Marzia Papagna – Precaria, felicemente sposata

Istantanee
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10 agosto 2016
Benedetta De Luca - La bellezza sta nel coraggio
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Marzia Papagna

Attraverso la semplicità è possibile realizzare un matrimonio di grande effetto. Sicuramente i costi saranno più bassi grazie all’utilizzo di materiale naturale, al quale si vanno ad aggiungere oggetti come tovaglie, cuscini, cestini in vimini. L’idea di un matrimonio a basso costo come quello proposto è però effettuabile sicuramente in un posto che abbia una bella vista o che affacci sul mare in modo tale da poter rendere tutto più straordinario. Questa scelta è stata adottata per la prima volta da due sposini pugliesi, Domenico Pizzi, geometra, e Marzia Papagna, freelance, che hanno deciso di dare al loro grande giorno un tocco estremamente personale, sono stati i primi, infatti, a voler organizzare un matrimonio ecosostenibile. Il motivo di questa scelta non è stato solo economico, ma anche perché volevano differenziarsi dai grandi festeggiamenti presenti nella terra pugliese, poiché non si adattavano bene al loro essere. Parole d’ordine per questo matrimonio sono quindi: natura, chilometro zero e riciclato.Lasciamo la parola alla sposa Marzia che ci racconterà il perche della sua scelta.

”Amore, abbiamo un contratto”.

Sì. Abbiamo firmato l’atto del matrimonio.

Io e Domenico adesso siamo marito e moglie. Ma cosa è cambiato veramente?

Materialmente nulla: stessa casa, due gatti, un frigorifero da cambiare, il fruttivendolo che urla la mattina per accaparrarsi i clienti, la stazione a due passi da casa, i vestiti da stirare.

Io non sono cambiata, a parte il fatto che ho una fede al dito della mano sinistra. Per il resto è tutto identico: mangio quando ho fame, vado in ritardo agli appuntamenti, sbaglio ancora i treni, se non dormo bene ho le scatole che mi girano per tutto il giorno e il bagno resta la mia stanza preferita.

Mi sono sposata proprio quando in tutto il mondo si parla di crisi, eppure ce l’ho fatta, ce l’abbiama fatta e siamo felici così.

Cosa rappresentano le giovani coppie – e ne sono rimaste pochissime – che decidono di affrontare il matrimonio nonostante il periodo ‘nero’? Noi non ce ne rendiamo conto, ma siamo una generazione di audaci, folli e innamorati. Rischiamo tutto pur di toccare la felicità con un dito. Siamo pronti a scommettere sui sentimenti e sulla sicurezza che abbiamo di noi stessi. La crisi è solo l’ennesima sfida da affrontare. Abbiamo una, due, tre lauree, un master se non due e un entusiasmo che supera ogni difficoltà. Problem solving? Certo, perché tanto il problema non siamo noi.

Siamo giovani, precari e felicemente sposati. Fidatevi, in due è tutto più facile.

Ci amiamo e, non so per quale strana ragione, dal 5 settembre ci amiamo ancora di più. Di certo c’è che so cos’è la felicità. Poi c’è anche il fatto che, se abbiamo deciso di ufficializzare il nostro rapporto e diventare marito e moglie, lo abbiamo fatto perché il nostro amore è più grande di ogni altra cosa, è più grande di noi stessi.

Ho già raccontato che non avrei mai pensato di riuscire a fare un passo del genere nella mia vita, ma a causa della distanza, delle incertezze lavorative, dello stile di vita precario e almeno per quanto mi riguarda da fuori sede, il nostro amore non meritava e non merita di subirne le conseguenze. Perché l’amore non è precario, e noi non dobbiamo permettere che emozioni e sentimenti siano vittime di momenti delicati, fatti di tensioni e incertezze che, purtroppo, non dipendono sempre da noi.

E’ vero, ho scelto io di lasciare Roma e un lavoro che ho sempre amato. Ma adesso non sono sola, per di più sono in una terra bellissima: la Puglia.

La mia vita da donna sposata ricomincia da qui. Vediamo cosa sono in grado di fare.


Introduzione a cura di Manuela Ratti
Fonte:  Il mio matrimonio sostenibile

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