Renzo Rubino- La bellezza di custodire

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Cantante


Le parole sono tesori, sono preziose come ori, e bisogna saperle usare, ma sopratutto bisogna saperle ricordare e essere in grado di custodirle nel più profondo del nostro cuore. Questa è la missione di Renzo Rubino, cantante e cantautore, che nei testi non solo scrive di se stesso ma fa in modo che anche gli altri possano condividerli, immedesimarsi, e far parte della sua storia.  Nel 2013 partecipa al Festival di Sanremo nella categoria nuove proposte con il brano “Il Postino (Amami Uomo)” classificandosi al terzo posto; nel 2014 poi è riconfermato tra il cast del Festival, con il brano “Ora”, che anche in questo caso gli frutterà un terzo posto nella classifica finale. Nel 2018 prende nuovamente parte alla manifestazione canora con il brano “Custodire” contenuto nella riedizione dell’album “Il Gelato Dopo Il Mare”, in uscita a febbraio 2018, nel quale è contenuto il brano “Custodire” , in gara all’ultimo Festival di Sanremo.

Lasciamo la parola a Renzo Rubino con l’augurio di proseguire in questo meraviglioso percorso.


D: Come nasce la passione per la musica?

R: Avevo un pianoforte scordato a casa di mia nonna, ed era il giocattolo più grande a disposizione. Su questo pianoforte funzionavano solo quattro tasti, e da questi ho scritto una canzoncina. Poi, il pianoforte fu aggiustato, e col tempo quello che era partito come il mio gioco più grande ha assunto un ruolo più importante. Tutto nasce da lì!

D: Prima di tornare con il tuo ultimo brano “Custodire” ti sei preso un periodo di pausa dalla musica. A cosa ti è servito questo periodo? Cosa ti ha permesso di comprendere?
R:Questo periodo mi ha aiutato a capire quali sono le cose importanti e fondamentali per me, dal punto di vista degli spazi e degli affetti. Mi sono reso conto che ci sono cose più importanti della musica, le cose più vere, e attraverso queste si può crescere e fare al meglio questo lavoro.

D: Quest’anno torni sul palco dell’Ariston, che ti ha reso celebre nel 2013 quando cantavi nella categoria giovani “Postino (Amami uomo)”. Come hai vissuto questo ritorno su un palco per te così importante?

R:E’ stato molto diverso ed intenso. Ogni giorno era differente dall’altro ed è stata una settimana incredibile; non ero più abituato a tutto questo frastuono, ma devo dire che sono molto contento di come sia andata.

D:Come nasce invece l’idea del brano con cui hai gareggiato quest’anno intitolato “Custodire”?
R:Una notte di settembre, dopo aver visto un film che trattava il tema della separazione mi sono reso conto che era una cosa che mi toccava tantissimo. Quindi, ho voluto raccontare la mia storia, quella di due genitori che non si parlano da tanto tempo e che si dicono alla fine di lasciare qualcosa di bello nonostante tutto. Si ritrovano, così, in questa stanza, discutono, bisticciano ed alla fine si abbracciano.

D:Nella serata dei duetti hai interpretato il brano insieme all’attrice e cantante Serena Rossi. Come nasce questa collaborazione?
R:Avevo voglia di divertirmi e di andare oltre la cantante e l’artista donna, volevo che ci fosse qualcuno di simile a me anche da un punto di vista personale, con Serena ho tante cose in comune, come la passione per la musica ed il teatro, e avevo voglia di questo suo entusiasmo. In poco tempo si è sviluppata dapprima una grande amicizia e sul palco credo che questa cosa sia vista.

D: Nell’ultima serata invece mentre cantavi dietro di te c’erano i tuoi nonni che ballavano. Qual è stata la sensazione nel cantare questo brano con due persone importanti per te che ti erano accanto in quel momento?
R:E’ la cosa più bella che porterò con me di questo Festival di Sanremo, è un regalo che volevo fare a loro, dopo quello che loro hanno fatto a me, di farmi crescere e di avermi insegnato in qualche modo a resistere e desistere. Avrei voluto che quel momento non fosse mai finito.

D:Cosa ci racconti invece del tuo ultimo album intitolato “Il gelato dopo il mare”? Cosa si deve aspettare la gente che non ha ancora avuto modo di ascoltarlo?

R:E’ un disco molto importante per me, che è stato scritto in 3 anni. Parte dal disordine, è divertente, ma al tempo stesso riesce ad essere anche molto romantico. E’ un disco che si aggrappa molto alle cose che vale la pena di vivere.

D: Da cosa nasce l’idea di rappresentare un’immagine di tuo nonno come copertina dell’album?

R: Perché è la faccia della serenità, rappresenta i miei ultimi 3 anni vissuti in Puglia, rappresenta la voglia di continuare a godersi la vita nonostante tutto come questo disco.

D: Qual è la cosa più bella che ti è stata detta finora dal pubblico, quando magari ti incontra per strada, in un concerto o durante un firma copie?

R:Mi sono arrivati tanti messaggi dopo “Custodire”, soprattutto di persone che hanno vissuto questo tipo di esperienza, e si sentivano rincuorati che forse un piccolo pezzo di affetto può rimanere nonostante tutto. Credo che sia la cosa più bella quando il pubblico riesce a immedesimarsi in ciò che si racconta.

D: Quali sono i tuoi futuri progetti?
R:Essere più possibile in tour, tra la gente, vorrei sperimentare cose nuove. Al momento mi concentro su queste 2 date: Auditorium della musica 21 maggio e Teatro dal Verme 24 maggio, Roma e Milano, abbiamo creato uno spettacolo molto importante e stiamo pensando già al tour estivo e al prossimo disco. Ci sono molte novità in vista!


Ringraziamo Renzo Rubino per la sua collaborazione e per il tempo che ci ha donato, augurandogli di continuare a sorprenderci e sorprendersi.

Intervista realizzata da Manuela Ratti

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