POVIA – Musica che parla

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Cantautore

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Giuseppe Povia

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La musica presenta infinite e contrastanti sfumature, che permettono di entrare involontariamente in mondi diversi tra di loro. Sono i mondi di chi urla per farsi sentire, di chi crede, di chi è disposto a tutto pur di cambiare l’universo.

Oggi è nostro protagonista Giuseppe Povia, cantautore divenuto celebre per la sua determinazione, per il coraggio, per la forza contenuta nelle note che sono trasmesse all’ascoltatore come parole vere, sincere, come le parole di chi continua ad essere sé stesso senza condizionamenti. La musica di Povia non è solo musica che trasmette: è musica che parla. Parla di amori finiti e ricominciati, di società denigrate, di maschere che sostituiscono volti, di esistenze senza mete, e di speranza. La speranza di ritornare bambini, di vivere in uno spazio diverso, di sopravvivere con persone che ne capiscono il significato. La musica di Povia è dunque musica che resta dentro, così come le sue parole che, come filastrocca, viaggiano nella mente impregnandosi del loro senso. Affrontando tematiche sociali con una delicatezza e sensibilità estrema, l’autore riesce a non essere dimenticato, proprio per la sua personalità trasparente che attraversa le note giungendo al pubblico.

La carriera di Giuseppe Povia inizia quando, nel 2003, vince la XIV edizione del Premio Città di Recanati (oggi Premio Musicultura) con il brano “Mia sorella” (canzone che tocca il tema dell’anoressia e della bulimia) elogiato da alcuni dei più grandi poeti d’Italia contemporanei come Alda Merini, Fernanda Pivano, Dacia Maraini.
Nel 2005 partecipa, fuori concorso, al Festival di Sanremo con la canzone “I bambini fanno ooh…”. Il brano viene scelto come colonna sonora per “Avamposto 55”. Il pezzo ha superato le 180.000 copie vendute, ricevendo numerosi dischi di platino ed è stato premiato, su indicazione della SIAE e con un riconoscimento speciale da BMG Sony, per aver raggiunto più di 500.000 download digitali. Esce il suo primo Album “Evviva i pazzi…che hanno capito cos’è l’amore” che raggiunge il disco d’oro per le oltre 60 mila copie vendute.
Nel 2006 vince la 56° Edizione del Festival di Sanremo con la canzone “Vorrei avere il becco” e pubblica il secondo Album “I bambini fanno ooh… la storia continua” che raggiunge il disco d’oro per le oltre 45 mila copie vendute.
Nel 2009 arriva 2° alla 59° edizione del Festival di Sanremo con la canzone “Luca era gay” e si aggiudica anche il Premio Sala Stampa Radio Tv. Il 20 febbraio esce il suo quarto Album “Centravanti di mestiere” in contemporanea in Italia, Germania, Francia, Svizzera ed Austria. Vince, con il brano “Luca era gay”, il premio Mogol per il miglior testo tra le canzoni popolari italiane edite dal 1° gennaio 2008 al 28 febbraio 2009. Conduce per 13 puntate su Canale Italia la trasmissione “Ho imparato una canzone”.
Nel 2010 partecipa alla 60° edizione del Festival di Sanremo con la canzone “La verità” e pubblica il suo sesto Album, un Ep intitolato “Scacco matto” che riceve il disco d’oro per le oltre 63 mila copie vendute ed oltre 250 mila download digitali. Nell’ambito dei Wind Music Awards, riceve il premio delle associazioni di categoria Fimi, Pmi e Afi e pubblica il singolo “E non passi”.
Nel 2012 viene pubblicato il suo nuovo lavoro dal titolo “I ‘bambini’ fanno rock”. Nasce al CMM di Grosseto la prima “Scuola per Cantautori” di cui lui è il Direttore Artistico.
Nel 2013 parte il progetto “Scuole in tour con Povia” che prevede incontri musicali e dibattito su canzoni a tematica sociale rivolto ai ragazzi degli istituti d’istruzione secondaria. Partecipa come ospite fisso in prima serata su Rai 1 al programma “I Migliori Anni” presentato da Carlo Conti.
Nel 2014 inizia il nuovo tour teatrale dal nome “Tu Povia non lo conosci”.
Ad aprile 2016 esce il doppio Cd dal titolo “NuovoContrordineMondiale” autoprodotto, autodistribuito e a tiratura limitata totalmente libero da multinazionali, grandi distribuzioni e portali digitali.

Ora lasciamo la parola a Giuseppe Povia, con l’augurio di continuare a parlare attraverso le note.


D: Come si avvicina al mondo della musica?
R: Sentivo mia mamma che cantava, io ero dentro la sua pancia e le facevo i cori e le controvoci. Quando si dice che è una cosa innata..

D: Nelle sue canzoni spesso è presente la tematica sociale. Crede che attraverso un brano musicale la gente può iniziare a cambiare idea su determinati argomenti?
R: Le canzoni non sono altro che cose dette in musica. Se quelle cose hanno un senso e propongono una soluzione, allora sì.

D: Nel 2005 partecipa fuori concorso a Sanremo con il brano “I bambini fanno oh” riscuotendo da subito un grandissimo successo. Se lo sarebbe mai aspettato?
R: Sapevo che la canzone era bella ma non così tanto bella.

D: Quale crede sia il segreto di questo brano che tanto ha colpito il pubblico?
R: Riuscire a far ricordare a tutti gli adulti che sono stati dei bambini innocenti.

D: Nel 2006, invece partecipa a Sanremo big con il brano “Vorrei avere il becco” vincendone la categoria. Cosa ricorda di quel Sanremo vissuto non più come ospite ma per la prima volta come concorrente?
R: Ricordo che il 99,9% della stampa radio-tv mi prese in giro. Però ricordo anche che la gente mi votò e che il piccione stracciò tutti.

D: Le canzoni “Luca era Gay” e “La verità” affrontano temi molto delicati. E’ stato per lei difficile scrivere mettendosi nei panni di chi vive determinate dinamiche?
R: Se le storie mi appassionano mi resta facile, soprattutto quando decidi di fregartene di quello che dirà la gente.

D: Quali sono i messaggi che vorrebbe fossero trasmessi dai cantautori più giovani?
R: Per me un cantautore deve essere completo e quindi in grado di parlare di tutto.

D: Nel 2013 nasce il progetto “Scuole in tour con Povia”, che prevede incontri musicali e dibattito su canzoni a tematica sociale rivolto ai ragazzi degli istituti d’istruzione secondaria. Quali sono le idee che vorrebbe fossero comprese da questi ragazzi?
R: Da adolescente ero depresso perché ero convinto di non piacere a nessuno e che nessuno provasse le ansie e le paure che provavo io. Poi ho capito che alcuni malesseri sono per tutti. Vorrei quindi che i cantautori parlassero sempre onestamente e non scrivessero mai cose a tavolino. Si può essere furbi ma sempre onesti.

D: A quali dei suoi lavori discografici è più legato? Perché?
R: Ogni lavoro ha un percorso interiore ed esteriore. Sono legato a tutti.

D: Qual è una tematica che non ha ancora affrontato in suo brano ma di cui le piacerebbe scrivere?
R: Non saprei, ce ne sono varie..

D: Quali sono i suoi futuri progetti?
R: Andrò in giro a rimborso spese a promuovere il mio nuovo disco “NuovoContrordineMondiale”. Si può anche ordinare a ufficiostampa@povia.net (spedizione via posta).


 

Ringraziamo Giuseppe Povia, con l’augurio di continuare a parlare attraverso le note. 

 

Recensione a cura di Stefania Meneghella
Intervista realizzata da Manuela Ratti
Pubblicazione a cura di Roberta Giancaspro

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