Nicolò Noto – Misteri e trasparenze

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Danzatore


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Nicolò Noto


 


La danza ha tanti sinonimi, molti dei quali ancora da scoprire. Tanti significati, tante emozioni, tanti modi di essere. La danza è un mondo misterioso in cui l’unica certezza è la sua assoluta e meravigliosa capacità di essere trasparente.

Misteriosa e trasparente.

Due aggettivi opposti, ma anche simili.

Oggi abbiamo incontrato un celebre danzatore per cui “misteriosa” e “trasparente” sono due mondi che si incontrano nel suo inconscio, come per formare un’unica anima. Lui è Nicolò Noto, e ha tanto da trasmettere. Tanti brividi da donare. Tante sensazione da regalare. Tanta danza da scoprire.

Sì.. perché Nicolò danza ad occhi chiusi, mentre il resto del mondo lo guarda e scopre la sua vera essenza. Danza per scoprire misteri mai rivelati, ma anche per rivelare la sua personalità così trasparente da restare sospeso in aria a guardare l’universo.

Nicolò Noto nasce ad Asti il 4 Aprile 1993. Comincia a studiare danza classica all’età di 13 anni, presso la scuola “Pro arte danza” diretta dalla maestra Ena Naranjo. Nel 2008 partecipa al Concorso Internazionale “città di Spoleto” vincendo nella categoria juniores. In quell’occasione viene notato dalla maestra Irina kashkova, Direttore del “russian Ballet College” di Genova , che gli offre una borsa di studio. Apre una breve parentesi presso il Trin Park School in Inghilterra dove viene notato da altri direttori e preso per far spettacoli in Inghilterra,Vienna,Mosca e Svezia danzando ruoli principali. Nel 2011 vince ancora il 1′ premio al concorso internazionale “Città di Spoleto”. Vincitore di numerosi altri concorsi come: Futurando (Casale Monferrato), Livorno in danza (Livorno), Danza in fiera (Firenze), Genova Arte in Movimento, Chiavari in danza ecc… Nell’arco della sua carriera ha ricevuto attestati di prestigio: “Premio Positano” 2010 per i sorprendenti progressi conseguiti in uno studio didattico; Premio “Link” 2011 “Giffoni danza Festival” quale miglior giovane interprete; Premio assoluto “Genova Arte in Movimento” 2011 miglior ballerino; Premio “Il Tirreno” 2011 per l’impatto comunicativo; Premio “Roma e danza” 2014 teatro olimpico di Roma come miglior ballerino emergente. Dal 2014 socio onorario “AIMB”, associazione italiana maestri di ballo. Ha danzato come ospite in galà nazionali e internazionali come il “Mediterranean Arts of Festival” a Creta, “Giffon iFilm Festival”, “Gala Internazionale di Danza Raffaele Paganin” (Rieti), “Speranze & Realtà” (Spoleto), “Danza in Fiera” (Firenze) danza in ruoli solistici nello Spoleto ballet Ensamble “il Valore di una vita” del prof.Alberto Testa. Danza come primo ballerino in arena di Verona nelle produzioni di “pulcinella” e “mandarino meraviglioso” del coreografo/maestro Mario Piazza. Dal 2012 e’ primo ballerino nel balletto di due atti “Amarcord” del coreografo/maestro Luciano Cannito. Nel 2013 partecipa alla trasmissione “Amici di Maria De Filippi” vincendo la categoria danza e il premio “Fanta. Nel 2013 ottiene il ruolo di Paride nel musical “Romeo e Gilietta” firmato David Zard. Nel 2013 balla “Romeo e Giulietta” nell’opera nazionale di Bordeaux diretta dal coreografo/ maestro Charles Jude. Nel 2014 e’ su Rai1 nello spettacolo Rai “Sogno e son desto2” del maestro Massimo Ranieri coreografie Franco Miseria. Dal 2014 tiene numerosi stage di insegnamento di danza classica e moderna e numerosi eventi internazionali. Sempre nel 2014 registra il film “Califano… L’ultimo concerto” con la produzione poker avendo un ruolo da ballerino nel film. Nel 2015 inizia a lavorare presso il teatro dell’opera di Roma danzando : Carmina Burana, LE chat du rossignol, raimonda, pinkfloid,Giselle,coppelia,Schiaccianoci,(primo ballerino nel ruolo di Francois), Le parc,serata Nurayev. Nel 2015 danza nella “Carmen” del maestro Amedeo Amodio con Eleonora Abbagnato. Nel 2016 riceve il “premio Europa in danza” come miglior interprete maschile nello spettacolo di “Amarcord” del coreografo Luciano Cannito interpretando il ruolo di Titta. Dal 2013 insegna danza classica e modern in numerose scuole in Italia.

Lasciamo la parola a Nicolò, con l’augurio più grande di proseguirei in questo meraviglioso, misterioso, trasparente percorso.

 


D: Qual è stato il momento in cui hai compreso che la danza sarebbe diventata il tuo futuro?
R: Ho iniziato danza a circa 14 anni, e ho iniziato proprio guardando il programma “Amici”; prima della danza ho praticato arti marziali per 9 anni. Successivamente, mamma mi vedeva spesso provare le coreografie che venivano effettuate durante il programma e quindi mi ha spinto a provarci. Da lì mi sono iscritto. La prima cosa che mi ricordo è la mia insegnante che mi fece i complimenti per il collo del piede. Mio padre inizialmente non era d’accordo, poi ben presto l’ho fatto ricredere e da lì mi ha sempre supportato.

D: Hai avuto modo durante la tua gavetta di ballare anche al di fuori dell’Italia. Quali sono le differenze che hai notato tra l’estero e la tua terra d’origine?
R: Sono stato fuori diverse volte; la prima volta in Inghilterra, poi a Mosca, Vienna e Grecia. Io mi trovo benissimo in Italia e non la lascerei mai. Di recente sono stato anche a Bordeaux per “Romeo e Giulietta” di Charles Jude. Le differenze più evidenti sono nel cibo, perché la danza è uguale in tutti i posti, ma cambia di più la situazione.

D: Qual è stato uno dei momenti più belli che hai vissuto durante la tua carriera prima dell’esperienza di “Amici”?
R: Prima di “Amici” l’esperienza più bella è stato il mio primo lavoro da primo ballerino interpretando “Pulcinella” con Giuseppe Picone e poi “Mandarino Meraviglioso” con Jason Reilly, che è stato il primo lavoro effettivo, svolto nell’Arena di Verona, in cui affiancavo due grandi pilastri della danza. Avevo 18 anni, ed è stato veramente bello. Altri ricordi sono i primi spettacoli con Rossella Brescia, tra cui “Amarcord” che è stata una meravigliosa esperienza. Chiaramente, tutti gli anni trascorsi in Accademia non li dimenticherò mai.

D: Quali erano le tue aspettative quando hai deciso di partecipare al talent show “Amici”?
R: Quando ho deciso di partecipare, ero molto entusiasta, mi aspettavo di avere contratti al di fuori del programma e sognavo la vittoria. Mi sono trovato benissimo e lo rifarei sempre, è stato molto interessante.

D: Ti saresti mai aspettato di vincere il programma nella categoria danza?
R: Ero in dubbio. Infatti temevo di non farcela ed ero entrato in crisi, poi sono rimasto l’unico ballerino e lì mi sono reso conto di essere il vincitore della categoria.

D: Com’è cambiata la tua vita dopo l’esperienza nella scuola?
R: Lavoro di più, mi ha dato un certo tipo di visibilità e insegno in diverse scuole come Milano e Napoli, dando il massimo ai miei allievi anche tramite stages e concorsi. Amo l’insegnamento; da tre anni lo svolgo e insegno danza classica e moderna.

D: Hai avuto modo di sperimentare sia il mondo della tv come il mondo del teatro. Qual è un’esperienza che da ballerino ti manca e nella quale vorresti cimentarti?
R: Sto cercando di fare entrambe le cose. Manco da un paio d’anni in tv e mi piacerebbe ritornare in altri programmi che reputo molto belli. L’ultima esperienza che ho fatto in tv è stata “Sogno o son desto” con Massimo Ranieri.

D: Come credi di essere cambiato attraverso la danza dal punto di vista personale?
R: La danza mi ha aiutato molto a crescere, e questo anche perché mi sono trovato ben presto da solo, senza un punto di riferimento, senza il pilastro della famiglia che è importantissimo. Ora abito da solo da due anni e sono molto cresciuto e diventato più indipendente ed autonomo.

D: Cosa ti piacerebbe trasmettere a chi segue le tue lezioni di danza nelle scuola?
R: La passione che ci ho messo io sin da piccolo, la voglia di fare. Deve esserci costanza, impegno e disciplina, non prenderla alla leggere e seguire quante più lezioni possibili.

D: Ci sono futuri progetti in ballo che ti vedranno coinvolto?
R: Ci sono delle idee che non posso ancora rivelare; spero nel meglio ed incrocio le dita. Vorrei fare tanto, dare il massimo e tornare meglio di prima, dimostrando alla gente che la danza in televisione esiste ancora.


Ringraziamo Nicolò Noto per la sua collaborazione e per il tempo che ci ha donato, augurandogli di continuare a sorprenderci e a sorprendersi.

 

Recensione e pubblicazione a cura di Stefania Meneghella
Intervista realizzata da Manuela Ratti

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