Oliviero Bifulco – La danza è leggerezza d’animo

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Danzatore


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Oliviero Bifulco



Come potrebbe essere definita la danza se non avesse quella leggerezza che la contraddistingue?

È stato questo il nostro primo pensiero, quando abbiamo visto danzare il nostro ospite di oggi.

Il suo nome è Oliviero Bifulco e, dopo la sua meravigliosa esperienza al talent “Amici di Maria De Filippi 2017”, ha accettato di incontrarci. Oliviero inizia a studiare danza per divertimento e in poco tempo da hobby questa si trasforma in punto di riferimento. A 12 anni, si trasferisce a Milano per frequentare la scuola di ballo dell’Accademia Teatro Alla Scala, dove si è diplomato dopo otto anni di corsi.

Lasciamo la parola a Oliviero, con l’augurio più grande di proseguire in questo meraviglioso percorso.

 


 

D: Come nasce la passione per la danza?
R: La mia passione per la danza nasce quasi per caso, dall’intuizione che ebbe mia madre nel vedermi fare dei passi. Feci una prova in una scuola di danza e da lì non l’ho più lasciata.

D: Qual è l’aspetto che più ti affascina del mondo della danza classica?
R: La storia della danza classica è davvero “epocale”, ed è affascinante come dei balletti dell’Ottocento possano essere così attuali anche oggi. È triste, perché molte persone la vedono come una disciplina d’élite o “noiosa”. Mi piacerebbe contribuire a sfatare questo pregiudizio.

D: Partecipi all’ultima edizione del talent show “Amici”. Quali erano le tue iniziali aspettative?
R: Il mio intento era quello di affrontare un’esperienza nuova e di lavorare con molti  Maestri. Sono molto soddisfatto sotto questo punto di vista perché ho fatto cose che, al di fuori di Amici, non avrei potuto fare. Ho provato dall’hip-hop al latino e, credetemi, per un ballerino classico non è così automatico e neanche immaginabile ottenere dei risultati così buoni.

D: Qual è il momento più intenso che hai vissuto all’interno del serale?
R: Il momento più intenso è stato il primo approccio con lo studio e con il primo quadro di Peparini: mi sono reso conto di fare parte di un progetto più grande di quello che immaginavo, l’emozione era tantissima.

D: Come hai vissuto l’esperienza al serale e il rapporto col tuo coach Morgan?
R: Il serale è stato molto intenso, ma molto bello! E’ un po’ un mondo magico direi… Morgan con noi ballerini non aveva un rapporto frequente ma ho avuto modo comunque di avere con lui un piacevole scambio di pensieri e di idee.

D: Qual è il bilancio finale di questa esperienza?
R: È stata un’esperienza unica e irripetibile. Spero di aver portato, in un contesto difficile per la danza classica, qualcosa del mio mondo che io reputo speciale e magico.

D: Qual è un sogno che ti piacerebbe concretizzare nel mondo della danza?
R: In futuro mi piacerebbe avere l’opportunità di rendere la danza classica un pochino più “pop”, accessibile alla gente comune, soprattutto ai giovani!

D: Con chi sogneresti di collaborare in futuro?
R: Ah, con troppe persone! Mi piacerebbe unire più persone da campi differenti, sempre legati all’arte.

D: Come immagini la tua vita tra 10 anni?
R: Considero la mia vita come qualcosa in costruzione, quindi non riesco a fare previsioni: immagino sicuramente che continuerò ad impegnarmi in lavori inerenti all’arte.

D: Quali sono i tuoi futuri progetti?
R: Ora vorrei girare l’Italia a conoscere le persone che mi hanno sostenuto e poi mi piacerebbe tornare a lavorare in teatro.


Ringraziamo Oliviero Bifulco per la sua collaborazione e per il tempo che ci ha donato, augurandogli di continuare a sorprenderci e a sorprendersi.

 

Recensione a cura di Stefania Meneghella
Intervista realizzata da Manuela Ratti

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