Oltre i “limiti”: la volontà del cuore

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Scrittrice

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Titolo: “La disabilità non è un limite”
Autrice: Anna Adamo
Casa Editrice : Europa Edizioni Sinossi

Un difficile parto gemellare, una serie di complicazioni, l’inattesa e tragica morte del maschietto, la terribile sopravvivenza della piccola, destinata ad una delle vite più difficili che si possano immaginare. Queste sono le premesse di una storia autentica, raccontata in prima persona dalla sua protagonista. La vita di Anna è stata segnata indelebilmente, fin dai suoi primi istanti, con il marchio della disabilità. Un marchio che porta con sé una tale quantità di conseguenze che soltanto viverle permette di comprenderle davvero. Il periodo scolastico, la giovinezza, le passioni stroncate dall’impossibilità, gli sguardi delle persone che non riescono neanche a gestire la sola vista del problema, figurarsi una relazione più stretta… tutto questo è stato ciò su cui si è basata la vita di una donna. Una donna che si è ritrovata con davanti un futuro quasi irraggiungibile, una donna che ha tirato fuori la grinta ed ha ottenuto i suoi risultati, anche se per farlo è dovuta passare attraverso tante difficoltà da dover proteggere il suo cuore in una teca di ghiaccio

Quanto male facciamo contro chi sta combattendo battaglie in silenzio? Chi siamo per poter giudicare cosa gli altri possono fare?Per dire cosa meritano? Per escluderli dalle nostre cerchie,solo perché diversi? Anna Adamo scrive nell’ultima parte del suo libro (La disabilità non è un limite) :” Ho paura di essere presa in giro,continuamente. No,non ho più un cuore. Non l’ho mai avuto”. E forse di tutta la storia che ha narrato attraverso poche,ma dense pagine è questo quello che resta:un cuore che in fondo c’è. Un cuore ferito e calpestato che ancora lacrima e soffre. Una bambina,adesso donna che attende il suo riscatto più grande. Dimostrare a chi ha riso di lei,chi le ha detto di non potercela fare che è capace di qualunque cosa. Una storia difficile la sua che incomincia a partire dal primo vagito. Anna è figlia di un parto gemellare prematuro. Anna è diventata figlia unica. Una gravidanza in apparenza semplice,che ha portato i suoi genitori di fronte a scelte e prove dure. Una nascita inaspettata di due creature. Una morte che spezza il sorriso e la gioia di un’altra vita. I suoi non sono semplici genitori,ma eroi. Lasciati in balia di medici incompetenti si sono fatti forza a vicenda e hanno cercato di stringere forte a loro,per paura di perderla anche la piccola Anna. Dopo varie diagnosi errate,l’esito ha portato alla luce un problema di deambulazione. Un altro duro colpo per questa famiglia,per Anna. Tante le domande da porsi,ma poche le risposte. La vita sceglie per noi. Il nostro compito in certe circostanze,è quello di cavalcare onde alte portatrici di tempeste,attraversare notte buie e senza senso. Anna non si è però abbattuta. Ha trovato la strada giusta,non si è data per vinta. Oltre il dolore,oltre quello che la rendeva diversa dagli altri, ha dimostrato di esser una guerriera. A correre a lottare erano e sono il suo cuore e il suo animo. Questione di genetica dico io. Anna ha dimostrato in questi anni che bisogna capire l’altro. Non usarlo,deriderlo, averne compassione. La malattia,la disabilità sono solo “parole” che ci allontano di più da individui “normali”. Capaci di provare emozioni,gioie e dolori proprio come noi. Anna scrive per gridarci che non siamo noi a decidere ciò che è giusto per gli altri,che i deboli in realtà si leccano le ferite e ripartono,che non temono nulla. La protagonista e scrittrice di questa storia ha imparato a correre come un ghepardo,ha imparato a destreggiarsi in una giungla,tra individui spesso sordi e insensibili. Le sue gambe adesso volano. Non solcano più la terra,ma soffici nuvole… È leggiadra è fragile. Il tempo le permetterà di perdonare chi l’ha ferita e chiuderà per sempre con il suo passato.
Un linguaggio scorrevole,semplice e ricco di spunti riflessivi. Complimenti alla giovane scrittrice e auguri per un futuro felice e ricco di aspettative. Un augurio speciale anche alla sua mamma e al suo papà. Il frutto buono è figlio di un buon albero.


Recensione realizzata da Marika Carolla

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