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Danzatore




Nicola Stasi – Showreel

Nicola Stasi -Showreel

Nella danza, il corpo si muove leggero e gli occhi seguono l’infinito; non ci sono sguardi già impostati, non ci sono nemmeno le parole che si vorrebbe pronunciare. Nella danza, l’unica casa da abitare è quello che si ha dentro: sangue che pulsa nelle vene, passione che, dal nostro cielo, piove così forte da tramutarsi in talento. Nella danza, ogni cosa è dettata dall’istinto, e dal modo speciale che si ha di essere sé stessi. E’ questo che ci dimostra Nicola Stasi, oggi nostro protagonista. Danzatore eccellente, portatore di molteplici sensazioni; osservarlo danzare è benessere per occhi e cuore, mentre l’anima resta spettatrice. Si resta quasi incantati dai suoi gesti, dal suo sguardo che esprime più parole di un linguaggio; si resta incantati dalla sua necessità di esprimersi, di essere trasparente dinnanzi al pubblico, di essere pubblico. La sua danza diventa infatti un tutt’uno con lo spettatore, portandolo in una dimensione diversa, l’unica casa da abitare: ciò che si ha dentro. Si percepiscono i sogni, le speranze e la determinazione, si percepiscono quei momenti che diventeranno piccole vite da osservare, piccole danze, piccoli mondi, il tutto cristallizzato nel tempo. 

 

 

 

 

 

Nicola Stasi inizia i suoi studi presso l’ “ateneo della danza” di Ruvo di Puglia. Dal 2011 al 2013 fa parte di Agora Coaching Progetto diretto da Michele Merola e Enrico Morelli. Nel mese di giugno 2013, partecipa invece al progetto europeo promosso da Emanuele Soavi e in collaborazione con Codarts Rotterdam, Institut del Teatre di Barcellona Università di musica e danza METAMORPHOSIS. Da settembre 2013 entra a far parte di MMContemporary Dance Company diretta da Michele Merola

Lasciamo ora la parola a Nicola, augurandogli di continuare a trasmetterci emozioni con i suoi movimenti che sono più intensi delle parole.


D: Come ti avvicini al mondo della danza?
R: Mi avvicino al mondo della danza piuttosto tardi, esattamente a 18 anni dopo aver lavorato in un villaggio turistico come animatore. Decido, quindi di seguire una scuola di danza moderna privata che si trova nel mio paesino.

D: Cosa ti ha spinto a prediligere uno stile di danza più contemporaneo? Qual è la caratteristica che ne preferisci?
R: La spinta dello stile è stata dettata dall’influenza che hanno avuto su di me i vari coreografi con i quali ho lavorato. Poi seguo, per una linea genealogica, anche lo stile del mio maestro che è diventato poi il mio direttore.

D: Cosa pensi di aver imparato dal punto di vista emozionale, caratteriale e personale da quella che è stata la tua gavetta fino ad ora? C’è un esperienza che ha avviato la tua maturazione artistica?
R: Secondo me c’è sempre da imparare. Ogni spettacolo è diverso per una serie di motivi. Emozionalmente cambia il pubblico, e di conseguenza cambiano anche le sensazioni che si percepiscono. Una esperienza che ha avviato la mia maturazione artistiche coincide con il mio trasferimento a Reggio Emilia, per il contest di miglioramento “Agora Coaching Project”, diretto da Michele Merola ed Enrico Morelli.

D: Da settembre 2013 fai parte di una compagnia” MMContemporary Dance Company” diretta da Michele Merola. Com’è lavorare in team piuttosto che contare esclusivamente sulle proprie forze?
R: Lavorare in team è sicuramente un punto di forza. Una persona singolarmente può dare tanto, ma un gruppo di persone con storie, sensazioni e maturità diverse regala sfaccettature che permettono di raggiungere un ottimo risultato.

D: Quali sono invece gli insegnamenti che la danza in quanto disciplina ti ha lasciato e pensi che ti saranno utili anche per la tua vita?
R: Se penso agli insegnamenti che la danza mi ha lasciato per la mia vita quotidiana penso sicuramente alla disciplina. In sala con un gruppo di persone si può scherzare e creare un’atmosfera piacevole, però senza disciplina non si raggiungono gli obiettivi che si desiderano. Oltre alla disciplina altro fattore importante è sicuramente la forza di volontà. I dubbi e le incertezze sono all’ordine del giorno, la forza di volontà è quell’elemento che aiuta a superare le avversità andando avanti.

D: Qual è stata la soddisfazione più grande che hai ottenuto fino ad ora?
R: Soddisfazioni ce ne sono sempre, ogni volta che si sale su un palco si mette in pratica tutto ciò che si è imparato in sala. Questo è per me un’immensa soddisfazioni.

D: Quale credi debba essere la motivazione per continuare ad impegnarsi sempre, nonostante i notevoli sacrifici o le critiche?
R: La motivazione sta sicuramente nella passione, questa spinge continuamente ad andare avanti.

D: Come ti piacerebbe continuare questo percorso, vorresti percorrere nuove strade che non hai ancora avuto occasione di provare?
R: Attualmente le cose stanno andando bene, le soddisfazioni ci sono, posso reputarmi fiero del mio percorso, ma allo stesso tempo sperare che le cose vadano sempre meglio.

D: Descrivici tutto quello che la danza ha rappresentato per te da sempre.
R: La posso considerare un’amica dalla nascita. Ricordo che già da piccolino ballavo, ho deciso di assecondare questa mia attitudine in un secondo momento. Il nostro rapporto diventa giorno dopo giorno sempre più inteso, posso definire la danza come una parte di me.

D: Quale sarebbe il sogno in questo campo che vorresti trasformare in realtà?
R: Mi piacerebbe vedere l’arte, non solo la danza, assumere un ruolo sempre più importante in Italia, perché attualmente le cose non funzionano al meglio.


Ringraziamo Nicola Stasi per la collaborazione, augurandogli di continuare a trasmetterci emozioni con i suoi movimenti che sono più intensi delle parole.

Recensione a cura di Stefania Meneghella
Intervista realizzata da Manuela Ratti
Pubblicazione a cura di Roberta Giancaspro

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