Cucciarelli

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