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Quando si ascolta una canzone è bello che la musica ci lasci un’emozione, un messaggio, qualcosa da prendere spunto per rifletterci sopra. E’ bello se riusciamo a trasformare i tre minuti di una canzone in qualcosa che ci può cambiare la vita, compiendo qualcosa che mai avremmo creduto di poter realizzare. E’ giusto dubitare di quello che ci circonda, allo stesso modo è meraviglioso poter riscoprire tutto quando quei dubbi si trasformano in qualcosa di più concreto e definitivo. Il progetto dei Persimale nasce da due concetti principali: teoria del dubbio, che è spiegata meglio anche nel loro primo progetto discografico, nel quale affrontano il tema in maniera molto ampia chiarendoci molti punti, e immaginazione che è il loro punto di partenza dal punto di vista creativo, dal quale nasce tutta la loro musica. Scopriamo attraverso le loro parole come questi elementi si fondono dando vita a qualcosa di inaspettato ma allo stesso tempo unico.

Lasciamo ora la parola ai Persimale con l’augurio di proseguire in questo meraviglioso percorso.

 

 D: Come mai avete scelto Persimale come nome del vostro gruppo?

R: Quando nasciamo quello che è al di fuori del nostro campo percettivo semplicemente non esiste. Crescere vuol dire vedere la realtà allargarsi e prendere coscienza del fatto che si è sempre più distanti dal centro. Per ritrovare consapevolmente il proprio posto nel cosmo è necessario perdersi. E noi ci siamo persi male.

D:Come descrivereste la vostra musica a chi non ha avuto ancora modo di conoscerla?
R: Vogliamo parlare una lingua che sia comprensibile per il maggior numero possibile di persone, per riuscire a raccontare il nostro punto di vista sull’universo. Ci affidiamo alla nostra immaginazione, sperimentando sempre nuovi tipi di forma e contenuto. In questo modo cerchiamo di ampliare costantemente la portata e l’efficacia del messaggio.

D: Quali sono gli artisti dai quali traete ispirazione?

R:Abbiamo vissuto da sempre in un flusso di esperienze diversissime e sarebbe riduttivo limitarci a citare singoli nomi. Non abbiamo pregiudizi e siamo sempre disposti a cercare l’ispirazione anche in luoghi inaspettati.

D: Quali sono tre aggettivi che usereste per descrivere la vostra musica?
R:Persa, universale, peculiare.

D: Parlateci del vostro primo progetto intitolato “La teoria del dubbio”
R:Il dubbio è la prima tappa del viaggio verso una dimensione esistenziale definitiva. Allo stesso modo per noi questo lavoro è stato il primo passo di un percorso che confidiamo ci porti lontano. Abbiamo cercato di rappresentare nei brani 4 situazioni in cui le certezze dell’infanzia tipicamente crollano: il momento in cui si smette di credere nell’amore idealizzato, la costruzione critica di un proprio sistema morale, la fase in cui ci si interroga sull’esistenza di dio e la sensazione che si prova quando si realizza che non si è immortali.

D: Qual è un brano di questo progetto al quale siete particolarmente legati? Perché?
R: Sicuramente “Orologi”. Siamo un incastro fragilissimo di viti e ingranaggi. Tutto cambia. Nulla si crea. Nulla si distrugge. La nostra esistenza è solo un granello nella clessidra dell’eternità. Realizzare questo significa cercare di essere pienamente umani, coscienti dei propri limiti e delle proprie potenzialità. Questo brano è la sintesi della riflessione che abbiamo chiamato “Teoria del dubbio”.

D:  Qual è un messaggio che vorreste la gente potesse capire attraverso questo progetto?
R:Vorremmo che la musica fosse un ponte tra la nostra mente e quella di chi ci ascolta. L’inizio di un dialogo continuo. Ci piacerebbe ottenere la partecipazione di chi ci segue ad una riflessione collettiva su quelli che riteniamo essere alcuni degli aspetti centrali dell’esistenza umana. Trasformare le storie che raccontiamo in un’unica grande storia: la storia di tutti.

D: Avete un sogno in ambito musicale da realizzare?

R: Riuscire a costruire una situazione che ci dia i mezzi per raggiungere la massima potenzialità espressiva. Un altro aspetto che ci interessa molto è quello di riuscire a creare un contesto di aggregazione con altri artisti che arricchiscano la nostra visione. Sarà un lavoro lungo, ma abbiamo già gettato le fondamenta per costruire questo edificio, per trasformare un sogno in un obiettivo.

D:Quali sono i vostri futuri progetti?

R:Innanzitutto non vediamo l’ora di presentare lo spettacolo che stiamo preparando per sentire sulla nostra pelle la risposta emotiva di persone in carne ed ossa. Speriamo che questo periodo strano sia una pagina della Storia che abbiamo già voltato. Abbiamo molti progetti per un futuro più remoto, ma non è ancora il momento di svelarli.


Ringraziamo Persimale per la sua collaborazione e per il tempo che ci ha donato, augurandogli di continuare a sorprenderci e a sorprendersi.

 

Intervista realizzata da Manuela Ratti

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