Miguel Gobbo Diaz- Mettere amore in ciò che si fa

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Quando si mette amore in ciò che si fa questo si evince, perchè ci si mette sempre il massimo impegno e volontà per portare a termine un determinato progetto. E’ l’amore l’elemento che non può mancare sopratutto se si vuole lavorare nel mondo della recitazione, immedesimandosi in storie altrui, innamorandosi di ciò che si racconta e della vita del proprio personaggio, come se quella fosse vita propria. E’ questo il compito che deve saper portare a termine un attore. Questo è quello che oggi ci racconta Miguel Gobbo Diaz oggi, durante la nostra chiacchierata. Miguel Angel Gobbo Diaz, nativo di Santo Domingo ma naturalizzato vicentino, è una delle promesse del cinema. Arrivato in Italia a soli 3 anni, l’ attore si diploma al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma. La sua carriera ha inizio con il suo primo ruolo da protagonista nel film di Claudio Fragasso: La grande rabbia. La passione, inizialmente per il teatro, poi per il cinema,nasce in prima superiore, quando Miguel Diaz frequenta un corso di teatro. Dopo aver ottenuto molto successo all’ interno della scuola, decide di provare a fare sul serio. Oggi è sicuramente una delle giovani promesse del cinema italiano, talentuoso e capace, Miguel Angel Gobbo Diaz, ha davanti a se, una lunga carriera.

Lasciamo ora la parola a Miguel Gobbo Diaz con l’augurio di proseguire in questo meraviglioso percorso.

 

 D: Come nasce la passione per la recitazione?

R: Una passione nata tra i banchi di scuola, c’erano delle ore obbligatori da svolgere durante la settimana e decisi di partecipare al corso pomeridiano di teatro. Da quel giorno non ho più smesso.

D:Quali sono secondo te le caratteristiche che in un attore non possono mai mancare? Quali sono quelle che pensi ti definiscano?
R:L’umiltà, la pazienza e la disponibilità a fare tanti sacrifici. Sono fondamentali per questo mestiere. Se lo dico è perché fanno parte di me. Con il tempo impari a capire quanto difficile sia questo lavoro e quanto importante sia seguire queste tre cose.

D: C’è un attore che per te è stato di ispirazione?

R: Denzel Washington è sempre stato un punto di riferimento per il mio sogno. Lui è un ispirazione, un esempio perfetto di come dovrebbe essere un Attore.

D: C’ è un film del passato in cui avresti sognato di poter fare parte?
R:Del passato indubbiamente, “Guess Who’s coming to dinner” Indovina chi viene a cena. Sarebbe bello fare un remake all’italiana. Poi ce ne sono molti altri.

D:Raccontaci di “Nero a metà”. Cosa ricordi del tuo primo provino per questa fiction?

R:Nero a Metà è una serie importate per me, la storia che racconta è necessaria per questo paese. Un piccolo grande segno di cambiamento e di apertura per gli attori di seconda generazione. Il mio primo provino durò quasi due ore, vivevo a Londra in quel periodo, ero un stanco per il viaggio ma i ritmi londinesi mi aiutarono a mettere quella marcia in più. A fine dei conti feci quattro provini tra Londra e Roma. Esperienza indimenticabile.

D: Quali sono gli aspetti che ti hanno fatto apprezzare il personaggio che interpreti all’interno di “Nero a metà”? Avete aspetti in comune?

R: La sua tenacia e sicurezza nel dire e affrontare le cose. Lo ammiro. Cose in comunque, la voglia di fare bene il nostro lavoro.

D: Puoi svelarci qualche anticipazione in merito al tuo personaggio e alla sua evoluzione nella fiction?

R: Vi posso dire che ci sarà un cambiamento dal punto di vista professionale. Dal punto di vista emotivo ci saranno alcuni traumi forti che coinvolgerà Malik e tutta la squadra.

D: C’è un sogno che ti piacerebbe realizzare in campo attoriale?

R: Assolutamente si. Quando lo raggiungerò lo dirò.

D: Quali sono i tuoi futuri progetti?

R:Sto girando Zero serie originale Netflix. Un’altra piccola grande porta verso attori neri di seconda generazione. Sono molto entusiasta.
Il mio personaggio mi piace un sacco e non vedo l’ora di presentarvelo.
Si parla anche di Nero a Metà 3. Vediamo poi che succederà in futuro. Sempre positivi


Ringraziamo Miguel Gobbo Diaz per la sua collaborazione e per il tempo che ci ha donato, augurandogli di continuare a sorprenderci e a sorprendersi.

 

Intervista realizzata da Manuela Ratti

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