Prof. Loris Azzaroni (ORCHESTRA MOZART) – La musica ricomincia

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Presidente della Regia dell’Accademia Filarmonica di Bologna,
sede dell’orchestra Mozart

Sito Web: Orchestra Mozart
Facebook: 
Orchestra Mozart



Tra le nuvole e il mare, tra i modi di pensare e i modi di amare, tra le cose universali e le cose relative, tra la luce e il buio, è nata la Musica.
La Musica vera, la Musica come unico strumento con cui essere sé stesso. La Musica fatta di note che salvano, di note che vincono, semplicemente di note.
Sono così leggere, le note, quando attraversano lo sguardo di chi è ancora in grado di ascoltare. Sono così leggere, e improvvisamente essenziali. Come se non ci fosse nessun’altra cosa al mondo capace di renderci felici, come se vivessimo in Paradisi terrestri capaci di riempirci il cuore d’amore, e di brividi, e di piccoli momenti di cui è fatta la nostra vita.
E’ un po’ questa la sensazione, quando ci si siede in teatro e si attende. Un attimo, un’emozione, una nota. Si attende in silenzio, come se quel silenzio fosse anch’esso Musica, Musica vera, come se avessimo trascorso l’intera vita ad aspettare proprio quel silenzio. Proviene dall’alto, lo sentiamo. Proviene dall’alto e discende su di noi, dolcemente, in modo tenero. Ci entra nella pelle e ci accarezza il volto, poi copre l’anima di ali con cui volare. E voliamo davvero, quando quel silenzio è dentro di noi, quando la Musica è dentro di noi. Chiudiamo gli occhi, ascoltiamo.
I battiti del cuore.
Il sorriso di chi amiamo.
I passi che ci conducono verso felicità eterne.
Le mani che toccano corde.
Le mani che toccano anime.
La Musica è lì, proprio lì, mentre si trasforma in silenzio, e poi in sogno che compare quando ad occhi chiusi cerchiamo verità improvvisamente svanite.
La Musica sarà sempre lì, come un porto sicuro in cui rifugiarci, come la Luna che si nasconde tra le nuvole senza perdere il suo volto.

Oggi vi raccontiamo una storia, la storia di una Musica che ha avuto il potere di toccare le corde più recondite dell’animo umano, fino a diventarne completamente parte. E’ la storia della Musica prodotta per anni dalla celebre orchestra Mozart, di cui il compianto Claudio Abbado è stato direttore artistico. L’Orchestra Mozart è una realtà unica nel panorama italiano, conosciuta in Europa per l’eccellenza delle sue produzioni e dei suoi musicisti. Ha preso vita a Bologna nel 2004, grazie ad un’idea di Carlo Maria Badini e diFabio Roversi-Monaco, con l’apporto determinante della Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna, ed è inserita quale progetto speciale nelle programmazioni della Regia Accademia Filarmonica di Bologna, una delle più antiche istituzioni musicali europee.
Nei suoi dieci anni di attività la Mozart si è plasmata intorno al pensiero musicale di Claudio Abbado, coinvolgendo grandi solisti e prime parti di prestigiose orchestre e affiancando loro giovani talenti provenienti da ogni parte del mondo e, pur essendo proiettata verso la ribalta internazionale, ha sempre mantenuto forti e profonde radici nel territorio di nascita: la città di Bologna e il suo tessuto sociale.
Alle sue produzioni hanno partecipato solisti internazionali come Martha Argerich, Radu Lupu, Alfred Brendel, Maria João Pires, Hélène Grimaud, Alexander Lonquich, Yuja Wang, Isabelle Faust, Vadim Repin, Mario Brunello, Natalia Gutman, Enrico Dindo.
Con la Deutsche Grammophon, autorevole etichetta discografica nell’ambito della musica classica, l’Orchestra Mozart ha inciso diversi album di prestigio e il suo alto profilo l’ha portata a tenere concerti nelle più importanti sale da concerto d’Europa, prime fra tutte il Musikverein di Vienna e l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma. Ha collaborato inoltre con molte altre istuzioni come ad esempio La Scala di Milano, il Teatro San Carlo di Napoli, il Festival di Ravenna, il Lucerne Festival, il Concertgebouw di Amsterdam, il Salzburg Festival, la Salle Pleyel di Parigi, il Palais de Beaux Arts di Bruxelles e l’Alte Oper di Francoforte.
Nel 2014 l’Orchestra Mozart ha sospeso le sue attività; nel 2016, con OM Risuona, prende il via il progetto di crowdfunding per la ripresa delle attività dell’Orchestra.

Oggi conosceremo il Prof. Loris Azzaroni, il Presidente alla Regia dell’Accademia Filarmonica di Bologna, sede dell’orchestra Mozart sin dalla sua originaria fondazione. A lui la parola!

 


D: L’Accademia Filarmonica di Bologna, di cui lei è Presidente della Regia, è tra le realtà culturali più importanti del panorama nazionale e bolognese. Qual è il messaggio che intendete comunicare al pubblico?
R: L’Accademia nasce come un’istituzione in cui studiosi e musicologi si riuniscono per discutere di musica. Dunque il messaggio attuale è quello di produrre musica, conservando la tradizione, dedicandosi anche all’innovazione e applicandosi nel campo della divulgazione. E’ attenta al mondo dei giovani, attraverso corsi di alta formazione; è attenta agli anziani, per cui vengono programmati concerti in orari per loro favorevoli. Ha dunque una sua programmazione concertistica; è un messaggio composito, dato che diverse sono le dimensioni con il quale l’Accademia sviluppa le sue attività.

D: Tra le iniziative culturali da voi promosse, emerge particolarmente l’Orchestra Mozart. Cosa ricorda della sua originaria composizione, di cui il mitico Claudio Abbado era direttore artistico?
R: La composizione dell’Orchestra di Abbado era quasi esattamente la stessa di questa Orchestra. Dunque, questo concerto sarebbe una ripresa dell’Orchestra Mozart, non come la nascita di una nuova Orchestra. Soprattutto, ciò che interessa particolarmente ai musicisti è continuare una tradizione che, nel corso di dieci anni, si è storicamente fondata. Noi proseguiamo questa storia, appunto, e proponiamo un messaggio di Alta Cultura musicale, dato che nel tempo abbiamo anche in programma di sviluppare interazioni con arti visive, cinematografiche e teatrali; progetti, dunque, che vedranno l’Orchestra Mozart protagonista assieme ad altri soggetti della città e del territorio nazionale e internazionale.

D: Che tipo di formazione svolge l’Accademia dell’Orchestra Mozart per i giovani talenti?
R: Sin dalla sua originaria composizione, accanto all’Orchestra Mozart è sempre esistita l’Accademia dell’Orchestra Mozart, che fu fondata da Claudio Abbado. In questa scuola di alta formazione per giovani talenti, l’obiettivo era far nascere i nuovi musicisti dell’Orchestra Mozart. E’ dunque una scuola per musicisti d’orchestra e musicisti da camera, che da sempre hanno sviluppato intense attività, sia di formazione sia concertistiche, proprio perché i loro corsi hanno sempre avuto il loro sbocco finale in uno o più concerti, o addirittura in tournées che si sono svolte in tutta Italia.

D: Ci parli del progetto “Orchestra Mozart Risuona”, il ritorno di questa splendida orchestra dopo due anni di pausa. Da dove nasce l’idea?
R: Da sempre, era rimasto in ognuno di noi il suo ricordo. Occorreva dunque un’occasione particolare per avviare nuovamente le attività dell’orchestra. L’occasione è stata trovata nel 350esimo anniversario dell’Accademia Filarmonica dell’Orchestra Mozart che ricorre quest’anno. Abbiamo dunque potuto finalmente pensare di riprendere quel filo che non avremmo mai voluto interrompere. Purtroppo, quando venne a mancare il maestro Abbado, quel filo è restato per un periodo di tempo sospeso, ma i musicisti stessi hanno sempre creduto in questa ripresa. Il titolo del progetto “OM Risuona” si riferisce al fatto che l’Orchestra riprende a suonare dopo una semplice sospensione, che non abbiamo mai voluto chiamare interruzione. Abbiamo immaginato un’Orchestra che fosse gestibile e sostenibile, e per la quale abbiamo cercato fondi attraverso una campagna di crowdfunding, in atto per l’intero anno 2016, che ha visto anche la partecipazione di molti cittadini. Abbiamo fatto questo tipo di scelta perché ci sembrava anche in linea con i tempi e le esigenze del mondo di oggi, diverso dal mondo di ieri, perché richiede metodi speciali. L’idea è avere dunque un organismo che ha avuto solamente una pausa intermedia, dopo la quale la musica ricomincia.

D: Un evento unico che vedrà protagonista l’Orchestra Mozart sarà un concerto che si terrà presso il Teatro Manzoni di Bologna, il 6 gennaio 2017. Quali sono le vostre aspettative in merito?
R: Le nostre aspettative sono altissime, perché riteniamo che questo sia un evento internazionale. L’Orchestra Mozart è conosciuta, non solo in Italia, ma anche in tutta Europa, perché molti sono stati i concerti tenutasi nei più importanti teatri e auditorium europei. L’aspettativa è alta perché alta è l’attesa di questo ritorno dell’Orchestra; lo sappiamo perché abbiamo segnali molto precisi di un’attesa trepidante. Abbiamo realizzato anche una serie di otto piccoli concerti da camera, organizzati dagli stessi solisti dell’Orchestra Mozart, che hanno suonato gratuitamente, rappresentando per loro un modo di contribuire alla sovvenzione dell’Orchestra, e per la città un esempio di amore e dedizione per questa Orchestra che li ha visti insieme per molti anni. Dunque, una serie di concerti organizzati dai musicisti stessi, con il contributo fondamentale dello staff dell’Accademia che si dedica soprattutto all’Orchestra Mozart, che mi sento di ringraziare. E’ stato un evento unico: una grande Orchestra che organizza ben otto concerti da camera in modo gratuito.

D: Come definirebbe la musica dell’Orchestra Mozart? Quali sono gli elementi che la rendono unica?
R: Gli elementi sono molti, e sono quegli elementi nati proprio grazie al fatto di aver suonato per dieci anni sempre insieme, guidati da un genio della musica come il grande Abbado. Questo suono particolare, estremamente compatto, estremamente fuso, è un suono che si distingue subito dalle altre Orchestre per il suo colore assolutamente unico. Un’altra caratteristica più tecnica dalla quale discendono fatti sonori è il concetto che i musicisti hanno del suonare in questa Orchestra. Abbado ha insegnato loro a concepire l’Orchestra sinfonica come una grande Orchestra da camera; i musicisti hanno assorbito questo messaggio, ed effettivamente essi suonano in Orchestra come se suonassero in una grande Orchestra da camera. Questo elemento non si può solo sentire, ma anche vedere; mentre suonano, i musicisti si guardano tra di loro, esattamente come si guardano i musicisti che compongono un quartetto o un quintetto di musica da camera. Questo non avviene normalmente in una grande Orchestra sinfonica, perché solitamente viene concepita come un grande organismo fatto di musicisti che suonano assieme. Nell’Orchestra Mozart, le diverse parti, che vanno a comporre questo organismo, si compenetrano e si integrano l’una nell’altra, rendendo quindi diverso e particolare il suono che ne esce, ma anche lo stile e lo scorrere della musica. Nasce qualcosa di diverso, perché diverso è il modo con cui i musicisti si rapportano tra di loro, si guardano e si sorridono. Secondo me, questa è una forte particolarità dell’Orchestra Mozart.

D: Quale consiglio darebbe ai giovani musicisti che vorrebbero entrare nella vostra Orchestra? Quali dovrebbero essere i requisiti?
R: Preferisco non dare consigli, ma piuttosto affermare cosa hanno fatto i giovani musicisti che già sono nell’Orchestra: hanno studiato tantissimo, perfezionandosi e frequentando l’Accademia dell’Orchestra Mozart oppure i nostri numerosi stages. Hanno inoltre hanno superato un esame di ammissione per l’Orchestra. I musicisti meno giovani erano invece già in orchestre importanti.

D: Quali sono i vostri futuri progetti?
R: Abbiamo altri progetti mirati sia all’Italia sia all’estero, radicando anche l’Orchestra nella nostra città con iniziative tra cui l’unione della musica con altre arti, come quella visiva, teatrale ecc..

D: Quali sono gli elementi e le caratteristiche che una buona orchestra deve possedere? Da dove nasce l’empatia tra i musicisti?
R: Questo dipende dal materiale e da chi porge il materiale. Il materiale sono i musicisti. Un’orchestra con degli ottimi musicisti ha buone possibilità di diventare una grande orchestra. Un’orchestra con musicisti non così eccellenti ha meno possibilità. Ma conta molto anche chi plasma questa orchestra, cioè il direttore. Più le orchestre sono brave e sensibili più la differenza della bacchetta si comprende, perché in un’orchestra composta da musicisti eccellenti, questi sapranno cogliere anche le differenze minime tra un tipo di direzione e un altro tipo di direzione. Così come, prendendo come esempio la pittura, un bravo osservatore riesce a percepire le sottili differenze tra le diverse opere del Carracci.


Ringrazio Loris Azzaroni per la sua collaborazione e per il tempo che ci ha donato, augurandogli di continuare a sorprenderci e a sorprendersi.

 

Recensione ed intervista a cura di Stefania Meneghella

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