Pinella Passaro – L’eleganza nell’anima

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Stilista

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L’anima ha bisogno di vestirsi di eleganza, quella stessa eleganza che scorgiamo da lontano ogni singolo e vorremmo raggiungere sempre; anche solo con una mano, anche solo con lo sguardo. L’anima ha bisogno di vestirsi di tutti quegli elementi che la contraddistinguono, di tutti quei valori che sente finalmente propri. Non può impregnarsi da sola, di tutta quella sensibilità di cui ha bisogno, ma sente la necessità di osservare qualcuno che la aiuti mentre cerca di camminare ed essere sé stessa. Così, quel qualcuno diventa per lei punto di riferimento, angelo custode di fragilità e coraggi, vita; soggetto capace di vestire le anime bisognose di eleganza e tassellarla di sensibilità, quell’anima in cerca di chi la prenda per mano nel giorno più importante e la accompagni verso il luogo in cui aveva sempre sognato di essere. E’ un po’ questo il compito di una stilista che, osservatrice da lontano di tutti quei bisogni e di tutte quelle necessità, decide di mettersi in gioco per costruire piccoli tasselli di eleganza e benessere di cui ha bisogno un’anima. 

E’ un po’ questo il compito di Pinella Passaro, stilista affermata e conosciuta, in particolar modo, per la collezione di abiti da sposa che porta il suo nome; Pinella ha la capacità di vestire non solo corpi ma anche anime, trasformando un vestito nella personalità di chi lo indossa. Con uno stile elegante e raffinato, veste le donne di sensibilità portando loro a credere che nel giorno più importante della loro vita saranno davvero sé stesse, e aiutandole in questo percorso fatto talvolta di ansie e coraggi. “Passaro Sposa”nasce con questo obiettivo: vestire anime oltre che corpi. La famiglia Passaro inizia la sua attività nel commercio di stoffe e tessuti nella metà del 1800 in una bottega nel cuore del centro medioevale di Cava de’ Tirreni, in provincia di Salerno. Lì nasce l’amore e l’attenzione per la qualità delle stoffe, dei tessuti, dei ricami che porterà, quasi un secolo dopo, l’attività ad una prima svolta: la confezione e la sartoria privata. Nel pieno boom economico del dopoguerra furono Gina Catalano e Andrea Passaro, alle redini dell’azienda, a capire l’attenzione crescente della clientela verso le tendenze dello stile. Interpretando la moda contemporanea, “Passaro” diviene in poco tempo sinonimo di avanguardia ed originalità, presentando le collezioni dei brand più in voga. Le botteghe diventano così vere e proprie boutique. Negli anni ’90 irrompe Pinella che, insieme a Stelvio Senatore, contribuisce al progresso della tradizione commerciale. Tra i primi in Italia, essi inaugurano il primo Atelier sposa, che diventa in pochi anni uno degli Atelier più importanti del territorio nazionale. A questo si uniscono, in breve tempo, l’Atelier Passaro di Salerno, dedicato alla sposa, all’haute couture e alla pellicceria, e l’Atelier Passaro di Battipaglia. Diviene fondamentale in questi anni la collezione sartoriale “Pinella Passaro” che ormai costituisce un presente solido e di successo. Altri Atelier e boutique sono stati dedicati alla donna nel tempo, ed oggi sono ben otto. Pinella Passaro è oggi tra le stiliste più affermate e conosciuta nelle reti televisive; partecipa attualmente come Tutor delle Spose nella popolare trasmissione “Detto Fatto” in onda tutti i giorni su rai 2, condotto da Caterina Balivo, in cui mostra tutte le sue creazioni nella periodica rubrica di wedding.

L’anima ha bisogno di vestirsi di eleganza, e Pinella Passaro è l’esempio di quanto importante sia questa missione.

Augurandole di continuare a donarci questa consapevolezza e la sensibilità nel cuore, lasciamo la parola a lei. 


D: Come si è sviluppata in lei la passione per la moda?
R: La mia azienda ha più di 100 anni e io ci sono cresciuta praticamente dentro, tra la boutique e la sartoria. Anzi, ricordo che quando ero bambina già vestivo le mie bambole con ritagli di tulle per costruire loro degli abiti da sposa. In pratica non ricordo quando ho cominciato ad innamorarmi di questo mondo, credo sia così da sempre.

D: Cosa le ha spinto a specializzarsi negli abiti da sposa?
R: Fino a qualche tempo fa tutte le sfilate di alta moda si concludevano con un abito da sposa. E’ l’abito più femminile che esista, è la summa di ogni sogno. E’ forse, in questo momento, l’abito che regala più emozioni. Per me è stato sempre un mondo fatato, in cui mi sono sempre sentita a mio agio.

D: Qual è lo stile che le spose scelgono solitamente?
R: Non esiste una sposa uguale all’altra. Per questo la mia collezione è così vasta e poliedrica; non mi sono mai sentita di dover “imporre” uno stile alle mie clienti perché ogni donna è diversa una dall’altra, e così lo sono i loro desideri. In questo momento mi chiedono molto abiti femminili: è il segno che le ragazze di oggi che arrivano all’altare sono molto sicure di sé.

D: Qual è lo stile che, invece, lei preferisce?
R: Posso rispondere “elegante” e “sofisticato”? Nella mia collezione c’è un leit motif, da sempre: coniugare la tradizione con la modernità. La tradizione significa sia utilizzare metodi di costruzione dell’abito che usiamo da quando mia madre, negli anni 50, ha fatto nascere la Sartoria Passaro, sia rispettare alcuni canoni intramontabili. Modernità significa essere al passo coi tempi, capire i desideri delle donne e ciò che ci circonda e interpretarli al meglio, cercando sempre di essere originali. Fondere questi due pilastri è alla base delle mie collezioni.

D: Come è stato realizzare degli abiti per un evento importante come Bellezza senza confini?
R: Emozionante. Questo perché volevamo dimostrare che la bellezza è qualcosa che non dipende dalla presenza di una carrozzina o di disabilità, è un valore assoluto. Sentivo l’importanza ma ciò che ho dato è stata un piccola frazione di ciò che ho ricevuto.

D: Come pensa sia cambiata la moda da sposa nel corso degli ultimi anni?
R: Cambia ogni anno, ogni attimo. Credo che tante ragazze siano oggi più attente alla qualità rispetto a qualche anno fa e ciò mi rende molto felice, fare artigianato di alto livello è molto complicato ma avere persone attente davanti alle tue realizzazioni ti rende soddisfatta del tuo lavoro.

D: Quali sono i suoi consigli per chi vuole organizzare un matrimonio semplice ma elegante?
R: Seguire i miei consigli sul blog www.pinellapassaro.it o sulla mia pagina Facebook! A parte questo, in generale essere naturali, sé stessi e cercare di semplificare aiuta sempre a raggiungere lo scopo.

D: Ci sono altri colori, che secondo lei possono essere usati in sostituzione al bianco per gli abiti da sposa?
R: Premesso che per me il bianco è un must -lasciamo perdere chi lo intende, come una volta, come simbolo di purezza, concetto oramai anacronistico-, i colori secondo me dovrebbero essere utilizzati prevalentemente nei dettagli. Ma ci sono nuance delicate, chiare che sono assolutamente adatte. Penso al rosa o al verde chiarissimo; in passato ho anche utilizzato in questo modo il tortora o colori considerati “freddi” come l’azzurro polvere e il grigio. L’importante è che sia sobrio, declinato nei particolari o, se si vuole realizzare l’intero abito in colore diverso dal bianco, che sia sfumato, delicato, sobrio.

D: Per quanto riguarda invece la moda uomo quale crede sia lo stile migliore per uno sposo?
R: Voglio piuttosto dare due consigli. In primis affidarsi a mani esperte. Anche l’uomo ha bisogno di una costruzione adatta al proprio fisico. Secondo: leggere bene le regole del bon ton: ho visto tight di sera e cilindri in chiesa!

D: Quali sono le esperienze che hanno segnato maggiormente la sua carriera in maniera positiva?
R: Sono fortunata e ho avuto tanti riconoscimenti, quindi non so sceglierne una in particolare. Ogni ragazza che incontro nei miei Atelier sa regalarmi sempre qualcosa, non è una banalità.Però la mia più grande fortuna credo sia essere aiutata da mio marito e i miei figli. Il confronto con persone in gamba come loro mi ha aiutato enormemente. Certo, devo dire che la mia partecipazione da ormai tanti anni al programma “Detto, Fatto!” su Rai Due è una bellissima esperienza, ho mostrato in tv più di 300 abiti da sposa, tutti diversi e tutti disegnati da me. La gente mi riconosce quando sono in giro per l’Italia e mi fa piacere poter far capire cosa è il Made in Italy (anzi, il Made in Sud).

D:Quali sono le sue prospettive per il futuro?
R: Riuscire a trovare un po’ di tempo in più per mia nipote che ha pochi mesi e si chiama come me, Pinella!

D: Quali sono i suoi consigli a coloro che decidono di seguire il suo stesso percorso lavorativo?
R: Se non amate questo lavoro, lasciate perdere, fate altro. Ci sono enormi sacrifici, c’è bisogno di impegno continuo e bisogna sempre mettersi in discussione. Ma realizzare i sogni delle donne è tanto difficile quanto emozionante.


Ringraziamo Pinella Passaro per la collaborazione, sperando possa continuare a realizzare abiti dall’eleganza e dal fascino inestimabili.

 

Recensione a cura di Stefania Meneghella
Intervista realizzata da Manuela Ratti
Pubblicazione a cura di Roberta Giancaspro

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